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Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco/Rovereto

Sede: Borgo Sacco (Rovereto)
Date di esistenza: 1854 - 2008, La gestione pubblica è terminata nel 1999, mentre altre gestioni sono proseguite fino al 2008.

Intestazioni:
Manifattura Tabacchi, Borgo Sacco/Rovereto, 1854 - 1999, SIUSA

Altre denominazioni:
Fabbrica Tabacchi di Rovereto, 1854 - 1998
Ente Tabacchi Italiano - ETI di Rovereto, 1998 - 1999
British American Tobacco Italia s.p.a. di Rovereto, 1999 - 2008

L'origine della Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco, già nota come Manifattura di Rovereto, s'innesta nella crisi economica roveretana e trentina della seconda metà dell'Ottocento. Costruito tra il 1850 ed il 1854, l'opificio aveva già qualche precedente, quanto ad attività del settore, nelle strutture della Manifattura Rossi di Trento, ove si produceva soprattutto tabacco da fiuto ed anche in parallele attività presenti sia a Trento che a Rovereto, legate a fasi ben definite della lavorazione del tabacco, come le attività di "masera". Con il nome di Fabbrica Tabacchi, l'opificio entrò in produzione nel 1954. Vi lavorarono fin da subito quattrocento operaie, suddivise in due reparti, tra le lavorazioni di concia e quelle di confezione. Le operazioni erano tutte manuali e si articolavano in tre prodotti: sigari, tabacchi da fiuto ed estratto di tabacco per usi agricoli.Appena un anno dopo, nel 1855, il numero delle operaie salì fino alle mille unità, frutto di una concentrazione poderosa, che aveva finito per annullare tanta parte della macerazione diffusa sul territorio, con trasferimenti pesanti di manodopera (nella quasi totalità femminile e minorile) a Rovereto e con l'innesco di gravi problemi sociali e lo sconvolgimento di assetti culturali di tradizione lunga e consolidata. L'uso ed il consumo del tabacco era in forte espansione nell'Europa del tempo, in particolare nei territori asburgici. La produzione della manifattura roveretana era sottoposta a pressione. Produceva materia per un commercio di esportazione sempre più ricco, di cui beneficiavano soprattutto i soliti grandi artefici di una borghesia locale forte (Rossi, Galvagni, Boscarolli), transitata ben preso dalla produzione al commercio. La Manifattura Tabacchi, nello specifico roveretano, giunse a riempire un vuoto lasciato in parte dalla crisi industriale tessile, in parte dalla concentrazione lavorativa ch'essa medesima aveva provocato. Attorno ad essa s'andò a formare anche uno specifico indotto, incentrato sulle lavorazioni primarie della raccolta, della "masera", della fustazione delle foglie di tabacco e ciò nonostante i limiti del monopolio statale, a quell'epoca già imposto.A Rovereto, la Manifattura era un "gigante", una grossa concentrazione, la più grande fabbrica della zona. Essa conteneva in un unico stabilimento mille e poi duemila lavoratori. In essa si praticavano ritmi di lavoro prima sconosciuti, i rapporti si definivano su rigidi sistemi gerarchici, le abitudini private si scontravano con i nuovi metodi di lavoro e con l'assillante "cottimo", la vera bestia nera soprattutto per le operaie, ma anche strumento organizzativo capace di far nascere rapporti di solidarietà e di fraternità particolari ed unici, che arrivavano a trasformare, perfino sostituire modelli sociali di lunga tradizione e cultura. E poi le multe, le perquisizioni, l'allontanamento dalle famiglie e dal paese, la rottura dell'isolamento paesano e interfamiliare ed il confronto con una massa diversificata di persone, la soggezione e la paura di fronte alla diversità, la trasformazione intima e la crisi personale; e poi ancora ... tanti sacrifici e tante fatiche: un contrasto tra Manifattura e tradizione, un cuneo di modernità dirompente piantato nel bel mezzo del territorio trentino, ma insieme anche una speranza di fronte alla crisi.
Chi coinvolgeva la Manifattura, chi impegnava, chi trasformava? Donne, soprattutto e quasi esclusivamente donne. Venivano dai borghi e dalle vallate del basso Trentino, un continuo, giornaliero, a volte settimanale esodo dai paesi della Vallagarina, della Val di Gresta, della Vallarsa, perfino dalle montagne vicentine, verso Rovereto e Borgo Sacco. Due studi condotti dagli allievi dei Corsi statali sperimentali per lavoratori di Rovereto, negli anni scolastici 1977-78 e 1978-79, che son serviti di base anche ad altre, successive rilevazioni, offrono preziose testimonianze raccolte dalla viva voce e da scritti, seppur tardivi, di donne impegnate nella Manifattura.
A distanza di tanto tempo da quella origine asburgica, oltre centocinquant'anni, dopo un
percorso storico che ha visto cambiamenti importanti sotto ogni profilo, crisi e riconversioni, spostamenti che hanno trasferito le stesse sigaraie in Boemia durante il tremendo primo conflitto mondiale; che ha visto poi l'arrivo della gestione italiana, le ristrutturazioni produttive verso i sigari toscani, la seconda grande guerra, la ricostruzione ed una nuova riconversione industriale moderna verso la comune sigaretta e, infine, la crisi degli ultimi anni, la Manifattura è arrivata a chiudere il ciclo. Frutto del monopolio di Stato, essa ha chiuso i suoi giorni con la fine del monopolio medesimo. Era il 1998 e nasceva l'ente pubblico economico E.T.I., ma non fu la salvezza. Le manifatture dei tabacchi d'Italia chiudevano, anche a Rovereto. Nell'anno successivo quella esperienza pubblica finì e la privatizzazione arrivò subito dopo, con l'assorbimento da parte della British American Tobacco Italia s.p.a., ma la fine era inevitabile.
Ed oggi lo stabilimento è del tutto chiuso, le sue strutture sono state acquistate dalla Provincia Autonoma di Trento e, con la partecipazione del Comune di Rovereto, s'accingono a diventare memoria nel contesto di altre utilizzazioni.


