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Opera pia dei Santi Crispino e Crispiniano

Seat: Albenga (Savona)
Date of live: 1484 - 1937

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Opera pia dei Santi Crispino e Crispiniano, Albenga (Savona), 1484 - 1937, SIUSA

La Compagnia dei Santi Crispino e Crispiniano di Albenga, santi tradizionalmente considerati patroni dei calzolai e dei conciatori di pelli, trae le sue origini da una "Caritas Calligariorum" (calzolai), di cui si conserva documentazione risalente al XIII secolo, anche nominata "Caritas Scoferiorum" (conciatori) di cui si conserva lo statuto del 1373, con modifiche fino al primo quarto del XV secolo.
Con l'andar del tempo viene a cessare l'apporto dell'arte dei conciatori, il cui numero si riduce via via fino a esaurirsi e la Compagnia finisce con il raccogliere i soli calzolai. Come testimoniato dagli statuti del Comune di Albenga del 1484 assume quindi il titolo dei Santi Crispino e Crispiniano, cui era dedicata una cappella laicale nella cattedrale di Albenga, sotto la custodia dei massari della Compagnia.
L'istituzione, oltre a regolamentare la professione dei membri, ricopriva la duplice funzione di soccorso ai poveri e di ricovero ai poveri e ai pellegrini; per quest'ultimo fine la Compagnia possedeva un locale sotto il titolo di Ospedale di san Crispino e Crispiniano. L'ospedale fu aperto nel 1335 come locale di ricovero per poveri e pellegrini, fuori dalla città, sulla strada per Pontelungo e in adiacenza all'Ospedale della Misericordia; venne trasferito nel 1389 nel quartiere di Santa Maria in una casa pervenuta per donazione mantenendo la funzione di ricovero per i pellegrini e, a seguito di un lascito a ciò dedicato, nel 1618 venne adibito a ospedale per poveri infermi, per un totale di sei letti. L'edificio subì numerose ristrutturazioni fino a essere completamente riedificato tra il 1755 e il 1758.
La funzione di soccorso si esplicitava nella provvista annuale di cappotti di panno pesante ("albagio") ai poveri e di coperte dello stesso tessuto alle madri povere per i nati nell'anno e nella distribuzione di sussidi dotali; tali finalità furono finanziate con un certo numero di lasciti fin dal XIV secolo.
A seguito di altri legati ricevuti nel corso dei secoli, la Compagnia era inoltre tenuta all'adempimento di funzioni religiose: patronato della cappella dei Santi Crispino e Crispiniano (dal 1344), messe di suffragio, fornitura di ceri per la chiesa di Salea.
Il 16 novembre 1807 la Compagnia dei Santi Crispino e Crispiniano viene soppressa a seguito di decreto prefettizio del 21 agosto dello stesso anno e l'amministrazione dei suoi beni passa al Bureau di Beneficenza; nell'occasione vengono consegnati i registri e le carte che, in ragione della loro consistenza, vengono trasferiti in deposito in una stanza dell'ospedale di Albenga.
Il 20 aprile 1808 venne disposto che il patrimonio originariamente destinato al soccorso dei poveri, alla costituzione di sussidi dotali e ai legati religiosi fosse assegnato al Comitato di Pubblica Beneficenza, mentre il patrimonio destinato al ricovero dei poveri infermi fosse destinato all'Ospedale Civico, ossia all'Ospedale di Santa Maria di Misericordia. Quest'ultimo provvede in breve tempo a svuotare i locali e concederli in affitto.
Con lo statuto del 1853 si ribadisce che la Compagnia dei Santi Crispino e Crispiniano, ora definita opera pia, rimane sotto l'amministrazione della Congregazione di carità di Albenga e che un membro dei mastri calzolai e conciatori di Albenga debba venire nominato dall'Intendente ogni anno per intervenire con diritto di voto a tutte le adunanze della Congregazione di carità relative a oggetti di interesse dell'opera pia.
Rimangono a carico del patrimonio dell'opera pia amministrata dalla Congregazione di carità: la nomina di un cappellano per la celebrazione di messe in suffragio dei calzolai e conciatori defunti e per le solennità in onore dei santi patroni; la provvista di due ceri per la festa di San Giacomo a Salea; la provvista di un cappotto di "albagio" a dodici poveri della città; la provvista di un simile panno a favore dei neonati di madri povere della città; la provvista di una tonaca o camicia nuova a un povero; la distribuzione di una dote a due donne povere da maritare (una dote delle quali discendente da lascito del sacerdote Andrea Fraudero del 1637).
L'attività istituzionale dell'opera pia, priva ormai della propria personalità giuridica, assorbita in quella della Congregazione di carità che ne cura l'amministrazione, prosegue per tutto il XIX secolo e nel corso del '900, almeno fino al 1937, anno in cui si attua la trasformazione della Congregazione di carità in Ente Comunale di Assistenza. Per quell'anno, ultimo di cui si conserva la documentazione dell'opera pia, le competenze risultano ridotte ai legati funebri e religiosi e alla provvista di cappotti per i poveri.


Legal position:
pubblico

Type of creator:
ente di assistenza e beneficenza

Generated archives:
Opera pia dei Santi Crispino e Crispiniano (fondo)


Editing and review:
Calzolari Andrea, 2024/03/29, prima redazione
Mancino Rosaria, 2024/03/29, prima redazione


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