Luogo: Lendinara (Rovigo), Verona, Padova
1443 - 1954 feb. 9
conti palatini (1706 apr. 17 - ), nobili (1717 gen. 9 - )
Intestazioni:
Malmignati, Lendinara (Rovigo) - Verona - Padova, 1443 - 1954 feb. 9, SIUSA
Famiglia ferrarese di notai trasferitasi a Lendinara intorno alla metà del Quattrocento, alcune cronache la ritengono proveniente da Portomaggiore, altre da Roma. Ne è attestata la presenza a Lendinara a partire dal 1443, anno in cui Paride e Paolo di Guido chiedono di essere ammessi al Consiglio cittadino. Nel 1456 lo stesso Paride e il padre Guido sono autorizzati dal duca Borso d'Este a costruire un'abitazione a Lendinara. Favoriti dallo stretto legame con gli Estensi, i Malmignati diventano in breve una delle famiglie più cospicue della città, per disponibilità economiche, peso politico e vivacità culturale. La posizione di prestigio e potere acquisita dai Malmignati è confermata dalla partecipazione, ai massimi livelli, alle vicende pubbliche della città. Già al principio del Cinquecento la famiglia è rappresentata all'interno del Consiglio nobile, principale organo di governo cittadino, da nove membri: Paride, Paolo, Alberto, Francesco, Ercole, Giulio, Sigismondo, Matteo e Lorenzo. Bartolomeo (? - 1589) di Lorenzo, dottore di diritto civile, è giudice e regolatore del Comune nel 1545, presidente del Consorzio delle valli di Lendinara (1556), più volte vicario, oratore in occasione dell'elezione dei dogi Marcantonio Trevisan e Francesco Venier e membro della commissione di cinque nobili istituita nel 1577 dal Consiglio per sovrintendere alla costruzione del Santuario della Madonna del Pilastrello. Vincenzo, cavaliere di San Marco dal 1533, è primo presidente del Consorzio Valdentro nel 1559, più volte regolatore del Comune e, come Bartolomeo, commissario del Santuario del Pilastrello. Il fratello di Vincenzo, Gaspare (+ 1548), stimato giureconsulto, insegna diritto a Padova. Nel corso della prima metà del Cinquecento Vincenzo e lo zio Lorenzo trasferiscono la residenza in borgo San Biagio, in due sontuosi palazzi fatti costruire sulle due rive opposte dell'Adigetto. Il più antico, totalmente riedificato nel 1710-1716 su progetto dell'architetto ferrarese Angelo Santini, ospiterà l'archivio domestico fino al 1990. Il secondo, palazzo Malmignati, Conti, Boldrin, è l'attuale sede della Biblioteca comunale. A partire dalla seconda metà del Seicento i Malmignati si legano, per vie matrimoniali, a famiglie nobili di Verona (Brenzoni, Molini, Rossini, Cossali, da Lisca, Pompei e Parma) acquisendo beni e proprietà nel veronese. Il 17 aprile 1706 i fratelli Giovanni Battista (+1730), Galeazzo (+1712) e Vincenzo (+1731) vengono insigniti del titolo di conti palatini dal pontefice Clemente XI (titolo confermato dal Governo imperiale austriaco con sovrana risoluzione del 5 aprile 1830). Nel 1717 Giovanni Battista viene aggregato al Consiglio nobile di Lendinara. Dopo le nozze con Livia Gherardini, nel 1752, Cesare Maria (1718 - 1775) si trasferisce nella città scaligera e nel 1761, con il fratello Enea Rocco, viene creato "cittadino" veronese. Ai figli di Cesare Maria i Governi napoleonico, prima, e austriaco, poi, affidano importanti incarichi pubblici, in Polesine, a Padova e a Venezia. Giovanni Battista è membro del Governo centrale di Padova, in qualità di addetto al Dipartimento di agricoltura (1797), e della Municipalità distrettuale dell'Adige, consigliere del Dipartimento del Basso Po, membro della Deputazione d'acque e fiumi del Polesine (1801-1804), Magistrato dipartimentale d'acque residente in Ferrara (dopo il 1804), membro del Magistrato centrale d'acque e strade in Venezia nel 1806 e podestà di Lendinara nel 1812-1814. Giorgio è giudice di pace nel 1797 e deputato della Municipalità di Lendinara. Antonio è podestà (1815) e segretario della Deputazione amministrativa di Lendinara (1821-1822, 1824, 1829), custode degli archivi della cessata Podesteria e della cessata Deputazione consorziale (1824). Nel 1811 Antonio sposa la contessa padovana Teresa de Lazara con la quale ha tre figli: Angela, Cesare (+1862) e Girolamo (1829 - 1896). La discendenza prosegue con i figli di Cesare, nati dal matrimonio con Maria Luisa Leopardi: Antonio (1842-1885) e Cesare. Antonio segue i genitori a Padova dove consegue la laurea in giurisprudenza e si dedica all'attività letteraria e all'insegnamento universitario presso l'Ateneo patavino. Con la scomparsa di Cesare e del figlio di Antonio, Guido in data ignota, si estingue la discendenza maschile del ramo principale dei Malmignati, e i beni della famiglia vengono ereditati da Maria Virginia, figlia di Cesare e moglie di Paolo Stufferi, morta a Imperia il 9 febbraio 1954.
[sintesi dalla scheda SIAR di Ilaria Mariani - 2013]
Complessi archivistici prodotti:
Malmignati, famiglia (complesso di fondi / superfondo)
Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2019/01/14, rielaborazione
Busin Anna, 2018/10/25, integrazione successiva
Mariani Ilaria, 2013/02/15, prima redazione

