Date di esistenza: 1570 -
Intestazioni:
Confraternita di Santa Maria di Dionisio, Trani, [1570] -, SIUSA
La Congrega di Santa Maria di Dionisio prende il nome dalla stessa chiesa fondata, secondo la tradizione, dal marinaio Dionisio.
La sua esistenza è documentata fin dalla seconda metà del 1500 comparendo come beneficiaria di legati pii .
Notizie su di essa compaiono in un lascito testamentario del 1570 "Confrataria di S. Maria di Dionisio" insieme con la congrega di San Giacomo.
Nel 1600 la presenza della Confraternita è attestata nel documento redatto a conclusione della vista pastorale generale iniziata nel 1614.
L'editto del 1615 è indirizzato al Capitolo di Trani, alla Fraterna di San Giovanni Evangelista, alla Confraternita del Santissimo Sacramento, alla fraternita dei Bianchi, al maestro di Santa Maria di Dioniso, alla fraternita di San Leucio. Gli amministratori dei suddetti enti vengono invitati a presentare entro dieci giorni, sotto pena di scomunica, gli elenchi dei benefici e degli obblighi di messe.
Nel 1623 l'arciprete Thane, vicario generale, ordina ai rettori o economi delle chiese di presentare entro sei giorni i libri di introito ed esito sotto pena di 70 libbre di cera, nel documento sono elencate le chiese di Trani di Santa Maria delli Bianchi, Santa Maria di Dionisio, San Rocco, San Giacomo e San Quirico.
In un'altra visita pastorale secentesca, l'Arcivescovo Tommaso Ancora svolge prima un Sinodo diocesano e poi visita tutta la Diocesi nel 1639 . In questa circostanza detta disposizioni per i priori delle Confraternite di San Vito e della Santissima Annunziata, per le altre Congreghe (San Giacomo e San Rocco) compresa San Maria di Dionisio sulle quali non vi è nulla da obiettare.
Nel XVII secolo la chiesa di Santa Maria di Dionisio compare in un documento del 1763 riguardante le rendite ricavate dal Capitolo e da alcune chiese dalla tassa della R. D. Nunziatura. La congrega ebbe il Regio Assenso il 17 ottobre 1777 .
I confratelli erano di origine contadina e pagavano cinque grana al mese fino alla morte, mentre per l'iscrizione si versavano dieci carlini fino a venticinque anni, da venticinque a quarantacinque anni tre carlini in più per ogni anno eccedente e dopo i quarant'anni decideva la Congregazione. Era comunque permesso anche ad altri di iscriversi affinché ne traesse beneficio economico la stessa comunità.
Il noviziato aveva la durata di un anno e lo stesso statuto obbligava il sacramento della Confessione e della Comunione, soprattutto in occasione della festa della Madonna.
Particolare devozione era rivolta a Gesù Eucarestia, infatti nell'occasione del Viatico da portare agli infermi, la Confraternita assumeva una particolare solennità.
Per l'importanza attribuita alle esequie e alle messe in suffragio dei defunti, nasce l'istituto del Monte dei Morti anche nella Congrega di Santa Maria di Dionisio.
In caso di malattia, il fratello infermiere doveva visitare l'infermo e darne notizia alla Congregazione per fissare il sussidio da erogare ed autorizzare la visita del medico condottato, il quale doveva essere fra i migliori della città. In caso di morte, il defunto era accompagnato da tutti i fratelli e dall'intero Capitolo Metropolitano e seppellito nella stessa chiesa con tutte le spese per le esequie, a carico della Confraternita. Se il confratello moriva fuori città, gli eredi ricevevano la somma che la Congrega era solita sostenere. Il giorno della morte di un confratello, oltre alle cinque messe celebrate durante l'agonia, se ne celebravano altre dieci; a queste si aggiungevano altre venti messe nei giorni successivi.
