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Dosi Giuseppe

Roma 1890 - Roma 1981

Intestazioni:
Dosi, Giuseppe, poliziotto, (Roma 1890 - Roma 1981), SIUSA

Giuseppe Dosi nasce a Roma nel 1890. Consegue il diploma liceale a Viterbo, si iscrive all'Università di Roma ma, a causa di problemi economici e della sua passione per il teatro, decide di abbandonare gli studi. Tra il 1911 ed il 1912 si fa scritturare come generico nella Compagnia drammatica stabile del Teatro Argentina. In questo periodo apprende l'arte della recitazione e i trucchi del travestimento. Si iscrive a vari corsi di polizia scientifica sino a che decide di fare domanda per essere assunto come alunno delegato di PS. Entrato in polizia come effettivo comincia ad affinare una tecnica investigativa particolare, da lui chiamata fregolismo detectivistico, ovvero, l'arte di investigare utilizzando travestimenti e false identità. Viene incaricato di svolgere importanti indagini anche all'estero. Tornato in Italia tra il 1927 ed il 1928 si occupa dell'inchiesta riguardante il pedofilo che uccise quattro bambine nei pressi del Vaticano tra il 1924 ed il 1928. E' questa l'indagine che più lo segna professionalmente ed umanamente: Gino Girolimoni è accusato ingiustamente di quei gravi delitti, ma le indagini di Dosi vanno verso un anziano pastore anglicano, tale Ralph Lyonel Brydges che, per ragioni di convenienza politica, riuscì ad evitare il processo e a rifugiarsi in Sudafrica; Brydges era protetto sia dalla Chiesa anglicana di cui faceva parte sia dal Vaticano. La determinazione di Dosi sul caso lo porta ad inimicarsi i vertici della polizia, fu per questo trasferito in altre città italiane. Durante questo periodo di esilio forzato da Roma scrive un memoriale nel quale critica tutto l'apparato di polizia dell'epoca. Il memoriale viene messo sotto sequestro, Dosi è dispensato dal servizio per "eccesso di potere" ed infine arrestato. Il 19 giugno del 1939 viene condotto a Regina Coeli, recluso nel terzo braccio come soggetto pericoloso. Alla prigionia segue il manicomio provinciale di Santa Maria della Pietà per diciassette mesi. Liberato nel 1941 torna a vivere con la sua famiglia a Roma e, non appartenendo più al corpo di polizia, ottiene un posto come funzionario amministrativo presso l'Eiar (Ente italiano per le audizione radiofoniche). Quando il 4 giugno 1944 gli Alleati arrivano a Roma, Dosi spontaneamente entra nei locali di via Tasso per prelevare dei documenti. Comincia a studiare approfonditamente le carte che aveva sottratto nel carcere, per questo motivo svolge un ruolo importante nei processi contro i nazisti Kappler, Maeltzer, Von Mackensen e di altri collaboratori assoldati dal comando di via Tasso nei nove mesi di occupazione. Dopo aver preso contatti con gli alleati viene interrogato dal controspionaggio e verso la fine dell'anno viene assunto da questi come tecnico speciale in campo investigativo presso il Cic, agenzia segreta dell'esercito degli Stati Uniti. La sua riabilitazione professionale italiana giunge nel 1946 ed il 10 giugno è promosso vice questore in qualità di corrispondente italiano delle comunicazioni con il Treasure department di Washington - Bureau of narcotic per gli affari riguardanti il narcotraffico. Contribuisce inoltre alla nascita dell'Interpol, organizzazione dedita alla cooperazione di polizia e al contrasto del crimine internazionale, di cui coniò anche il nome. Nel 1956, con il grado di ispettore generale capo, è posto in congedo. Successivamente viene nominato commendatore al merito della Repubblica e poi grande ufficiale. È scomparso nel 1981, all'età di 90 anni.

Soggetti produttori:
Carcere di Regina Coeli reparto tedesco, collegato
Carcere nazista di via Tasso, collegato
Museo storico della liberazione, collegato

Complessi archivistici prodotti:
Dosi Giuseppe (fondo)


Redazione e revisione:
Cioffi Valentina, 2015/04/21, prima redazione


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