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Mazzi Gaspero

San Giovanni d'Asso (Siena) 1787 feb. 4 - Siena 1867 dic. 4

Medico
Scienziato: naturalista
Scienziato: geologo
Scienziato

Intestazioni:
Mazzi, Gaspero, medico, naturalista, geologo, scienziato, (San Giovanni d'Asso 1787 - Siena 1867), SIUSA

Gaspero Mazzi nacque a S. Giovanni d'Asso il 4 febbraio 1787, da Domenico, fattore della famiglia Sansedoni, e Assunta Bartalucci. Nel novembre del 1806 iniziò il suo corso di studi in Medicina e Chirurgia all'Università di Siena, divenendo l'anno successivo "Praticante interno" nell'ospedale di S. Maria della Scala. La piena inclusione della Toscana nell'Impero napoleonico comportò la chiusura dell'Università senese, ma non la sospensione dei corsi di Medicina e Chirurgia, che, dal 1809, iniziarono a far capo a una Scuola medica attiva all'interno dell'ospedale e direttamente dipendente dall'Università di Pisa. In questo nuovo contesto Mazzi seppe muoversi, arrivando a ricoprire incarichi di sempre maggiore responsabilità, che lo portarono, nel corso del 1811, con il grado di "giovine di medicheria", a occuparsi direttamente delle vaccinazioni contro il vaiolo, dell'assistenza delle partorienti e dell'ospedale militare e infine ad essere segretario del giurì medico del Dipartimento dell'Ombrone. Il 27 giugno 1812 conseguì la laurea in Medicina discutendo la tesi "Asfissiologia ossia ricerche e tesi sulle asfissie", pubblicata presso Francesco Rossi e Figlio (Siena [1812]) e, nel corso del 1813, quella in Chirurgia, con lo studio intitolato "Odontologia ossia diatriba sui denti umani" (Siena, Onorato Porri, 1813). Vincitore di un alunnato Biringucci - una borsa di studio emessa annualmente dalla fondazione istituita nel 1724 dal nobile Marcello Biringucci per consentire ad artisti o a neolaureati in Legge civile o Medicina di completare la propria formazione fuori Siena - soggiornò presso alcune università italiane (Pisa, Firenze, Bologna, Pavia, Milano) per poi stabilirsi, a partire dalla fine del 1816, a Parigi, dove ebbe modo non solo di approfondire la chirurgia e l'ostetricia, ma anche di applicarsi alla storia naturale e alla paleontologia, tramite l'insegnamento di studiosi come Georges Cuvier o Henry-Marie Ducrotay de Blainville. Il 5 novembre del 1818 con motuproprio granducale gli venne assegnata la cattedra di Istituzioni chirurgiche e Medicina legale, allora vacante all'Università di Siena, dove tuttavia tornò solo l'anno successivo: ottenne infatti una proroga della propria permanenza all'estero accettando di devolvere lo stipendio di quell'anno per la costituzione di un rinnovato laboratorio chimico-farmaceutico (v. Leoncini 2012, pp. 42-43). Una volta a Siena affiancò all'insegnamento altri incarichi: quello di medico "visitatore delle nutrici miserabili" e quello di direttore del manicomio, ottemperato con un certo successo per ben dieci anni, a partire dal 19 settembre 1823 (v. D'Ormea-Grassi 1935, p. 110; Leoncini 2012, p. 78) e, infine, quello di conservatore responsabile del museo dei Fisiocritici - in quest'ultimo caso, a stare alla documentazione ufficiale, Mazzi fu eletto il 18 aprile 1829, ma, già l'anno successivo, un motuproprio granducale affidò la direzione del museo a Giuseppe Giuli, allora professore di Storia naturale dell'Università (v. Ferri 2006, p. 99). Ad ogni buon conto fu col 1833 che la vita professionale di Mazzi cambiò in modo significativo: il Governo granducale lo chiamò a insegnare Anatomia comparata e Zoologia al Museo di scienze fisiche e naturali "La Specola" di Firenze, che, sotto la direzione di Vincenzo Antinori, stava attraversando una fase di complessivo rinnovamento (v. Barbagli 2009, p. 63). Mazzi vi rimase per ben ventinove anni, assumendone a sua volta la direzione nel 1838 e divenendo nel 1860 professore di Zoologia per i vertebrati. In quegli anni fu anche incaricato della cattedra di Mineralogia e Geologia presso l'Istituto farmaceutico fiorentino. Nel 1862, con la vista ormai compromessa per un incidente occorsogli realizzando una preparazione di Anatomia comparata, cessò l'insegnamento col titolo di Professore emerito degli Atenei di Firenze e di Siena. Vedovo della moglie, Teresa Belli, morì a Siena il 4 dicembre 1867. Decorato dell'ordine equestre di S. Giuseppe da Ferdinando III, che lo ebbe per un periodo come medico di corte, e poi della Croce di Cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro dal Re d'Italia, fu partecipante attivo, fin dal primo consesso di Pisa del 1839, delle Riunioni degli scienziati italiani e membro di molte accademie e società scientifiche - ed è in quelle sedi che venne reso noto il grosso della sua produzione scientifica. Tra queste ultime, oltre alla già citata Accademia dei Fisiocritici di Siena, vanno almeno ricordate la Società Linneale di Parigi, l'Accademia di Scienze di Torino e quella dei Georgofili di Firenze di cui fu segretario fra 1841 e 1844.

Complessi archivistici prodotti:
Mazzi Gaspero (fondo)


Bibliografia:
«Continuazione degli Atti dell'Imp. e reale Accademia economico-agraria dei Georgofili di Firenze», t. XX, 1842
S. Gabbrielli, "Parole dette sul cadavere del cav. prof. Gaspero Mazzi nella chiesa di S. Antonio il giorno 5 Decembre 1867 dal prof. Salvadore Gabbrielli già suo discepolo", Siena, Tip. dell'Ancora di G. Bargellini, 1868
Z. Mencarelli, "Relazione del Segretario della Classe Fisica letta nella pubblica e generale adunanza del dì 22 decembre 1867", «Atti della R. Accademia de’ Fisiocritici di Siena», s. II, volume 5 (1869), pp. 65-70
Mazzi Cav. Prof. Dott. Gaspero" [scheda biografica], in "L'Ospedale Psichiatrico di S. Niccolò in Siena della Società di Esecutori di Pie Disposizioni (1818-1934)", a cura di A. D'Ormea e V. Grassi, Siena, Tip. S. Bernardino, 1935, p. 110
Ferri S., "Università e Fisiocritici. Un legame per la scienza", «Annali di storia delle Università italiane», 10 (2006), pp. 67-89, p. 99
F. Barbagli, "Genesi e sviluppo delle collezioni", in "Il museo di Storia naturale dell'Università di Firenze. Le collezioni della Specola: zoologia e cere anatomiche, I", a cura di G. Barsanti e G. Chelazzi, Firenze, Firenze University Press, 2009, pp. 58-77
A. Leoncini, "Pietro Tommi. Un chimico tra la Parigi de I Miserabili e l'Università di Siena", Siena, Università degli Studi di Siena, 2012.
M. Barni, "La medicina legale a Siena", in F. Vannozzi, "L'esercizio dell'arte sanitaria a Siena (secoli XVI-XXI)", Firenze, Nerbini, 2012, pp. 337-351

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Francioni Mirko, 2015/02, prima redazione
Morotti Laura, 2015/02, revisione


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