Pittore, scultore, scenografo, grafico pubblicitario, designer
Intestazioni:
Depero, Fortunato, artista, (Fondo 1892 - Rovereto 1960), SIUSA
Pittore, scenografo, grafico pubblicitario, designer, Fortunato Depero nacque a Fondo, in val di Non, in provincia di Trento, il 30 marzo 1892 e in seguito si trasferì con la famiglia a Rovereto, dove frequentò la Scuola Reale Elisabettina, un istituto superiore a indirizzo di arti applicate.
Respinto all'esame di ammissione all'Accademia di Belle Arti di Vienna (1908), dopo un breve tirocinio come garzone decoratore a Torino, nel 1910 iniziò a lavorare a Rovereto per un marmista e occupandosi di lapidi si scoprì particolarmente attratto dall'arte scultorea.
Artista in erba si trasferì a Roma dove tra il dicembre del 1913 e il febbraio del 1914 entrò in contatto con il movimento futurista e partecipò all'Esposizione Libera Futurista Internazionale organizzata dalla Galleria Sprovieri.
Venne ufficialmente ammesso nel gruppo degli artisti futuristi tra la fine del 1914 e gli inizi del 1915. Nel marzo del 1915 sottoscrisse con Balla il manifesto "Ricostruzione futurista dell'universo". Nel giugno del 1919 inaugurò a Rovereto la "Casa d'Arte futurista Depero", bottega artigianale attiva nel settore dell'arte applicata. Il 23 giugno 1919 sposò Rosetta Amadori, che lo seguì fedelmente fin dagli esordi della sua carriera artistica, collaborando con lui all'attività della Casa d'Arte, in particolare nella produzione degli arazzi.
Fortunato Depero è anche autore di pubblicazioni quali Depero futurista, noto anche come "libro imbullonato" (1927) e Liriche radiofoniche (1934).
Si dedicò anche alla grafica pubblicitaria, realizzando molti manifesti e lavorando in particolar modo per la ditta Campari per la quale realizzò più di cento bozzetti.
Soggiornò per due volte negli Stati Uniti (1928-1930 e 1947-1949) dove si impegnò nel mondo della scenografia teatrale e nella pubblicità; nel 1933, rientrato in Italia, fondò e diresse a Rovereto la rivista "Dinamo Futurista"; partecipò a numerose mostre nazionali e internazionali e si dedicò alla realizzazione di mobili, oggetti e pannelli decorativi con un nuovo materiale nato dall'autarchia imposta dal regime Fascista per far fronte alle sanzioni del 1928, il Buxus, un materiale per rivestimenti utilizzato da arredatori e ingegneri del tempo, che non ebbe fortuna oltre il Ventennio né oltre i confini d'Italia.
Fra il 1953 e il 1956 realizzò la decorazione e l'arredamento della sala del Consiglio provinciale e nel 1959 inaugurò a Rovereto, in collaborazione con l'amministrazione comunale, la "Galleria Museo Depero", primo esempio di museo futurista in Italia.
Si dedicò anche alla grafica pubblicitaria, realizzando molti manifesti e lavorando in particolar modo per la ditta Campari per la quale realizzò più di cento bozzetti.
Soggiornò per due volte negli Stati Uniti (1928-1930 e 1947-1949) dove si impegnò nel mondo della scenografia teatrale e nella pubblicità; nel 1933, rientrato in Italia, fondò e diresse a Rovereto la rivista "Dinamo Futurista"; partecipò a numerose mostre nazionali e internazionali e si dedicò alla realizzazione di mobili, oggetti e pannelli decorativi con un nuovo materiale nato dall'autarchia imposta dal regime Fascista per far fronte alle sanzioni del 1928, il Buxus, un materiale per rivestimenti utilizzato da arredatori e ingegneri del tempo, che non ebbe fortuna oltre il Ventennio né oltre i confini d'Italia.
Fra il 1953 e il 1956 realizzò la decorazione e l'arredamento della sala del Consiglio provinciale e nel 1959 inaugurò a Rovereto, in collaborazione con l'amministrazione comunale, la "Galleria Museo Depero", primo esempio di museo futurista in Italia.
Soggetti produttori:
Amadori Rosetta, collegato
Complessi archivistici prodotti:
Depero Fortunato (fondo)
Redazione e revisione:
Fogliardi Giovanna, 2015/11/13, supervisione della scheda
Pettenella Paola, 2008, raccolta delle informazioni
Tamanini Michela, 2015/10/22, prima redazione

