Sede: Fonte (Treviso)
Date di esistenza: sec. X -
Intestazioni:
Comune di Fonte, Fonte (Treviso), sec. X -, SIUSA
Il toponimo deriva dalla presenza nella località di sorgenti d'acqua, il nome della frazione di Onè ha preso il nome dal bosco di ontani (in dialetto onère) che vi si trovava.
Presso Fonte si insediò una fara di longobardi nel VI-VII secolo. Successivamente vi sorse un castello che intorno all'anno Mille fu donato dall'imperatore a Gerardo Maltraverso. Nel 1153, un omonimo sostenitore della ribellione dei Coneglianesi contro i Trevigiani venne assediato da questi ultimi e sopraffatto. I Maltraverso tornarono successivamente nei loro possessi, che rappresentavano solo una porzione del territorio di Fonte. La restante parte apparteneva al vescovo di Treviso. Il castello di Fonte passò poi ai Camposampiero e poi a Ezzelino da Romano. Nuove devastazioni Fonte subì nel 1234 dal podestà padovano Ottone di Mandello, e nel 1260 dai Trevigiani, vincitori sugli ezzeliniani. La rocca venne in possesso alla famiglia trevigiana dei Castelli, che si scontrarono con Gherardo da Camino per la supremazia a Treviso: nel 1283 i Caminesi assaltarono i territori circostanti al castello.
Come tutti i paesi della Marca Trevigiana passò nel 1339 alla Repubblica di Venezia. La Serenissima inserì amministrativamente Fonte nella podesteria della vicina Asolo. Durante il dominio veneziano, Fonte fu l'epicentro dell'epidemia di peste del 1630; non meno tragiche le conseguenze del terremoto del febbraio 1695 che abbattè metà dell'abitato.
Caduta la Repubblica, passò in mano ai francesi e poi agli austriaci fino alla definitiva annessione del Veneto al Regno d'Italia (1866).
Oggi conta più di 6000 abitanti.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale
Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Fonte (fondo)
Stato civile del Comune di Fonte (fondo)
Redazione e revisione:
Fazzini Maria Cristina, 2014/06/18, supervisione della scheda
Monetti Matteo, 2013/07/26, integrazione successiva

