Seat: Albenga (Savona)
Date of live: 1558 -
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Ospedale di S. Maria di Misericordia di Albenga, Albenga (Savona), 1558 -, SIUSA
L’Ospedale di Santa Maria di Misericordia venne costituito con atto notarile rogato De Mastri, il 28 marzo 1558; con quell’atto gli oratori di Santa Croce, Santa Caterina, San Bartolomeo e Santa Maria Maddalena si fusero in un’unica Confraternita intitolata a Santa Maria di Misericordia, assegnando tutti i loro redditi alla gestione di un Ospedale che ne assunse il medesimo nome. Il 13 febbraio 1559 il vescovo di Albenga fece sopprimere la Casa di carità di San Bernardo e i suoi beni vennero assegnati anch’essi all’ospedale. Non si trattava certamente di un unicum nella storia della città di Albenga: già dal XII secolo si trovano notizie di molte piccole attività di tipo assistenziale di legate a chiese, congregazioni e corporazioni di mestiere (Hospitale de pauperi di Albenga, ospizio di Santa Maria di Pontelungo, Congregazione di Santa Maria, caritates di Santa Croce, San Bartolomeo ed altre ancora). L’istituto era dedicato al ricovero e alla cura dei poveri della città; la sua direzione venne affidata a un priore, a un sottopriore e quattro consiglieri, mentre due protettori (uno per ciascun ordine cittadino) si occuparono della gestione dei posti letto, del mantenimento dei ricoverati e delle cure sanitarie, attraverso due “hospitalieri”. Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei farmaci, per più di due secoli non vi fu nell’Ospedale di Santa Maria di Misericordia una farmacia interna. L’ente si riforniva da speziali esterni, che si avvicendavano con incarichi annuali, posti sotto lo stretto controllo di uno dei protettori. La sede venne posta nell’antico palazzo dell’Oratorio di Santa Croce, vicino alla chiesa di San Lorenzo. Alcuni vani a pian terreno servivano da ricovero per i pellegrini e per residenza dell’ospitaliere, al primo piano un grande salone era dedicato al ricovero degli ammalati. Nel 1613 venne costruita una scala di collegamento tra la chiesa di San Lorenzo e l’Ospedale e nel 1720 viene realizzata una prima vera e propria riorganizzazione dei locali. Numerosi furono nel corso del XVII e XVIII secolo i lasciti testamentari di privati all’Ospedale: grazie proprio ad uno di essi - quello del reverendo Dionisio Spelta Valdone, rettore della chiesa parrocchiale di Leca - nel 1783 venne istituita, una farmacia interna all’Istituto. Nata probabilmente con l’intento di riorganizzare la gestione degli acquisti di medicinali, la farmacia venne gestita in un primo tempo da monaci di San Bernardino (che già dal 1728 avevano creato una farmacia all’interno del convento) e poi, dal 1787, dagli speziali della città. Anche per questo motivo, tra il 1787 e il 1790 l’Ospedale affrontò lavori di ampliamento e ammodernamento della sede, con l’acquisizione di una casa adiacente al palazzo. L’amministrazione dell’Ospedale restò immutata fino al 1798 quando, con le riforme della Repubblica ligure, i Protettori dell’Ospedale vennero sostituiti prima dai Cittadini amministratori e, dopo l’annessione della Repubblica Ligure all'Impero francese, dalla Commissione Amministrativa per gli Ospizi, appositamente creata nel 1807. Il 10 settembre 1808, l’Ufficio di Pubblica Beneficenza che aveva assunto il controllo delle opere pie della Città di Albenga, attribuì all’Ospedale di Santa Maria di Misericordia anche il patrimonio e le funzioni ospedaliere fino ad allora in capo alla Società di San Crispino e Crispiniano, nonché quella di ricovero dell’infanzia abbandonata. Sempre nel 1807 la farmacia dell’Ospedale venne trasportata nei locali della Confraternita della Buona Morte, ossia l’antico oratorio di Santa Croce, concesso il 10 novembre 1614 ai confratelli della Confraternita di Sant’Antonio che lo stesso anno era stata aggregata alla Società della Morte di Roma. Nel 1810 con la soppressione degli ordini monastici, compreso quello di San Bernardino, le suppellettili della farmacia interna al convento vennero consegnate alla farmacia dell’Ospedale di Albenga. Il 17 marzo 1812 la Commissione Amministrativa per gli Ospizi di Albenga ottenne dal prefetto la concessione dell’ex monastero delle Monache di San Calocero, sita accanto all’antica domus di San Crispino, espropriato secondo le leggi vigenti dell’Impero, per adibirlo a sede dell’Ospedale. I lavori tuttavia non partirono immediatamente. Caduto l’impero napoleonico, nel 1817, Michele D’Aste, reggente l’Intendenza di Ponente, trasmise per conto del Comune la