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Visconti Luchino

Milano 1906 nov. 2 - Roma 1976 mar. 17

Intestazioni:
Visconti, Luchino, regista, (Milano 1906 - Roma 1976), SIUSA

Nacque a Milano il 2 novembre 1906 da Giuseppe, della nobile famiglia dei Visconti di Modrone, signori di Milano per circa due secoli, e da Carla Erba, della ricca borghesia industriale lombarda. Da entrambi i genitori Visconti venne iniziato precocemente al teatro, alla letteratura, alla musica e, più in generale, alla cultura mitteleuropea. Per parte di madre, con la quale ebbe un intenso rapporto, era imparentato con gli editori musicali Ricordi e studiò al conservatorio il violoncello. Lettore accanito, fu a scuola studente trascurato. Nel 1928, dopo aver frequentato la scuola di applicazione di cavalleria a Pinerolo, decise di cimentarsi nell'allevamento di cavalli di razza impresa alla quale si dedicò con passione per cinque anni, avendo messo a punto una scuderia modello a San Siro nei pressi di Milano. Si innamorò di Irma Windisch-Graetz, di nobile famiglia austriaca, ma non la sposò per l'opposizione della famiglia della ragazza. Durante viaggi ricorrenti a Parigi, Visconti trentenne incontrò Cocteau, Jean Renoir e Coco Chanel, conoscenze decisive per il suo lavoro futuro. Nel 1936 collaborò alla lavorazione di Une partie de campagne e frequentò l'ambiente legato al Pcf e al Front populaire, determinanti per la sua maturazione ideologico-politica. Nel novembre del 1936 fece la sua prima esperienza teatrale, curando la messinscena di Carità mondana e Il dolce aloe, al Teatro Manzoni di Milano. Forte del sodalizio con Giuseppe De Santis e col gruppo della rivista antifascista «Cinema», decise di realizzare, nel 1943, Ossessione, recensendo il quale fu coniato per la prima volta il termine "neorealismo". Partigiano militante, subì il carcere e la sua casa, asilo e punto di riferimento della resistenza romana, fu tenuta sotto sorveglianza. Nel 1945 mise in scena Parenti terribili di Jean Cocteau e proseguì con l'allestimento di repertori contemporanei di Sartre. Williams e Miller e, in seguito, di classici poco frequentati, come Il matrimonio di Figaro, La locandiera, L' Oreste di Alfieri, Troilo e Clessidra. A lui si devono le prime edizioni italiane di successo delle grandi commedie di Cechov. Nel 1954 curò l'allestimento per la Scala de La Vestale e, fra numerose altre, le varie edizioni di Anna Bolena, Traviata, Don Carlo, Macbeth e Manon Lescaut. Dopo La terra trema (1948) e Bellissima (1951), si accentuò il suo distacco dal neorealismo, segnato dalle successive regie di Senso (1954), Rocco e i suoi fratelli (1960), fino a Il Gattopardo (1963). Scegliendo temi sempre più autobiografici Visconti giunse alla realizzazione di una vera trilogia: La caduta degli dei (1969), Morte a Venezia (1971) e Ludwig (1973), riconfermando in essa le sue passioni letterarie e musicali. Nel penultimo film, Gruppo di famiglia in un interno (1974), l'autobiografia si fece più evidente. Il regista, colpito da trombosi nel 1972, aveva ripreso, nonostante la malattia, il suo lavoro che venne improvvisamente interrotto, quando la riduzione cinematografica de L'innocente il suo ultimo film, era nella fase di doppiaggio. Morì a Roma il 17 marzo 1976, senza poter portare a termine il progetto di realizzare la Recherche proustiana.

Per saperne di più:
Visconti Luchino

Complessi archivistici prodotti:
Visconti Luchino (fondo)


Bibliografia:
C. D'AMICO DE CARVALHO, A. FAVINO (a cura di), Luchino Visconti, Epistolario, 1920-1961, Bologna, 2024

Redazione e revisione:
Petese Lucia, 2016/01/29, prima redazione


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