Date di esistenza: 1945 apr. 5 - 1946 giu. 1
Intestazioni:
Consulta nazionale, Roma, 1945 - 1946, SIUSA
La Consulta nazionale fu costituita con decreto legislativo luogotenenziale 5 aprile 1945, n. 146, con l’intento di creare un organismo che affiancasse il Governo, in assenza e in vista dell’istituzione di un’assemblea elettiva che assumesse il potere legislativo.
La consulta esprimeva pareri, non vincolanti per il Governo, “sui problemi generali e sui provvedimenti legislativi che le ven[ivano] sottoposti dal Governo" (art. 1). La richiesta di pareri era obbligatoria solamente in materia di bilancio e rendiconti consuntivi dello Stato, di imposte, salvo i casi di urgenza, e di legge elettorale.
In seno alla Consulta furono istituite dieci Commissioni, alle quali il Governo aveva facoltà di richiedere un parere: I affari esteri, II affari politici ed amministrativi, III giustizia, IV istruzione e belle arti, V difesa nazionale, VI finanze e tesoro, VII agricoltura e alimentazione, VIII industria e commercio, IX lavoro e previdenza sociale, X ricostruzione, lavori pubblici e comunicazioni.
Con decreto legislativo luogotenenziale 30 aprile 1945, n. 168, e successivi decreti modificativi 12 luglio 1945, n. 422 e 31 agosto 1945, n. 527 ne veniva disciplinata la composizione (nomina e decadenza, composizione dell’Ufficio di Presidenza formato da un presidente, due vicepresidenti, quattro segretari e quattro questori). Veniva inoltre stabilito che per il funzionamento essa utilizzasse i locali e i servizi della Camera dei Deputati.
Si riunì per la prima volta in seduta plenaria il 25 settembre 1945.
Un regolamento interno elaborato dalla Consulta stessa definiva poi la scelta del voto palese come strumento di voto prevalente e demandava alla Consulta (Assemblea plenaria) le materie per le quali era previsto il parere obbligatorio.
Col decreto luogotenenziale 31 luglio 1945, n. 443, venne istituito un Ministero per la Consulta, organo di collegamento tra Governo e Consulta. Soppresso con decreto legislativo luogotenenziale 22 dicembre 1945, n. 826, le attribuzioni del ministero furono devolute a un ufficio per le relazioni con la Consulta istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri.
La Consulta nazionale fu sciolta il 1° giugno 1946, al momento dell’elezione dell’Assemblea Costituente; l’ultima Assemblea plenaria si tenne il 9 marzo 1946 (quando fu approvata la legge per il referendum istituzionale), mentre il lavoro delle commissioni legislative continuò fino al 10 maggio.
Si riunì per la prima volta in seduta plenaria il 25 settembre 1945.
Un regolamento interno elaborato dalla Consulta stessa definiva poi la scelta del voto palese come strumento di voto prevalente e demandava alla Consulta (Assemblea plenaria) le materie per le quali era previsto il parere obbligatorio.
Col decreto luogotenenziale 31 luglio 1945, n. 443, venne istituito un Ministero per la Consulta, organo di collegamento tra Governo e Consulta. Soppresso con decreto legislativo luogotenenziale 22 dicembre 1945, n. 826, le attribuzioni del ministero furono devolute a un ufficio per le relazioni con la Consulta istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri.
La Consulta nazionale fu sciolta il 1° giugno 1946, al momento dell’elezione dell’Assemblea Costituente; l’ultima Assemblea plenaria si tenne il 9 marzo 1946 (quando fu approvata la legge per il referendum istituzionale), mentre il lavoro delle commissioni legislative continuò fino al 10 maggio.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
stato
Soggetti produttori:
Assemblea Costituente, successore
Complessi archivistici prodotti:
Consulta nazionale (fondo)
Redazione e revisione:
Malfatti Stefano, 2021/02/25, prima redazione
Perotto Vera, 2021/02/25, raccolta delle informazioni
Santolamazza Rossella, SIUSA nazionale, 2021/02/25, supervisione della scheda