Condizione giuridica:
pubblico (1854 - 1999)
privato (1999 - 2005)

Tipologia del soggetto produttore:
preunitario (1854 - 1918)
stato (1918 - 1999)
ente economico/impresa (1999 - 2005)

Complessi archivistici prodotti:
Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco/Rovereto (fondo)


Bibliografia:
MANIFATTURA TABACCHI DI ROVERETO, 100 anni della Manifattura Tabacchi di Rovereto, Roma 1955
F. BENEDETTI, La donna invisibile. Ricerca sulle masere in Vallagarina, in Corsi sperimentali per lavoratori: Rovereto-Lavis, a. scol. 1978-79, Trento 1979, pp. 1-241, 1-241
A. GEROLA, I 150 anni del gigante. Storia della Manifattura Tabacchi di Rovereto attraverso immagini e testimonianze, Rovereto 2004
N. M. FARINI, L'introduzione del monopolio statale dei tabacchi nella provincia di Trento, dattiloscritto sine data conservato in Biblioteca Civica di Rovereto
F. BENEDETTI et al., La Manifattura Tabacchi: 1854-1978. Alle origini della classe operaia roveretana, in Corsi sperimentali per lavoratori: Rovereto-Lavis, a. scol. 1977-78, Trento 1978, pp. 193-29;
L. CHIUSOLE, La Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco, "I Quattro Vicariati e le zone limitrofe", XVI (1972), pp. 79-86, 79-82
G. MARCADELLA, L'archivio della Manifattura Tabacchi di Rovereto è memoria femminile, in La memoria femminile negli archivi del Trentino-Alto Adige. Seconda giornata di studio per la valorizzazione del patrimonio archivistico del Trentino-Alto Adige, a cura di G. FOGLIARDI e M. GARBARI, supplemento di "Studi Trentini di Scienze Storiche, 2008 (LXXXVII) pp. 299-306.

Redazione e revisione:
Marcadella Giovanni, 2009/11/14, prima redazione


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