Sede: Roma
Date di esistenza: 1943 set. 8 - 1944 giu. 4
Intestazioni:
Carcere nazista di via Tasso, Roma, 1943 - 1944, SIUSA
A seguito dell'armistizio di Cassabile e della tempestiva occupazione nazista di Roma, l'edificio di via Tasso divenne sede del Comando esterno di Roma della polizia di sicurezza germanico e del servizio di sicurezza (Sicherheitdienst polizei - Sipo, Sicherheitsdienst - Sd) sotto il comando del tenente colonello Herbert Kappler. Gli Aussenkommando (commissariati di polizia) avevano poteri molto estesi e agivano in stretta collaborazione con il Tribunale militare tedesco. Il Sicherheitsdienst (servizio di sicurezza) era il servizio di intelligence all'interno delle SS che, dal 1932 al 1945, era incaricato dell'individuazione dei reali o potenziali nemici del nazismo e dell'eliminazione di questi oppositori. La facciata principale dell'edificio di Via Tasso aveva due ingressi, contrassegnati dai numeri 155 e 145. Il civico 145 fu interamente trasformato in carcere: all'esterno l'edificio era isolato dal quartiere mediante una difesa di cavalli di frisia e i civili potevano camminare solo sul marciapiede opposto all'ingresso del carcere; all'interno vi erano celle di isolamento e celle di segregazione (quelle dei piani superiori ospitavano le donne), un ufficio matricola, un'infermeria poco fornita, gabinetti comuni, locali dove si svolgevano gli interrogatori e, molto spesso, le torture. Il carcere disponeva di un archivio dove venivano raccolti dati relativi alle persone imprigionate e gli oggetti trovati addosso agli arrestati; tutte queste notizie venivano riportate con minuzia su schede prestampate, così come l'intera l'attività di gestione del carcere, dei detenuti e degli interrogatori. Il carcere di via Tasso è tristemente famoso anche perché attivo e protagonista nelle dinamiche di rastrellamento del Ghetto e nell'organizzazione di rappresaglia che terminò con l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Il terrore che il luogo intimava non era soltanto riferito alle torture ma anche al destino dei detenuti che potevano essere destinati al carcere di Regina Coeli, al Tribunale militare tedesco (con condanne al carcere in Germania o alla fucilazione a Forte Bravetta), alla deportazione, oppure, come accadde per molti, alle Fosse Ardeatine. Passarono per il Carcere di via Tasso circa duemila persone tra donne e uomini, partigiani, militari e cittadini comuni.
Soggetti produttori:
Carcere di Regina Coeli reparto tedesco, collegato
Dosi Giuseppe, collegato
Museo storico della liberazione, collegato
Complessi archivistici prodotti:
Bacheche (sub-fondo / sezione)
Carte tedesche (sub-fondo / sezione)
Dosi Giuseppe (fondo)
Redazione e revisione:
Cioffi Valentina, 2015/04/11, prima redazione

