politico
Intestazioni:
Togliatti, Palmiro, politico, (Genova 1893 - Jalta 1964), SIUSA
Nacque da famiglia piemontese. Nel 1911 vinse presso l'Università torinese una borsa di studio del collegio Carlo Alberto per gli studenti delle province del vecchio Regno di Sardegna e si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza. In questo periodo ebbe inizio l'amicizia con Gramsci. Nel 1914 entrò nel PSI e nel 1915 cominciò la partecipazione alla politica attiva. Nello stesso anno si laureò con Luigi Einaudi, discutendo una tesi di economia politica sul regime doganale delle colonie. Nel 1918 cominciò le collaborazioni al «Grido del popolo» e nel 1919 divenne redattore dell'edizione torinese dell'«Avanti!». Nel mese di aprile, con Antonio Gramsci, Angelo Tasca e Umberto Terracini, fondò «L'Ordine nuovo», settimanale di cui curò la rubrica «La battaglia delle idee». Nel 1921, al momento della fondazione del PCd’I, era caporedattore de «L'Ordine nuovo» divenuto quotidiano.
Dall'ottobre si trasferì a Roma per dirigere «Il Comunista». Nel 1922 venne eletto nel Comitato centrale dal II congresso del PCd’I. Per contrasti con Amadeo Bordiga fu escluso dalla delegazione che partecipò al IV congresso dell'Internazionale comunista - IC. Il 28 ottobre sfuggì fortunosamente agli squadristi che devastarono la redazione de «Il Comunista» e in novembre si trasferì a Torino. Nell'aprile del 1923 fu nominato membro nella direzione del partito in Italia. Il 21 settembre fu arrestato per la prima volta e rinchiuso a San Vittore dove rimase fino alla fine dell'anno.
Nel 1924 svolse la relazione politica di maggioranza alla I conferenza nazionale del PCd’I. Durante l'estate dello stesso anno partecipò al V congresso dell'IC e venne chiamato a fare parte dell'esecutivo. Nominato nel Comitato Centrale del PCd’I eletto d'autorità dall'IC, fu nuovamente membro dell'esecutivo. Il 2 aprile 1925 venne arrestato per la seconda volta e rilasciato per amnistia il 29 luglio. Al congresso di Lione fu confermato nell'esecutivo e nominato rappresentante del PCd’I presso l'IC. Giunto a Mosca il 14 febbraio, vi restò fino al gennaio dell'anno successivo quando assunse la direzione del centro estero del partito, costituitosi a Parigi. Qui cominciò a dirigere «Lo Stato operaio», rivista teorica del PCd’I. In maggio partecipò all'VIII esecutivo allargato dell'IC. Nel luglio il centro estero del partito fu spostato a Lugano e nel 1928 venne trasferito a Basilea, dove in gennaio si svolse la II conferenza nazionale del PCd’I. Nel luglio si trasferì a Mosca dove partecipò al VI congresso dell'IC.
Nel gennaio 1929 fu arrestato ed espulso dalla Svizzera. In luglio, prese parte al X esecutivo allargato dell'Internazionale comunista. Nel 1931 partecipò al IV congresso del PCd’I. Nel settembre 1934 fu eletto nel segretariato dell'Internazionale e preparò con Dimitrov il VII congresso.
Da ottobre a dicembre fu in Francia e in Belgio per organizzare gli aiuti alle vittime della reazione in Spagna e per seguire da vicino gli sviluppi della politica di fronte unico e fronte popolare in Spagna. Dal gennaio all'aprile del 1935 tenne a Mosca le Lezioni sul fascismo. Nel luglio al VII congresso svolse una delle due relazioni generali, sul II punto all'ordine del giorno. La permanenza a Mosca fu interrotta da due viaggi in Spagna nel luglio del 1937 e dal settembre 1937 al 1939. In seguito alla sconfitta della Spagna repubblicana, riparò avventurosamente prima in Algeria e quindi in Francia, dove pose a capo del centro estero del partito Agostino Novella, Umberto Massola, Antonio Roasio ai quali si aggiunse in seguito Celeste Negarville.
