Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Persone » Soggetto produttore - Persona

Cascella Pietro

Pescara 1921 feb. 2 - Pietrasanta (LU) 2008 mag. 18

Membro della Commissione "Arredo Urbano" del Comune di Milano, 2002 - 2003
Membro dell'Accademia di San Luca dal 1983 e Presidente nel 2004, 1983 - 2004
Corrispondente dell'Institut de France di Roma, 2004 -
Medaglia d'Oro della Presidenza della Repubblica ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte, 2006 apr. 20 -

Intestazioni:
Cascella, Pietro, scultore, ceramista, pittore, (Pescara 1921 - Pietrasanta 2008), SIUSA

Pietro Cascella nasce a Pescara il 2 febbraio 1921 da Tommaso e Susanna Federman. La sua è una famiglia di pittori e ceramisti di fama, quali sono il nonno Basilio, gli zii Michele e Gioacchino e il padre, sotto la cui guida, nel laboratorio litografico divenuto una sorta di circolo artistico-letterario in cui si sperimentano tecniche e materiali, si avvicina alla pittura ancora molto giovane.
Attorno al 1938 si trasferisce a Roma per frequentare l'Accademia di Belle Arti come allievo, tra gli altri, del pittore e scultore Ferruccio Ferrazzi e nel 1942, appena ventenne, partecipa alla IV Quadriennale. Sempre a Roma, nella Fornace chiamata Valle d'Inferno e in collaborazione con il fratello Andrea, anch'egli pittore e scultore, inizia a dedicarsi alla produzione di oggetti d'arte in ceramica e frequenta "L'Osteria Fratelli Menghi", storico luogo d'incontro di artisti, attori, musicisti e letterati in cui conosce la mosaicista trentina Anna Maria Cesarini Sforza, dal cui matrimonio, celebrato nel 1945, nasce l'anno successivo la figlia Benedetta, a cui seguiranno nel 1951 Tommaso Jr. e nel 1956 Susanna. Nel 1948 partecipa alla XXIV Biennale di Venezia, la prima del dopoguerra, e nel 1950, sempre alla Biennale, espone come scultore in ceramica, materiale a cui si dedica in maniera prevalente fino alla fine degli anni '50, prediligendo le grandi composizioni. Sono di questo periodo il mosaico per la Stazione Termini e le sontuose decorazioni murali del romano "Cinema America", messi in opera in collaborazione con la moglie e il fratello Andrea, con cui realizza anche l'arredo ceramico della chiesa materana di Borgo La Martella progettata dall'architetto Ludovico Quaroni nei primi anni '50, e il controsoffitto della Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina, edificio per cui nella seconda metà degli anni '60 Cascella realizzerà anche i blocchi murari della scala d'accesso. Nel 1954 espone con il fratello alla Galleria del Naviglio a Milano, nel 1956 partecipa con due opere alla XVIII Biennale di Venezia e nel 1957 realizza le ultime ceramiche monocrome; dopo la parentesi della scultura in bronzo "Tavole della legge" e delle "quadri-sculture" create tra il 1958 e i primi anni '60 e influenzate dall'amicizia con l'architetto e scultore cileno Sebastian Matta, Cascella si rivolge in maniera definitiva all'uso della pietra, del marmo e del cemento, utilizzato per la Fontana di Pescia Romana nel 1960. Fondamentale, nel processo di elaborazione e maturazione artistica, è la partecipazione al concorso del 1958 per il monumento di Auschwitz dedicato alle vittime dell'Olocausto, in collaborazione con il fratello Andrea e con l'architetto spagnolo Julio Lafuente: progetto vincente, la relativa realizzazione si concluderà nel 1967 con il coinvolgimento dell'architetto Giorgio Simoncini e l'utilizzo del granito e della pietra di radkuf.
Nel 1965 conosce la scultrice svizzera Cordelia von den Steinen, sua seconda moglie e madre di Jacopo, futuro pittore erede della tradizione artistica di famiglia, nato nel 1972, con i quali risiede dapprima in Versilia e dal 1977 in Lunigiana.
