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Parrocchia di Santa Maria assunta di Torcello, Venezia

(Archivi storici della Chiesa di Venezia)

fondo

Estremi cronologici: 1696 apr. 21 - 2008 mag. 24

Consistenza: Unità 151: regg., voll., bb., filze, fascc. e docc.

Descrizione: La struttura attuale dell'archivio parrocchiale deriva, oltre che dalle disposizioni giuridico-amministrative per la parrocchia stabilite dal diritto canonico, consistenti nell'accentramento delle attività pastorali, sacramentali e della gestione materiale della parrocchia nelle mani del parroco; anche dalle operazioni di ordinamento e condizionamento avvenute in passato.
Per ricostruire le vicende storiche dell'archivio si è fatto ricorso a fonti esterne, conservate presso l'Archivio storico del Patriarcato di Venezia, in particolare alle visite pastorali dell'archivio dell'episcopato di Torcello fino alla sua soppressione, alle visite pastorali otto-novecentesche del Patriarca di Venezia e alle buste relative a Torcello della serie «Parrocchie» nella Sezione moderna dell'archivio della Curia patriarcale.
Le prime due fonti sono lo strumento più immediato e utile per capire le articolazioni del fondo e il suo sviluppo diacronico, la data di istituzione dei registri canonici e più in generale per ricostruire la storia, le vicende (crescita, sedimentazione, implementazione, dispersione e disordine) e le prassi di compilazione e conservazione delle carte.
Le visite pastorali dei vescovi di Torcello alla chiesa cattedrale dimostrano che i registri canonici ed altro materiale archivistico esistevano almeno dalla fine del secolo XVI (attualmente quelli pervenuti si attestano dalla fine del sec. XVII) e testimoniati fino all'ultima visita dei vescovi torcellani alla chiesa cattedrale nel 1775; non si conosce però il periodo storico della loro scomparsa. Si riporta qualche testimonianza: nella visita pastorale del vescovo Antonio Grimani del 1591, che richiede esplicitamente di preparare i registri canonici in occasione della visita, nelle interrogazioni risulta che l'arciprete teneva «i suoi libri di battesimi e gli altri» (cfr. ASPV, «Curia vescovile di Torcello», «Visite pastorali», reg. 1, c. 12v); nella visita del 1678 si afferma che il vescovo «visitavit sacrarium [...] ibidem servantur libri ad curam animarum spectantes in quibus decretum fuit servari omnino formulas Ritualis Romani» (Ibidem, reg. 2, c. 10). Infine nella visita del 1698 (che descrive dettagliatamente l'archivio di sacrestia, del quale quasi nulla di quel periodo è pervenuto) il vescovo «vidit infrascriptos libros: librum baptizatorum novum aliquos veteres, librum confirmatorum, librum matrimoniorum novum et veteres, librum mortuorum novum aliosque veteres, librum missarum eiusdem cathedralis ecclesie, librum status animarum parochie, [...] vidit et legit suprascriptos libros, eosque secundum formas Ritualis Romani scriptos invenit» (cfr. Ibidem, reg. 3, c. 8).
Le visite pastorali dei patriarchi di Venezia, a partire dalla visita di Jacopo Monico del 1829, sono caratterizzate da limitati riferimenti all'archivio. Infatti sulla visita a Torcello del patriarca Aurelio Mutti del 1852 (cfr. ASPV, «Curia patriarcale di Venezia», «Archivio 'segreto'», «Visite pastorali», b. 36), ci si limita a chiedere: «Ove si conservi l'archivio parrocchiale», segue la risposta: «Si conserva tutto dall'arciprete in un apposito Archivio». Analoghe la domanda e la risposta nelle visite pastorali di patriarca Ramazzotti del 1860 e di Giuseppe Trevisanato del 1869 (cfr. Ibidem, bb. 39, 41).
Altre fonti parlano infatti di una «libreria pro registri» sita in canonica, elencata insieme a messali, corali, libri liturgici e da musica nell'«Inventario di suppellettili, arredi sacri, paramenti e fornimenti» del 1882 (cfr. ASPV, «Curia patriarcale di Venezia», «Sezione moderna», «Parrocchie», b. 49/3 «Torcello»). La visita pastorale di patriarca Pietro La Fontaine (cfr. Ibidem, b. 48) del 1917 infine descrive il soddisfacente stato del fondo: «Omnia regesta canonica, scilicet baptizatorum, mortuorum, confirmatorum, etc., bene ordinata reperit et descripta novo methodo (probabilmente in riferimento al nuovo criterio di protocollazione dei documenti impiegato in quel periodo, cfr. «Parrocchia di Santa Maria assunta di Torcello», «Protocolli di corrispondenza», reg. 3) a reverendissimo archipresbitero instituita».
