Date di esistenza: sec. XIII -
Intestazioni:
Comune di Rapolano, Rapolano Terme (Siena), sec. XIII -, SIUSA
Altre denominazioni:
Comunità di Rapolano, 1509-1808
Mairie di Rapolano, 1808-1814
Comunità restaurata di Rapolano, 1808 - 1814
La comunità di Rapolano era soggetta, durante il XII secolo, all'autorità dei conti Scialenghi, i quali, con i giuramenti del 1175 e del 1198, si accomandarono al Comune di Siena. Pochi anni più tardi, nell'ottobre del 1213, i rappresentanti di tutte le comunità della Scialenga, tra cui gli uomini di Rapolamo, giurarono a loro volta fedeltà a Siena. Nel 1266 Rapolano fu definitivamente sottomesso dai senesi, che lo dichiararono sede podestarile e castello di frontiera. In seguito, a causa della sua posizione sul confine orientale del contado, fu spesso oggetto di saccheggi da parte dei nemici di Siena, fino a quando, con la capitolazione della Repubblica senese, entrò a far parte dello stato mediceo e successivamente di quello austro-lorenese. La legge granducale del 1571, con la quale si attuò una regolamentazione dei territori soggetti, ripristinò in Rapolano l'antica podesteria che, per la giurisdizione criminale, fu sottoposta al capitanato di giustizia di Pienza e dal 1588 a quello di Sinalunga.
A seguito delle riforme attuate dal granduca Pietro Leopoldo vennero aboliti gli statuti e le leggi comunali nonché tutte le magistrature locali ed al loro posto istituite le Comunità. Alla Comunità di Asciano venne assegnato tutto il territorio che già formava la podesteria, comprendente i comuni di Rapolano, Armaiolo, Serre e Poggio Santa Cecilia ed i comunelli di San Gimignanello, Modanelli, Laticastelli, campiglia d'Ombrone e Castiglion Baroti. Il governo della nuova comunità, eletto per sorteggio fra i possidenti locali, era costituito dal Magistrato composto da un gonfaloniere e da alcuni priori ed in carica per un anno. Il Magistrato, affiancato da un consigliere per ciascun popolo della comunità, andava a formare il Consiglio Generale. Il vecchio sistema fiscale venne riformato e razionalizzato: tutte le imposizioni vennero abolite ed al loro posto venne istituita la "tassa di redenzione". Si trattava di un'unica tassa annuale fissa assegnata a ciascuna da versarsi in tre rate alla Cassa della Camera delle Comunità. Se non fosse riuscita a pagare la tassa di redenzione, la comunità era autorizzata a distribuire un'imposta sui possidenti, chiamata "dazio". Di tutte le questioni finanziarie si occupava un camarlingo o depositario, estratto dalle borse approntate per il magistrato ed in carica da uno ad un massimo di tre anni consecutivi. Un altro importante ufficio, da porsi all'incanto, era quello di "provveditore di strade e fabbriche" di durata triennale. La Comunità venne soppressa nel 1808 con l'annessione della Toscana all'Impero francese.
Nonostante le mairies fossero state soppresse il 17 giugno 1814, le istituzioni comunitative precedenti l'occupazione francese ripresero a funzionare solo nel settembre del 1816. Gli uffici restaurati trassero comunque esperienza dalla passata amministrazione, sia riguardo all'accentramento del governo comunitativo, che in materia di previsione finanziaria. All'interno del Magistrato si verificò infatti un forte rafforzamento del potere del Gonfaloniere, nominato da sovrano all'interno di una rosa di nomi scrutinati, su consiglio del Soprintendente della Camera di Sovrintendenza Comunitativa, e in carica per tre anni. Al Gonfaloniere vennero attribuite funzioni di controllo su di un ampio ventaglio di affari comunitativi, che andavano dall'amministrazione del fisco, dall'ordine pubblico all'assetto del territorio. Al Magistrato spettavano l'elezione del camarlingo, in carica per tre anni, e l'approvazione del bilancio di previsione. Il Consiglio, in carica per un anno, si riuniva di regola una sola volta, nel mese di settembre, assieme al Magistrato per eleggere i deputati incaricati della ripartizione della tassa di famiglia e gli impiegati della comunità e per deliberare sull'eventuale apertura di nuove strade.
La Comunità venne definitivamente soppressa in seguito all'applicazione della legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865.
Nonostante le mairies fossero state soppresse il 17 giugno 1814, le istituzioni comunitative precedenti l'occupazione francese ripresero a funzionare solo nel settembre del 1816. Gli uffici restaurati trassero comunque esperienza dalla passata amministrazione, sia riguardo all'accentramento del governo comunitativo, che in materia di previsione finanziaria. All'interno del Magistrato si verificò infatti un forte rafforzamento del potere del Gonfaloniere, nominato da sovrano all'interno di una rosa di nomi scrutinati, su consiglio del Soprintendente della Camera di Sovrintendenza Comunitativa, e in carica per tre anni. Al Gonfaloniere vennero attribuite funzioni di controllo su di un ampio ventaglio di affari comunitativi, che andavano dall'amministrazione del fisco, dall'ordine pubblico all'assetto del territorio. Al Magistrato spettavano l'elezione del camarlingo, in carica per tre anni, e l'approvazione del bilancio di previsione. Il Consiglio, in carica per un anno, si riuniva di regola una sola volta, nel mese di settembre, assieme al Magistrato per eleggere i deputati incaricati della ripartizione della tassa di famiglia e gli impiegati della comunità e per deliberare sull'eventuale apertura di nuove strade.
La Comunità venne definitivamente soppressa in seguito all'applicazione della legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale
Soggetti produttori:
Comunità di Armaiolo (sec. XIII-1777), dipendente
Profili istituzionali collegati:
Comunità (Granducato di Toscana), 1774 - 1808
Mairie (Impero francese), 1805 - 1814
Comunità (Granducato di Toscana), 1814 - 1865
Comune, 1859 -
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Rapolano Terme (fondo)
Redazione e revisione:
Rossi Manuel, 2015/07/31, prima redazione
Taglioli Maddalena, revisione