richiesta di approvazione dei lavori al Ministro dell’Interno. I lavori vennero approvati e la nuova sede venne inaugurata il 31 maggio 1820. Nuovi lavori vennero compiuti tra il 1820 e il 1840 con l’abbattimento delle mura est della città e la riorganizzazione della facciata dell’Ospedale. Nel 1854 venne pubblicato il Regolamento interno dell’Ospedale civico di Albenga: vi si stabiliva che il ricovero fosse gratuito per tutti i poveri della città, che potevano essere ammessi solo dietro presentazione di un certificato di un medico o di un chirurgo. Due letti avrebbero dovuto poi essere riservati ai poveri delle borgate di Bastia, Leca, Lusignano e San Fedele. La Commissione Amministrativa inoltre avrebbe dovuto lasciare sempre disponibile una camera per il ricovero dei pellegrini, mantenuti dalle rendite della soppressa Società di San Crispino e Crispiniano. Il regolamento prescriveva che il personale sanitario fosse composto da uno o più medici, uno o più chirurghi, due suore di carità o – in sostituzione - di un infermiere e una infermiera. L’amministrazione dell’Ospedale sarebbe stata gestita da un membro della Commissione amministrativa scelto a rotazione mensile, da un economo, un cappellano e un portinaio; l’economo avrebbe dovuto occuparsi dei lasciti di Giuseppe Lamberti fu Valentino, che nel suo testamento aveva nominato erede universale l’Ospedale di Nostra Signora di Misericordia, disponendo l’assegnazione di due sussidi dotali a favore di ragazze povere della città di Albenga in procinto di sposarsi e l’allestimento nei pressi dell’Ospedale di una fabbrica di cordami nella quale avrebbero dovuto essere occupate persone indigenti e inabili al lavoro. Sia il personale sanitario sia quello amministrativo erano a carico della Commissione amministrativa comunale che provvedeva anche al rimborso della retta dei ricoverati indigenti. Nuovi statuti organici vennero poi pubblicati nel 1862 e nel 1891 per adeguare le norme statutarie dell’Ospedale rispettivamente alla legge del 3 agosto 1862, n.753, sull'amministrazione delle Opere Pie, e la Congregazione di carità e alla legge 17 luglio 1890 n. 6972 (la cosiddetta "legge Crispi") che avrebbe dovuto ricondurre pienamente nell'ambito del diritto pubblico, gli enti morali di carità e beneficenza, al fine di rendere più stretto su di esse il controllo statale. Tuttavia, l’Ospedale di Albenga venne escluso dalla concentrazione nella Congregazione di Carità sulla base dell’art. 59 della Legge Crispi che esentava dalla procedura gli istituti ospitalieri ed i manicomi fondati a beneficio di uno o più comuni che, insieme riuniti, abbiano non meno di 5000 abitanti. Nel 1896 si insediò presso l'Ospedale anche il ricovero per anziani indigenti e inabili al lavoro istituita dal cav. Domenico Trincheri, con atto 14 marzo 1893. Alcuni limiti ai ricoveri di indigenti nell’ospedale vennero posti con lo statuto organico del 9 agosto 1907, nel quale si specificava che scopo dell’Istituto era il ricovero, la cura e il mantenimento gratuito, nei limiti dei propri mezzi, degli infermi poveri di ambo i sessi aventi il domicilio di soccorso nel Comune e che non avessero congiunti tenuti per legge a provveder loro. Potevano inoltre essere ammessi malati non poveri e militari dietro pagamento di rette che l’amministrazione avrebbe determinato, previa approvazione della Commissione provinciale di beneficenza. Venivano esclusi soltanto i malati cronici e quelli contagiosi. Nel corso dei primi trent’anni del XX secolo l’Ospedale si ingrandì ulteriormente: nel 1908 venne aperto un reparto di malattie infettive, un ambulatorio medico – chirurgico dedicato ai soli iscritti all’elenco dei poveri del comune e nel 1934 venne istituito il reparto di maternità. Il 6 aprile 1939 il Prefetto di Savona approvò la concentrazione dell’Istituto Trincheri e della Croce Bianca di Albenga nell’Ospedale, ma il progetto non ebbe seguito e venne abbandonato con delibera dell’8 maggio 1941. Tra il 1939 e il 1949 vennero presentati veri progetti di ampliamento e ammodernamento dell’ospedale, sempre considerati troppo dispendiosi, finché, nel 1951, venne deliberata la completa ristrutturazione dell’antico fabbricato con un progetto curato dall’ing. Dario Zunino.
Legal position:
pubblico
Type of creator:
ente sanitario
Generated archives:
Ospedale di S. Maria di Misericordia di Albenga (fondo)
Editing and review:
Calzolari Andrea, 2024/03/29, rielaborazione
Frassinelli Antonella, 2007/07/10, revisione
Frassinelli Antonella, 2007/07/11, revisione
Mancino Rosaria, 2024/03/29, rielaborazione