L'archivio parrocchiale risulta costituito sostanzialmente dalle serie dei registri canonici (battesimi, matrimoni, morti, comunioni, cresime) e da quelle ad esse collegate ('squarzi', 'filze', pubblicazioni, registri civili con i relativi repertori), notifiche di morte, stati delle anime e anagrafi, decreti e corrispondenza con autorità ecclesiastiche e civili (Curia patriarcale, Comune di Burano, autorità militare ecc.), autentiche di reliquie, cronache e memorie storiche, visite pastorali, registri di protocollo, registri di cassa (novecenteschi), bollettari delle offerte, rendiconti, registro di commissarie (uno dei più antichi registri pervenuti, secc. XVIII ex. - XIX in.), giornali e registri delle messe; infine libri liturgici, teologici e devozionali (alcuni dalla metà del sec. XVII).
Interessante il registro canonico più antico, che risulta tripartito (battesimi, matrimoni e morti), modello forse utilizzato fin dalle origini.
Si rilevano tracce di un ordinamento precedente delle carte sciolte di corrispondenza e dei decreti (con l'utilizzo di buste lignee per la loro conservazione, oggi quasi tutte distrutte) ad esempio la semplice sedimentazione per anno, l'utilizzo del registro di protocollo - operazione accurata per i primi anni del secolo XX con l'utilizzo di un apposito timbro, che però indica la Fabbriceria, per le carte di entrambi gli archivi (cfr. «Parrocchia di Santa Maria assunta di Torcello», «Registri di protocollo», reg. 3) indicante oltre al numero anche la busta e il fascicolo di pertinenza - e la frequente presenza dell'indicazione dell'anno nel verso del documento. Si rilevano anche tracce di ordinamento di documenazione sciolta per materia (probabilmente dalla fine dell'Ottocento) con l'utilizzo di appositi fascicoli che a causa delle dispersioni non è stato possibile ricostruire interamente.
Note e descrizioni, spesso purtroppo sommarie, si ritrovano negli inventari presenti nel complesso archivistico, come il caso di un inventario risalente al 1833 (cfr. «Fabbriceria di Santa Maria assunta di Torcello», «Inventari», reg. 2) dove - oltre a menzionare un inventario generale dei beni della chiesa risalente agli anni Venti dell'Ottocento non reperito -, si cita sommariamente l'archivio con una nota di don Luigi Stiore del 17 dicembre 1833, giorno della sua rinuncia al beneficio parrocchiale, in cui consegnò all'economo spirituale «tutto quello che spettava: registri, carte parrocchiali e della forania ed insieme a quello che appartiene a suppellettili sacre come nell'inventario generale». Altre informazioni si ricavano dal processo di consegna del beneficio parrocchiale nel 1882 al nuovo arciprete don Francesco Zuliani (cfr. «Parrocchia di Santa Maria assunta di Torcello», «Repertori d'archivio», fasc. 1) dove si citano i registri canonici e civili (curiosamente senza elencare il registro canonico più antico) con «n. 7 buste di atti e corrispondenza in genere e di provvedimenti diversi tanto di autorità ecclesiastiche che civili». Queste ultime considerazioni sottolineano, come già ricordato, una sistemazione non particolarmente articolata della corrispondenza.


La documentazione è stata prodotta da:
Parrocchia di Santa Maria assunta di Torcello, Venezia

La documentazione è conservata da:
Chiesa rettoriale di Santa Maria assunta e di Santa Fosca di Torcello


Redazione e revisione:
Trivellato Davide, 2007/03/24, prima redazione
Barausse Manuela, 2008, revisione
Levantino Laura, 2008, revisione
Levantino Laura, 2013, revisione
Tombel Michela, 2013, revisione
Cavazzana Romanelli Francesca, supervisione della scheda


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