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Meoni Armando

Prato 1894 gen. 18 - Prato 1984 nov. 24

Scrittore
Politico

Intestazioni:
Meoni, Armando, scrittore, politico, (Prato 1894 - Prato 1984), SIUSA

Appartenente a famiglia operaia, dopo aver frequentato le scuole tecniche del Cicognini di Prato insieme a Curzio Malaparte, a cui rimarrà legato da lunga e duratura amicizia, si impiega in un laboratorio tessile, continuando la sua formazione come autodidatta. Sensibile ai problemi della realtà sociale e politica del tempo, nel 1908 fonda a Prato il primo Circolo giovanile socialista, e si attiva giovanissimo come cronista politico e letterario in periodici anche di area sindacale, mentre la sua prima novella, "Crisantemi bianchi", appare già nel 1908 su «Il Nuovo Giornale», quotidiano dove già Meoni aveva scritto sul nascente movimento futurista, dissociandosene ben presto. Nel 1912, attratto dal palcoscenico come altri letterati suoi contemporanei, si iscrive alla scuola di recitazione Tommaso Salvini, diretta da Luigi Rasi, frequentandola e prendendo parte a vari spettacoli. Nel 1915 si sposa, partendo per il fronte l'anno successivo. Al ritorno a Prato dirige l'ufficio esportazioni di un'azienda laniera della quale, nel 1931, diventerà rappresentante in proprio, attività che porterà avanti fino alla fine degli anni '60. Continua a pubblicare numerose novelle e racconti sulle pagine della «Nazione Sera» e del «Nuovo Giornale», mentre il suo primo romanzo, "Creare", esce nel 1933 per i tipi di Mondadori. Il fiorentino Attilio Vallecchi sarà successivamente l'editore con cui si instaurerà una proficua collaborazione: tra le varie opere, in cui Meoni esprime le sue doti di scrittore 'verista' sempre attento alla dimensione umana, soprattutto quella femminile, sono da ricordare "La Cintola" (1935), "Richiami" (1937), "Povere donne" (1942), "L'ombra dei vivi" (1949), "Assedio a Firenze" (1956), "Età proibita" (1958), "La cupidigia" (1968), "La parte del diavolo" (1974). Il suo libro di più ampio successo sarà comunque "La ragazza di fabbrica" del 1951, che lo farà conoscere anche ad un pubblico internazionale, mentre negli anni Quaranta è da segnalare la pubblicazione di due suoi volumi dedicati all'infanzia, "Sparalagrossa" e "Pinnatonda". La città natale, Prato, di cui Meoni è stato rappresentante politico ed amministratore, già ampiamente presente nei suoi scritti, si ripropone da protagonista nelle sue opere più tarde: "Prato ieri" (1971), "Prato viva" (1975), "Fuori e dentro le mura" (1977), "La mano di Prato" (1979), "La città nel salvadanaro" (1980).
Assidua fu sempre, fino a tarda età, la collaborazione a varie testate giornalistiche, tra le quali «La Nazione», «Il Secolo XIX», «Il Messaggero», «Il Resto del Carlino», «La Provincia», oltre il già citato «Il Nuovo Giornale», e a periodici, come «Prato. Storia e Arte», «Realismo lirico», e soprattutto «La Nuova Antologia», editrice a puntate, tra il 1935 e il 1949, di ben tre romanzi dello scrittore pratese.

Complessi archivistici prodotti:
Meoni Armando (Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux) (fondo)
Meoni Armando (Istituto culturale e di documentazione Lazzerini di Prato) (collezione / raccolta)


Bibliografia:
Angelo Lippo, "Armando Meoni. Profilo di uno scrittore", Taranto, Grafiche Cressati, 1978.
Ubaldo Bardi, "Armando Meoni. Saggio per una bibliografia degli scritti conservati nella Biblioteca Alessandro Lazzerini di Prato", Prato, Comune di Prato, 1987.
Roberto Toppetta, "Armando Meoni. La vita e le opere", Prato, Edizioni del Palazzo, 1988.
Angelo Lippo, "Armando Meoni. La vita e le opere", Signa, Masso delle Fate, 1996.

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, 2017/11, supervisione della scheda
Pestelli Giovanni, 2005, prima redazione
Romanelli Rita, 2010, revisione
Spadolini Ilaria, 2016/10, prima redazione


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