Il 1° settembre venne arrestato a Parigi e rimase in carcere, sotto falso nome, per sei mesi. Scarcerato, raggiunse alcune settimane dopo l'Unione Sovietica. Il 29 giugno 1941, con il nome di Mario Correnti, cominciò da Mosca le trasmissioni radiofoniche destinate all'Italia. Il 27 marzo 1944 sbarcò a Napoli, tornando in Italia dopo 18 anni di esilio, e promosse la svolta di Salerno. Il 22 aprile divenne ministro senza portafoglio del nuovo governo Badoglio. In giugno uscì il primo numero di «Rinascita» rivista di cui fu direttore fino alla morte.
Dopo la liberazione di Roma, il 18 giugno fu confermato ministro senza portafoglio nel primo governo Bonomi, fu poi vicepresidente del Consiglio nel secondo governo Bonomi. Dalla metà di giugno ai primi di dicembre del 1945 fu ministro di Grazia e giustizia nel governo Parri. Dal dicembre al 1° luglio del 1946 ricoprì lo stesso incarico nel primo gabinetto De Gasperi.
L'8 agosto fu nominato segretario generale del PCI, carica formalmente vacante dall'arresto di Gramsci. Il V congresso nazionale del PCI lo confermò segretario generale del partito. Nelle elezioni del 2 giugno 1946 fu eletto all'Assemblea costituente. Alle elezioni politiche del 18 aprile 1948, che segnarono la sconfitta del Fronte popolare, fu eletto alla Camera nella circoscrizione di Roma. Venne confermato in tutte le successive legislature, ricoprendo sempre la carica di presidente del gruppo parlamentare comunista.
Il 14 luglio 1948 fu gravemente ferito all'uscita della Camera dei deputati, dallo studente siciliano Antonio Pallante. In questo anno sotto la sua supervisione cominciò la pubblicazione dei quaderni del carcere di Gramsci.
Il 17 dicembre 1950 si recò a Mosca dove rifiutò la richiesta di Stalin di trasferirsi a Praga per divenire segretario del Kominform. Nella seduta del Comitato centrale del 14 marzo 1956 riprese i temi della destalinizzazione, già trattati da Krusciov durante il XX congresso del Partito comunista dell’Unione sovietica - PCUS tenutosi a Mosca nello stesso anno, ma tacque sul «rapporto segreto». Sulla genesi e le degenerazioni dello stalinismo tornò a giugno nell'intervista concessa a «Nuovi argomenti».
In dicembre con la relazione all'VIII congresso nazionale rilanciò la via italiana al socialismo.
Nel 1960 pubblicò negli Annali Feltrinelli La formazione del gruppo dirigente del PCI nel 1923-1924. Nel 1962 trasformò «Rinascita» in settimanale. Il 13 agosto 1964, mentre visitava il campo dei pionieri di Artak nei pressi di Jalta, fu colpito da emorragia cerebrale. Morì il 21 agosto e i funerali si svolsero a Roma il 25 agosto.
Nel gennaio 1929 fu arrestato ed espulso dalla Svizzera. In luglio, prese parte al X esecutivo allargato dell'Internazionale comunista. Nel 1931 partecipò al IV congresso del PCd’I. Nel settembre 1934 fu eletto nel segretariato dell'Internazionale e preparò con Dimitrov il VII congresso.
