sec. XIV - 1857 dic. 21
nobili
Intestazioni:
Leopardi, Lendinara (Rovigo), [sec. XIV] - 1857 dic. 21, SIUSA
I Leopardi si sarebbero diffusi dall'Emilia all'Abruzzo ricoprendo prestigiosi incarichi, provenendo da Costantinopoli. La presenza della famiglia è attestata a Lendinara dall'inizio del secolo XV, sebbene alcuni documenti araldici affermino che il capostipite Antonio fosse qui stanziato già nel 1270. Avrebbe perduto alcuni feudim ma i suoi figli Filiase e Leopardo avrebbero ricevuto da parte dell'abbazia della Vangadizza il feudo della Rasa nel 1334. Giovanni di Filiase ricoprì cariche importanti a Lendinara come quella di "canipario", ma soprattutto facendo sposare la figlia Beatrice con Giovanni Roverella, nobile rodigino emancipò la famiglia: tra i loro figli si distingueranno Bartolomeo, vescovo di Adria, cardinale e poi arcivescovo di Ravenna, e Lorenzo vescovo di Ferrara. Tutto ciò portò alla famiglia notevoli vantaggi e concessioni tanto che nei primi trent'anni del secolo XV i figli di Giovanni, Filiase e Gaspare, furono investiti dal marchese Nicolò d'Este di feudi a Rasa, Ramodipalo, Saguedo, Villanova (testimone Giovanni Roverella) e con relativa riscossione di decime; dal vescovo di Adria della decima della Fratta e di San Bellino; dall'abbazia della Vangadizza di beni enfiteutici a Rasa. Filiase nel suo testamento del 1444 impose il fidecommesso ai propri eredi maschi e così anche quasi un secolo dopo fece Giovanni nipote di Gaspare. Nei decenni seguenti, le investiture venivano rinnovate e riconfermate dalle autorità estensi e poi anche dalla Serenissima. Oltre ai beni siti nel contado, nel secolo XVI è attestato un palazzo a Lendinara di proprietà del ramo di Gaspare, posto tra quelli delle famiglie Malmignati e Brillo, di fronte al fiume Adigetto. Matrimoni e estinzioni di rami della famiglia portarono nei secoli a divisioni e a liti per l'eredità e il patrimonio.
Spiccano nel secolo XV Bartolomeo di Alberto, ambasciatore della Serenissima presso il re di Persia nel 1476, poi camerlengo a Venezia, condannato per fellonia sotto l'interregno spagnolo e poi graziato; don Antonio arciprete di S. Sofia di Lendinara. Nel secolo XVII Taddeo di Antenore dottore in medicina, e i figli Cesare fisico, Giacomo dottore di legge e poi predicatore cappuccino e Ippolito dottore di legge; Domenico arciprete di S. Sofia di Lendinara. Da non trascurare il notaio Leopardo Leopardi (1648-1731). I rami lendinaresi della famiglia di cui le carte conservate nell'archivio di Lendinara danno testimonianza sono quelli discesi da Filiase, rispondenti ai figli Leopardo e Alberto, sebbene la discendenza di quest'ultimo si estingua con il notaio Leopardo; il ramo di Leopardo invece giungerà sino alla metà del secolo XIX con Antonio, la cui figlia, Maria Luisa, sposerà Cesare Malmignati.
[sintesi dalla scheda in SIAR a cura di Andrea Baccaglini - 2013]
[sintesi dalla scheda in SIAR a cura di Andrea Baccaglini - 2013]
Complessi archivistici prodotti:
Malmignati, famiglia (complesso di fondi / superfondo)
Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2019/01/14, supervisione della scheda
Busin Anna, 2018/12/02, prima redazione