Tra il 1969 ed il 1972 vede la luce un'altra delle sue opere più note, l'"Arco della Pace" realizzato in travertino per l'Indipendence Park di Tel Aviv ed esposto nel 1971, assieme al monumento all'"Homo Sapiens" e all'opera in marmo di Carrara "Omaggio all'Europa" vincitrice del Premio Marzotto e destinata alla sede del Consiglio d'Europa a Strasburgo, alla personale della Rotonda della Besana a Milano, dove soggiorna saltuariamente. Sempre a Milano realizza un'altra opera fondamentale nel suo percorso artistico e poetico, il "Monumento a Giuseppe Mazzini", in marmo bardiglio della Garfagnana, vincitore del concorso indetto dal Comune di Milano e inaugurato in Piazza della Repubblica il 1° giugno 1974. Numerose sono tra gli anni '60 e '70 le mostre a cui Cascella partecipa, sia in Italia sia all'estero, tra le quali si ricordano le personali del 1962 alla Galleria dell'Obelisco a Roma e alla Galleria del Milione a Milano; la sala allestita alla Biennale di Venezia del 1966 e quella del 1972; le esposizioni di New York alla Galleria Bonino (1965), di Parigi alla Galérie du Dragon (1968) e al Musée d'Art Moderne (1971), di Bruxelles al Musée d'Ixelles (1968) e di Monaco di Baviera alle Gallerie Buchbolz (1979); le collettive "Artistas Italianos de Hoje" al Museo d'Arte Moderna di San Paolo del Brasile (1963), "Salon de la Jeune Sculpture" a Parigi (1971), a Palazzo dei Diamanti a Ferrara (1972); la "Biennale di Middelheimpark" di Anversa (1973). Ma le opere più rappresentative dell'arte di Pietro Cascella sono sicuramente le numerose opere monumentali tra cui, oltre a quelle già ricordate, la "Nascita di un mondo nuovo" a Sasso Marconi (1971), "Oracolo" collocata a Parma (1974), "Fontana degli sposi", per il Parco del castello dei Severi di Carpi (1976), "Bella Ciao", monumento alla Resistenza a Massa (1982) e "Sole e Luna" a Riyad. Nel 1983 diviene membro dell'Accademia Nazionale di San Luca, di cui nel 2004 verrà eletto Presidente in coincidenza con la nomina a corrispondente dell'Institut de France di Roma, mentre nel 1984 Siena gli dedica un'importante esposizione ai Magazzini del Sale a cui seguiranno le personali del 2000 a Venezia e alla Camera dei Deputati a Roma, del 2001 al Museo Piaggio di Pontedera e l'anno successivo a Palazzo Rocca a Chiavari e infine nel 2003 al Circolo Artistico di Bologna e alla IX Biennale de Il Cairo, dove gli viene riservata un'intera sala.
Tra il 1985 ed il 1989, in collaborazione con la moglie Cordelia von den Steinen e Mauro Berrettini e con il coordinamento del critico Enrico Crispolti, realizza sul lago Trasimeno l'insieme architettonico-plastico "Campo del Sole", seguito nel 1988 da "Nave", opera in marmo di Carrara collocata sul lungomare di Pescara; tra il 1990 e il 1993 porta a compimento anche "Volta Celeste" e altre sculture per la cappella gentilizia sotterranea e il mausoleo dell'imprenditore Silvio Berlusconi ad Arcore; seguono "Agorà" per i giardini dell'Università di Chieti (1991), la "Porta della Sapienza" per l'Università di Pisa (1997), una serie di opere per il castello di Fivizzano in cui risiede con la famiglia, "Le porte del labirinto" opera per l'aeroporto di Fiumicino (2003-2004), numerose fontane collocate in diverse città e infine la "Piazza dei Parchi" di Rometta, poco distante dal castello della Verrucola, terminata nel 2008 e inaugurata postuma nel 2011. Circondato dai familiari, Pietro Cascella muore nella sua casa di Pietrasanta il 18 maggio 2008


Per saperne di più:
Cascella Pietro
Museo dei Bozzetti
Pietro Cascella - Accademici - Accademia di San Luca

Complessi archivistici prodotti:
Cascella Pietro (fondo)


Bibliografia:
L. Quaroni, R. Sanesi, E. Crispolti, "Pietro Cascella Opere 1946-1986" Milano, L'Agrifoglio, 1986
"I Cascella, Pietro e la Famiglia. Una lunga vocazione artistica", prefazione di M. Luzi, Guanda, 1998
"Omaggio a Pietro Cascella", a cura di L. Beatrice, B. Buscaroli, E. Crispolti, Silvana, 2009

Redazione e revisione:
Macchi Laura, 2020/12, prima redazione
Morotti Laura, 2020/12, revisione
Valgimogli Lorenzo, 2021/01, supervisione della scheda


icona top