Date di esistenza: sec. XIII - 1806
Intestazioni:
Universitas di Bisceglie, Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), sec. XIII - 1806, SIUSA
LORENZO GIUSTINIANI nel «Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli» descrive «Bisceglia o Visceglia città regia e vescovile in Terra di Bari suffraganea di Trani. Questa città marittima della Puglia Peucezia la vogliono antichissima, e fino a 432 anni prima di Roma. Può congetturarsi la sua origine allora quando i Lucani ed i Pugliesi fattisi amici de' Romani prestando loro degli aiuti contro i Sanniti ed indi divenuti soggetti, dalle torri, che si vuole che innalzate colà avessero per le guardie destinate alle veglie per scoprire i legni, che vi arrivavano, chiamato si fosse quel luogo Vigiliae, dalla tradizione di esservi state in quel luogo le specule, fu detta dapprima Vigiliae, e dipoi Bisceglia correttamente. Non v'ha dubbio adunque, che questa città fosse antica, ed è per conseguenza un errore di coloro che la vogliono poi surta a' tempi de' Normanni, nel secolo XI dal di lei fondatore Pietro conte di Trani, assegnandone l'autorità di Guglielmo Pugliese, che lo citarono o senza mai vederlo o miseramente senza intenderlo. Quest'ultimo nei suoi versi volle specificare che Pietro ampliò Bisceglia e Barletta, ma non ne fu il fondatore. E in fatti si vuole che nel 118 vi fosse stato martirizzato il suo vescovo S. Mauro; i greci la occuparono e fu governata da Protoscribi. Roberto il Guiscardo normanno la concedè ad esso Pietro dello stesso suo sangue, insieme con Andria, Barletta, Corato, e Trani, col titolo di Conte, e circa questi tempi ebbe cominciamento il suo castello.
La diocesi biscegliese si riduce alla sola città. Un tempo avea molti casali, i cui nomi erano: Sagina, Sanstefano, Santandrea, Cirignano, Zappino, Giano, Primignano, detto Pacciano, Sannicola, e Solandro, che rimasero disabitati per le scorrerie de' i Saraceni, riducendosi tutti i suoi abitatori nella sola città, e nel 1480 avendo preso pure spavento per la presa d'Otranto, fatta da Turchi.
Nella numerazione del 1532 la sua popolazione fu tassata per fuochi 831, nel 1545 per 1066, nel 1561, per 1272, nel 1595 per 1683, nel 1648 per lo stesso numero, e nel 1669 per 1692.
Nel 1266 i Conforti furono padroni di questa città col titolo di Conte. Nel 1324 Aurelio del Balzo l'ebbe da Roberto con Molfetta, Giovenazzo e Gioia. Nel 1326 passò a Roberto principe di Taranto. La famiglia del Balzo la perdè e la Regina Giovanna I nel 1376 la diede a Roberto d'Artois, ma poi la riacquistò. Nel 1384 muore Luigi d'Angiò, e Federico de Branfort si trova conte di questa città. Nel 1463 il Re Ferrante la donò in rinumerazione de' servizi militari a Francesco del Balzo duca d'Andria pervenutagli per morte di Giovanni Antonimo Orsino del Balzo principe di Taranto. Nel 1486 Francesco d'Aragona la possedé col titolo di marchese, nel 1513 morto Roderigo Borgia duca di Bisceglia senza figli per non farsi vendere, diede alla corte 13000 ducati e si mantenne nel Regio Demanio, che le fu confermato da Giovanna nel 1520. Fu venduta nel 1528 a Luigi Ram a cui i biscegliesi impedito il possesso, ne pagarono la pena di ducati 500, e Carlo V rivocò detta vendita con essersi di nuovo ricomprati per ducati 17500.» (Napoli, presso Vincenzo Manfredi [et al.], 1797-1816, t. II, pp. 277-283).
Nella numerazione del 1532 la sua popolazione fu tassata per fuochi 831, nel 1545 per 1066, nel 1561, per 1272, nel 1595 per 1683, nel 1648 per lo stesso numero, e nel 1669 per 1692.
Nel 1266 i Conforti furono padroni di questa città col titolo di Conte. Nel 1324 Aurelio del Balzo l'ebbe da Roberto con Molfetta, Giovenazzo e Gioia. Nel 1326 passò a Roberto principe di Taranto. La famiglia del Balzo la perdè e la Regina Giovanna I nel 1376 la diede a Roberto d'Artois, ma poi la riacquistò. Nel 1384 muore Luigi d'Angiò, e Federico de Branfort si trova conte di questa città. Nel 1463 il Re Ferrante la donò in rinumerazione de' servizi militari a Francesco del Balzo duca d'Andria pervenutagli per morte di Giovanni Antonimo Orsino del Balzo principe di Taranto. Nel 1486 Francesco d'Aragona la possedé col titolo di marchese, nel 1513 morto Roderigo Borgia duca di Bisceglia senza figli per non farsi vendere, diede alla corte 13000 ducati e si mantenne nel Regio Demanio, che le fu confermato da Giovanna nel 1520. Fu venduta nel 1528 a Luigi Ram a cui i biscegliesi impedito il possesso, ne pagarono la pena di ducati 500, e Carlo V rivocò detta vendita con essersi di nuovo ricomprati per ducati 17500.» (Napoli, presso Vincenzo Manfredi [et al.], 1797-1816, t. II, pp. 277-283).
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
preunitario
Profili istituzionali collegati:
Universitas (Regno di Napoli), sec. XIII - 1806
Complessi archivistici prodotti:
Majellaro Saverio (collezione / raccolta)
Redazione e revisione:
Mincuzzi Antonella - supervisore Rita Silvestri, 2017, prima redazione

