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Nenni Pietro

Faenza (Ravenna) 1891 feb. 9 - Roma 1980 gen. 1

Politico
Giornalista

Intestazioni:
Nenni, Pietro, politico, giornalista, (Faenza 1891 - Roma 1980), SIUSA

Svolse gli studi grazie all'impegno della madre, essendosi ritrovato, in giovane età, orfano di padre. Entrò giovanissimo nel Partito repubblicano, fu organizzatore sindacale e giornalista in Romagna, Lunigiana e nelle Marche. Nel 1911, segretario della Camera del lavoro di Forlì, fu condannato nelle carceri romagnole per aver dimostrato, scioperando a Forlì, contro la guerra in Libia. Nel giugno del 1914 organizzò la "settimana rossa" di Ancona, che lo portò nuovamente in carcere, questa volta insieme a Benito Mussolini.
Interventista durante la guerra, nel 1919 fu tra i fondatori del primo fascio di combattimento a Bologna ma ben presto si allontanò da Mussolini. Nel 1921 aderì al Partito socialista italiano - PSI, nel 1923 assunse la direzione de «l'Avanti!» e fondò la rivista «Quarto Stato» insieme a Carlo Rosselli. Dal 1926 si trasferì in Francia ove divenne segretario generale del PSI e da qui fu nominato segretario generale della Concentrazione di azione antifascista. All'inizio degli anni Trenta intensificò le collaborazioni con i quotidiani francesi. Dal 1931 al 1939 fu membro dell'esecutivo dell'Internazionale socialista.
Nel 1936 diresse le Brigate internazionali, con le quali combatté in Spagna a fianco dei democratici. Eletto segretario generale di PSI fu favorevole a una comunione di linea con il Partito comunista italiano - PCI.
Nel 1940 lasciò Parigi e nel 1943 venne catturato dalla Gestapo e consegnato ai fascisti, che lo confinarono a Ponza, dove rimase fino alla caduta del regime. Durante la Resistenza, prese parte al Comitato centrale di liberazione nazionale in qualità di rappresentante del partito. In questi anni diresse il Partito socialista italiano di unità proletaria - PSIUP.
Si oppose fortemente alla "svolta di Salerno" di Togliatti, non partecipò al Governo Bonomi ma portò avanti la battaglia a favore della Repubblica, ricoprendo incarichi di governo: fu vicepresidente del Consiglio e ministro della Costituente dal 1945 al 1946, alto commissario per le sanzioni contro il fascismo nel 1945 e, dal 1946 al 1947, ministro degli Esteri. Fu deputato alla Costituente e alla Camera sin dalla prima legislazione repubblicana. Fu suo merito quello di riportare alla temporanea unità le due ali del partito sociale, scisse dal 1947.
Allineatosi inizialmente sul versante autonomista collaborò poi con la Democrazia cristiana, con il Partito social democratico italiano e il Partito repubblicano. Nel 1963 fu vicepresidente del Consiglio nel I, II e III gabinetto Moro poi di nuovo ministro degli Esteri nel I e II gabinetto Rumor. Nel 1970 divenne senatore a vita.
Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Lo spettro del comunismo, 1914-1921 (1921), Six ans de guerre civile en Italie (1931), Pagine di diario (1947), Dal patto atlantico alla politica di distensione (1953), Il socialismo nella democrazia: realtà del presente (1966), La battaglia socialista contro il fascismo (1977), Diari (dal 1943 al 1971, 3 voll. pubblicati postumi).


Per saperne di più:
Nenni Pietro in Dizionario biografico degli italiani, Treccani

Complessi archivistici prodotti:
Nenni Pietro (fondo)


Bibliografia:
G. TAMBURRANO, Pietro Nenni, Milano, Il sole 24 ore, 2013
AA.VV., Pietro Nenni, Manduria, Piero Lacaita Editore, 2000

Redazione e revisione:
Cardillo Marta, 2017/10/13, prima redazione
Malfatti Stefano, 2020/12/16, integrazione successiva
Reale Elisabetta, 2017/11/19, revisione
Santolamazza Rossella, SIUSA nazionale, 2020/12/16, supervisione della scheda


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