Da ottobre a dicembre fu in Francia e in Belgio per organizzare gli aiuti alle vittime della reazione in Spagna e per seguire da vicino gli sviluppi della politica di fronte unico e fronte popolare in Spagna. Dal gennaio all'aprile del 1935 tenne a Mosca le Lezioni sul fascismo. Nel luglio al VII congresso svolse una delle due relazioni generali, sul II punto all'ordine del giorno. La permanenza a Mosca fu interrotta da due viaggi in Spagna nel luglio del 1937 e dal settembre 1937 al 1939. In seguito alla sconfitta della Spagna repubblicana, riparò avventurosamente prima in Algeria e quindi in Francia, dove pose a capo del centro estero del partito Agostino Novella, Umberto Massola, Antonio Roasio ai quali si aggiunse in seguito Celeste Negarville.
Il 1° settembre venne arrestato a Parigi e rimase in carcere, sotto falso nome, per sei mesi. Scarcerato, raggiunse alcune settimane dopo l'Unione Sovietica. Il 29 giugno 1941, con il nome di Mario Correnti, cominciò da Mosca le trasmissioni radiofoniche destinate all'Italia. Il 27 marzo 1944 sbarcò a Napoli, tornando in Italia dopo 18 anni di esilio, e promosse la svolta di Salerno. Il 22 aprile divenne ministro senza portafoglio del nuovo governo Badoglio. In giugno uscì il primo numero di «Rinascita» rivista di cui fu direttore fino alla morte.
Dopo la liberazione di Roma, il 18 giugno fu confermato ministro senza portafoglio nel primo governo Bonomi, fu poi vicepresidente del Consiglio nel secondo governo Bonomi. Dalla metà di giugno ai primi di dicembre del 1945 fu ministro di Grazia e giustizia nel governo Parri. Dal dicembre al 1° luglio del 1946 ricoprì lo stesso incarico nel primo gabinetto De Gasperi.
L'8 agosto fu nominato segretario generale del PCI, carica formalmente vacante dall'arresto di Gramsci. Il V congresso nazionale del PCI lo confermò segretario generale del partito. Nelle elezioni del 2 giugno 1946 fu eletto all'Assemblea costituente. Alle elezioni politiche del 18 aprile 1948, che segnarono la sconfitta del Fronte popolare, fu eletto alla Camera nella circoscrizione di Roma. Venne confermato in tutte le successive legislature, ricoprendo sempre la carica di presidente del gruppo parlamentare comunista.
Il 14 luglio 1948 fu gravemente ferito all'uscita della Camera dei deputati, dallo studente siciliano Antonio Pallante. In questo anno sotto la sua supervisione cominciò la pubblicazione dei quaderni del carcere di Gramsci.
Il 17 dicembre 1950 si recò a Mosca dove rifiutò la richiesta di Stalin di trasferirsi a Praga per divenire segretario del Kominform. Nella seduta del Comitato centrale del 14 marzo 1956 riprese i temi della destalinizzazione, già trattati da Krusciov durante il XX congresso del Partito comunista dell’Unione sovietica - PCUS tenutosi a Mosca nello stesso anno, ma tacque sul «rapporto segreto». Sulla genesi e le degenerazioni dello stalinismo tornò a giugno nell'intervista concessa a «Nuovi argomenti».
In dicembre con la relazione all'VIII congresso nazionale rilanciò la via italiana al socialismo.
Nel 1960 pubblicò negli Annali Feltrinelli La formazione del gruppo dirigente del PCI nel 1923-1924. Nel 1962 trasformò «Rinascita» in settimanale. Il 13 agosto 1964, mentre visitava il campo dei pionieri di Artak nei pressi di Jalta, fu colpito da emorragia cerebrale. Morì il 21 agosto e i funerali si svolsero a Roma il 25 agosto.
Per saperne di più:
Togliatti, Palmiro in Dizionario biografico degli italiani, Treccani
Complessi archivistici prodotti:
Togliatti Palmiro (fondo)
Redazione e revisione:
Malfatti Stefano, 2020/12/16, integrazione successiva
Petese Lucia, 2016/02/04, prima redazione
Santolamazza Rossella, SIUSA nazionale, 2020/12/16, supervisione della scheda

