Sede: Crema (Cremona)
Date di esistenza: 1544 - 1797
Intestazioni:
Confraternita de' tessadri de panni di lino, Crema (Cremona), 1544 - 1797, SIUSA
Altre denominazioni:
Confraternita di San Marco evangelista
La coltivazione, la filatura e la tessitura del lino sono state senza dubbio per molto tempo tra le attività più praticate nel territorio cremasco e tra le voci principali dell'economia locale, anche in termini di occupazione, spiccatamente femminile. Il periodo di maggiore fioritura di questo comparto è il Cinquecento e probabilmente non per caso il pieno di tale secolo vede la nascita - o più probabilmente, come suggerisce Verga Bandirali (Verga Bandirali, p. 14), la rifondazione - della Fraglia dei tessitori di panni di lino, così come quella dei Filatori di lino.
La confraternita, intitolata a S. Marco Evangelista, viene fondata nel 1544 da trentatré tessitori: essi sono probabilmente figure già più evolute del "semplice" artigiano e non si dedicano direttamente alla tessitura bensì fungono da imprenditori, commissionando le tele di lino ai molto più numerosi tessitori cremaschi. L'attività e il funzionamento della confraternita, che a partire almeno dal 1621 si riunisce abitualmente nel convento di S.Bernardino, si basano su uno statuto specifico abbastanza articolato, che subisce numerose aggiunte nel corso degli anni: suoi scopi principali, oltre a quelli formali e religiosi tipici delle associazioni di arti dell'epoca, sono mantenere alta la qualità del prodotto lavorato e creare e far funzionare una struttura di mutuo soccorso tra gli associati. Organi principali della fraglia sono: il priore, la cui carica dura sei mesi ed è seguita da una contumacia (periodo in cui è vietato riassumere la stessa carica) di ben tre anni; i consiglieri o sindici, in numero di quattro, il cui parere è vincolante in ogni decisione affidata al priore; l'assemblea dei soci, autorità deliberativa suprema. Le deliberazioni assembleari si prendono a maggioranza dei due terzi dei presenti, le sedute sono valide con la presenza della maggioranza assoluta dei soci; ove si abbiano a decidere delle spese è necessaria la presenza di tredici persone: otto soci (due per ognuna delle porte della città), i quattro sindici e il priore. La confraternita si valeva pure dei servigi di un tesoriere e di un cancelliere. Intorno al primo quarto del Seicento si chiude una lunga e complicata contesa tra la fraglia dei tessitori di lino e i provveditori della città in merito all'imposizione di un dazio sulla produzione: dopo interminabili battaglie legali i tessitori cremaschi si ribellano apertamente e in armi all'autorità locale. Il podestà e capitano Francesco Zen ordina l'arresto immediato di cinque rivoltosi e nel giro di pochi giorni tre "spolettini" (termine allora usato per indicare i tessitori di lino) vengono giudicati, condannati ed impiccati, mentre pesanti pene si abbattono sugli altri partecipanti alla rivolta. Questo sanguinoso avvenimento, con il corollario di successive disposizioni che si studiano di assicurare ai provveditori e in generale all'amministrazione cittadina il controllo dell'attività di tessitura, accompagnato dalla pestilenza poco dopo scoppiata, determinerà una fortissima contrazione del comparto: col passare degli anni le attività di tessitura si ridurranno sino quasi a scomparire, restando tuttavia attive quelle di filatura. La Confraternita dei tessitori di panni di lino viene soppressa nel 1797.
I testi sono tratti dall'inventario d'archivio a cura di Francesca Berardi e Giampiero Carotti, 2007.
Condizione giuridica:
privato
Tipologia del soggetto produttore:
ordine professionale, associazione di categoria
ente di credito, assicurativo, previdenziale
Complessi archivistici prodotti:
Confraternita de' tessadri de panni di lino di Crema (fondo)
Bibliografia:
M. VERGA BANDIRALI, I tessitori di lino di Crema e Territorio nei secoli XVI - XVIII, Cremona, 1995, p. 14
Redazione e revisione:
Citerio Lucia, 2017/01/13, prima redazione
Menghi Sartorio Barbara, 2017/06/19, supervisione della scheda

