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Casa editrice Il Solco di Città di Castello

Sede: Città di Castello (Perugia)
Date di esistenza: 1920 -

Intestazioni:
Casa editrice Il Solco di Città di Castello, Città di Castello (Perugia), 1920 -, SIUSA

Nei primi mesi del 1920 tre uomini tifernati, Gustavo Bioli, Enrico Giovagnoli e Giulio Pierangeli, diedero vita ad una iniziativa editoriale che poggiava sulla tradizione di Scipione Lapi e su due cooperative di tipografi, l'"Unione Arti grafiche" e la "Leonardo da Vinci". Il primo volume edito è "La capacità politica delle classi operaie", di P. G. Proudhon, tradotto e curato da Giulio Pierangeli.
Ad esso ne seguirono altri e, nei due anni successivi, l'attività conobbe un grande sviluppo, articolandosi in collane, producendo numerosi testi di grande attualità e di alto interesse culturale, inviando le sue produzioni in tutte le migliori librerie d'Italia, da Gorizia a Siracusa, e anche all'estero. Nel maggio 1921 i titoli pubblicati erano ventisette.
D'altra parte, i tre promotori si erano attivati per acquisire consigli utili presso i conoscenti di qualche rilievo non solo umbri (dal perugino Fausto Andreani, all'eugubino Francesco Fanelli, all'orvietano Pericle Perali, all'archivista lucchese Eugenio Lazzareschi), per far conoscere la loro iniziativa in campo nazionale e per attirare il maggior numero possibile di consensi. È per questo che nell'archivio della Casa editrice trovano posto scritti di Giovanni Gentile, Giuseppe Lombardo Radice, Piero Gobetti, Gaetano Salvemini, Oliviero Zuccarini, Giuseppe Bottai, Ernesto Codignola, Mario Missiroli, Meuccio Ruini, oltre che lettere dei vari autori delle opere.
Il fine che i promotori si proponevano era quello di portare avanti un'attività culturale più che commerciale, di una cultura viva e attuale, che illuminasse i lettori sulle vicende contemporanee e li rendesse capaci di comprendere e giudicare. A tutto questo era sottesa la realtà rurale e operaia di Città di Castello, valorizzata da Giulio Pierangeli, e l'ideale dell'educazione, che tanto stava a cuore a lui stesso e ad Enrico Giovagnoli.
I loro primi interlocutori furono Giovanni Gentile (che scriveva alla casa editrice e a Giovagnoli) e Giuseppe Lombardo Radice, col quale aveva corrispondenza Pierangeli. Da loro vennero suggerimenti per la pubblicazione di opere riguardanti la filosofia e l'educazione. Dall'amicizia tra don Enrico Giovagnoli e il deputato cattolico Egilberto Martire venne, invece, l'idea di pubblicare documenti della rivoluzione sovietica allora in atto, e precisamente scritti (per lo più tratti da discorsi) di Lenin, Zinoview e Trotsky.
Così la Casa editrice s'inseriva nel dibattito culturale e politico dell'epoca, intriso di socialismo, idealismo, linguistica, poesia, arte e richiami alla rivoluzione.
La sua sede provvisoria fu inizialmente presso la "Leonardo da Vinci", poi a palazzo Facchinetti, in corso Vittorio Emanuele n. 28. L'affitto ammontava a 500 lire al semestre, regolarmente pagato dal cassiere Amerigo Gambuli. Da un punto di vista economico i fondi erano raccolti attraverso la vendita delle azioni, di 1000 lire l'una, sottoscritte da amici e conoscenti. Il capitale iniziale era di £. 40.000, poi aumentato a £. 50.000. Si procedeva con prudenza, chiedendo agli autori di rinunciare al forfait e di accontentarsi di una percentuale sugli utili. Il direttore era Gustavo Bioli.
Presto, però, arrivarono le disillusioni; per la crisi del mercato, infatti, le librerie rimandavano indietro i volumi invenduti e i possibili collaboratori più importanti rifiutavano la pubblicazione o inviavano i loro manoscritti ad altre case editrici più affermate. In compenso si aprirono altre strade, come l'arte locale e le letterature orientali.
Comunque, la stagione più viva si esaurì nel 1923, anche se le pubblicazioni continuarono fino al 1959.
La marca tipografica della Casa editrice, ancora in attività, è una vanga con inserito un libro aperto nel quale è scritto il motto "Dissodare". Marco Paci è l'attuale proprietario del marchio, avendolo avuto in dono dal proprio padrino, il preside e ceramista Angelo Baldelli.

(testo tratto dall'inventario, al quale si rimanda per gli approfondimenti)


Condizione giuridica:
privato

Tipologia del soggetto produttore:
ente economico/impresa

Soggetti produttori:
Pierangeli Giulio, collegato

Complessi archivistici prodotti:
Casa editrice Il Solco di Città di Castello (fondo)


Bibliografia:
SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER L'UMBRIA, La Casa editrice Il Solco di Città di Castello. Vicende storiche e inventario dell'archivio, a cura di A. LIGNANI, Perugia, 2015 (Segni di civiltà. Quaderni della Soprintendenza archivistica per l'Umbria, 39), 9-24 (La Casa editrice Il Solco di Città di Castello. Vicende storiche e inventario dell'archivio (file pdf - 3 MB))

Redazione e revisione:
Santolamazza Rossella, 2017/10/11, revisione


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