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Corsi

Luogo: Città di Castello (Perugia)
sec. XIX metà -

Intestazioni:
Corsi, Città di Castello (Perugia), sec. XIX metà -, SIUSA

I membri della famiglia Corsi di Città di Castello sono Giuseppe Corsi (1850-1915), la moglie Elisabetta Franchini (1851-1928) e i figli Corso Corsi (1880-1952), Vito Corsi (1886-1987) e Veronica Corsi (1888-1949).
Non sono note le vicende della famiglia anteriormente al periodo postunitario. È certo che sullo scorcio dell'Ottocento Antonio Corsi e il figlio Filippo figuravano tra i principali possidenti terrieri del capoluogo altotiberino, sebbene non tra i più facoltosi. Antonio fu uno dei primi azionisti della locale Cassa di risparmio, fondata nel 1855.
Il figlio Giuseppe fu più volte eletto consigliere comunale, a cominciare dal 1872, ricoprendo anche la carica di assessore; anch'egli fu presidente della Cassa di risparmio dal novembre 1882 al 1915, anno della sua morte. Fu inoltre subeconomo ai benefici vacanti dal 1885, fece parte del consiglio di amministrazione della Congregazione di carità, nel 1905 fu eletto consigliere provinciale, fu cassiere del Comitato promotore della Ferrovia Appennino Centrale, quindi presidente del Consorzio per la Ferrovia Umbro Aretina e cassiere del Comitato di assistenza civile (fondato il 26 maggio 1915). Fu infine il collaboratore di maggior fiducia del barone Leopoldo Franchetti dopo che questi "venne a risiedere a Città di Castello e si impose come l'indiscusso leader dei liberali monarchici altotiberini, che lo elessero deputato in Parlamento". Dal matrimonio con Elisabetta Franchini ebbe sette figli: Tonina, Caterina, Antonio, Corso, Alfonso, Vito e Veronica.
Corso Corsi, già tenente colonnello dell'esercito italiano, fece parte della Consulta municipale tifernate istituita nel 1928, quale rappresentante della Federazione agricoltori. Comandante dei pompieri di Città di Castello, fu fra i fondatori della Guardia civica (22 giugno 1944) assieme al fratello, il generale Vito Corsi.
Quest'ultimo, pluridecorato al valore militare per azioni svolte durante la Grande guerra, dopo la Liberazione fu posto a capo del Comitato Ponti, "organismo incaricato di liberare gli alvei dei fiumi e dei torrenti dalle macerie e costruire ponti e passerelle provvisorie al posto delle strutture distrutte dai tedeschi".

Soggetti produttori:
Cassa di risparmio di Città di Castello, collegato

Complessi archivistici prodotti:
Corsi, famiglia (fondo)


Bibliografia:
ISTITUTO DI STORIA POLITICA E SOCIALE VENANZIO GABRIOTTI, Venti anni, a cura di L. BALLINI, C. CARINI, A. LIGNANI, P. PULETTI, A. TACCHINI, Selci-Lama (Perugia), Stabilimento tipografico Pliniana, 2018 (Quaderni, 15), 100-101

Redazione e revisione:
Melappioni Caterina, 2019/02/08, prima redazione
Santolamazza Rossella, 2019/05/10, revisione


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