Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Famiglie » Soggetto produttore - Famiglia

Petrobelli

Luogo: Bedulita (Bergamo), Lendinara (Rovigo)
sec. XV seconda metà - sec. XVIII fine

Intestazioni:
Petrobelli, Bedulita (Bergamo) - Lendinara (Rovigo), sec. XV seconda metà - sec. XVIII post fine, SIUSA

Di origini bergamasche, la famiglia Petrobelli è presente a Lendinara almeno dal 1496, anno in cui Bernardino e Bartolomeo, figli del notaio Giovanni, mercanti di panni di lana della Valle Imagna, acquistano un terreno dalla vedova del maestro intarsiatore lendinarese Lorenzo Canozio. Già all'inizio del Cinquecento Bernardino e un certo Polidoro sono documentati come membri del Consiglio di Lendinara. I Petrobelli di Lendinara mantengono comunque stretti rapporti con i luoghi di origine almeno per tutto il XVI secolo, come provano i lasciti testamentari a favore della chiesa di San Michele di Bedulita disposti dallo stesso Bernardino, nel 1528, e dal nipote Antonio (+1569), nel 1569, e la presenza del santo patrono della parrocchia bergamasca nella pala d'altare commissionata dai cugini Antonio e Girolamo (+1587) al pittore Paolo Veronese (1528 - 1588), attorno al 1563, per la cappella di famiglia nella chiesa di San Francesco di Lendinara (capolavoro del Rinascimento veneziano di cui oggi purtroppo sopravvivono solo alcuni frammenti, conservati in diversi musei). Tra Cinque e Seicento i Petrobelli si legano a cospicue famiglie locali e padovane. In particolare a Lendinara stringono stretti rapporti di parentela con i Malmignati, grazie alle unioni matrimoniali di Lucrezia Malmignati con Petrobello nel 1574, di Paola Malmignati con Contarino nel 1654 e, sempre nel Seicento, di Laura Malmignati con Delaito. Il cavaliere Vincenzo Petrobelli (+1636) invece sposta progressivamente il centro dei suoi interessi da Lendinara a Padova, dove si trasferisce a vivere dopo il secondo matrimonio con Gigliola Dottori. Membro dell'Accademia Delia, fondata nel 1608 con lo scopo di addestrare i nobili padovani nell'arte equestre e guerresca, Vincenzo ricopre la carica di principe del sodalizio nel 1621. Inoltre, persegue un'accorta politica matrimoniale per le figlie, tesa al consolidamento dei legami con la nobiltà padova. A importanti dinastie padovane appartengono infatti i mariti di Girolama, maritata Polcastro, Flavia, sposa di Vitaliano Mussato, Lucietta, moglie di Annibale Testa, e Elena, convolata a nozze tre volte, con esponenti delle famiglie Dotto, Balbi e Orologio. Dopo la morte senza discendenti maschi di Vincenzo, nel 1636, si apre il caso della sostituzione fedecommissaria. L'eredità viene assegnata in parti diverse ai cugini di Vincenzo, appartenenti a rami diversi della famiglia: Contarino ( +1666) di Nicolò e Contarina Contarini, Petrobello (+1647) di Giovanni Giacomo e Teodosia Conti e Lorenzo (1597 - 1666) di Patrizio. L'evento segna l'inizio di numerose vertenze che coinvolgono la famiglia per oltre un secolo, ovvero liti per il possesso di beni tra Francesco, figlio di Contarino, e il cugino Francesco Andrea, figlio di Giacomo Ignazio, degli anni 1778 - 1787. Il 9 maggio 1829, con sovrana risoluzione del Governo austriaco, sono confermati nobili i fratelli Giacomo, Serafino e Gaetano, figli di Francesco Petrobelli, probabili discendenti dei Petrobelli produttori dell'archivio conservato presso la Biblioteca civica di Lendinara.

[Testo dalla scheda in SIAR di Ilaria Mariani - 2015]

Complessi archivistici prodotti:
Malmignati, famiglia (complesso di fondi / superfondo)


Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2019/01/14, supervisione della scheda
Busin Anna, 2018/12/02, rielaborazione
Mariani Ilaria, 2015/07/16, prima redazione


icona top