Luogo: Lendinara (Rovigo)
sec. XVII - 1805
Intestazioni:
Rodari, Lendinara (Rovigo), sec. XVII - post 1805, SIUSA
Non sono note le origini e la provenienza esatte dei Rodari, famiglia che acquisisce prosperità economica e visibilità a Lendinara nel Seicento, grazie all'esercizio di attività commerciali connesse all'allevamento di bestiame. Da un libro di conti conservato nell'archivio domestico, Pellegrino Rodari, figlio di Alessandro, risulta proprietario nel 1642, oltre che di svariati capi di pecore, agnelli e cavalli, di due botteghe, una di "manzaria" e una di "casaria", e di "bovarie". Ancora, precise disposizioni riguardo all'impiego e alla destinazione del bestiame di proprietà della famiglia si trovano nei testamenti di Antonio di Giovanni, del 1727, e di Francesco di Gaspare, del 1743. Sappiamo inoltre dai documenti che le proprietà a destinazione produttiva dei Rodari erano dislocate in zone diverse rispetto a quelle residenziali, perlomeno nel Seicento: in città, precisamente in borgo Santa Sofia, queste ultime e in campagna, a Ramodipalo, Cavazzana e Villanova del Ghebbo, le prime. Altre proprietà Rodari sono documentate a Badia Polesine, Fiesso e Verona. Nel corso del XVII secolo i Rodari stringono rapporti di parentela all'interno di una cerchia ristretta di note e benestanti famiglie locali, tra cui spicca quella dei Cattaneo. Nell'albero genealogico dei Rodari figurano infatti diverse donne Cattaneo: Ludovica (+1673), moglie di Giovanni, Colomba, sposa in seconde nozze (1708) di Antonio di Giovanni, e Laura, moglie di Gaspare. Proprio grazie al matrimonio di Laura Cattaneo e Gaspare (1668 - 1748), nel 1686, il patrimonio dei Rodari si arricchisce di molte proprietà a Cavazzana, corrispondenti alla porzione dell'eredità paterna destinata a Laura dopo le divisioni (1692) con la sorella Adriana. Sullo scorcio del Seicento la condotta disonorevole di Gaspare - condannato due volte al bando capitale (1696, 1724) e poi al carcere a vita per una lunga serie di reati, tra cui stupro, furto, infedeltà coniugale e tentato omicidio - getta una forte ombra di discredito sulla famiglia, che il padre Antonio cerca di allontanare condannando apertamente il figlio e privandolo di qualsiasi mezzo di sostentamento economico durante il periodo di detenzione. Ciò non impedisce ai Rodari di ricoprire importanti incarichi pubblici per conto del Comune: lo stesso Antonio è esattore della gravezze (camerlengo) per diversi anni, dal 1683 al 1689 e dal 1702 al 1704, mentre Giovanni Battista, figlio di Gaspare, è quaderniere della "Magnifica comunità e del Santo monte", ovvero responsabile della tenuta dei conti dei consiglieri e dei massari del Monte di pietà, dal 1716 al 1728 (coadiuvato negli ultimi mesi di vita dal fratello Antonio Nicola). La discendenza dei Rodari termina con la morte, avvenuta dopo l'8 luglio del 1805, di Ludovica Candida Paolina (notizie dal 1740 al 1805), figlia di Antonio Nicola Rodari e Lucrezia Malmignati e moglie di Francesco Leopardi.
[dalla scheda in SIAR a cura di Ilaria Mariani - 2013]
Complessi archivistici prodotti:
Malmignati, famiglia (complesso di fondi / superfondo)
Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2019/01/14, supervisione della scheda
Busin Anna, 2018/12/02, prima redazione