La processione richiama un altro momento culminate della vita associativa, poiché esprime in maniera particolare l'identità di una Confraternita e la sua fisionomia di società organizza inserita nel più ampio contesto sociale cittadino .
"Delle processioni solite a farsi debbano tutti intervenire vestiti di sacco, mozzetta, cappello dietro alle spalle color bianco, e scarpe istesso colore, e ciascuno precederà secondo la sua anzianità che avrà nella Congregazione ".
Nello sfilare la Congrega ha la possibilità di dimostrare la sua antichità e il prestigio di chi ne fa parte. In città erano frequenti le contese per il posto da occupare per la processione dei Misteri il Venerdì Santo, la Congrega partecipa alla processione portando l'immagine del Cristo con la canna (Ecce Homo) .
La Confraternita ha sede nella Chiesa di Santa Maria del Dionisio, i santi festeggiati sono i Santi Cosma e Damiano il 26 settembre. La sua divisa si compone di "sacco", "buffa" e "guanti" bianchi; "cingolo", "nastro" e "mozzetta" celeste .
Il gonfalone è costituito da un drappo color avorio dove è inserita l'immagine della Madonna del Rosario, e in cima le piume sono bianche e celesti.
(Daniela Di Pinto)
Nel XVII secolo la chiesa di Santa Maria di Dionisio compare in un documento del 1763 riguardante le rendite ricavate dal Capitolo e da alcune chiese dalla tassa della R. D. Nunziatura. La congrega ebbe il Regio Assenso il 17 ottobre 1777 .
I confratelli erano di origine contadina e pagavano cinque grana al mese fino alla morte, mentre per l'iscrizione si versavano dieci carlini fino a venticinque anni, da venticinque a quarantacinque anni tre carlini in più per ogni anno eccedente e dopo i quarant'anni decideva la Congregazione. Era comunque permesso anche ad altri di iscriversi affinché ne traesse beneficio economico la stessa comunità.
Il noviziato aveva la durata di un anno e lo stesso statuto obbligava il sacramento della Confessione e della Comunione, soprattutto in occasione della festa della Madonna.
Particolare devozione era rivolta a Gesù Eucarestia, infatti nell'occasione del Viatico da portare agli infermi, la Confraternita assumeva una particolare solennità.
Per l'importanza attribuita alle esequie e alle messe in suffragio dei defunti, nasce l'istituto del Monte dei Morti anche nella Congrega di Santa Maria di Dionisio.
In caso di malattia, il fratello infermiere doveva visitare l'infermo e darne notizia alla Congregazione per fissare il sussidio da erogare ed autorizzare la visita del medico condottato, il quale doveva essere fra i migliori della città. In caso di morte, il defunto era accompagnato da tutti i fratelli e dall'intero Capitolo Metropolitano e seppellito nella stessa chiesa con tutte le spese per le esequie, a carico della Confraternita. Se il confratello moriva fuori città, gli eredi ricevevano la somma che la Congrega era solita sostenere. Il giorno della morte di un confratello, oltre alle cinque messe celebrate durante l'agonia, se ne celebravano altre dieci; a queste si aggiungevano altre venti messe nei giorni successivi.
La processione richiama un altro momento culminate della vita associativa, poiché esprime in maniera particolare l'identità di una Confraternita e la sua fisionomia di società organizza inserita nel più ampio contesto sociale cittadino .
"Delle processioni solite a farsi debbano tutti intervenire vestiti di sacco, mozzetta, cappello dietro alle spalle color bianco, e scarpe istesso colore, e ciascuno precederà secondo la sua anzianità che avrà nella Congregazione ".
Nello sfilare la Congrega ha la possibilità di dimostrare la sua antichità e il prestigio di chi ne fa parte. In città erano frequenti le contese per il posto da occupare per la processione dei Misteri il Venerdì Santo, la Congrega partecipa alla processione portando l'immagine del Cristo con la canna (Ecce Homo) .
La Confraternita ha sede nella Chiesa di Santa Maria del Dionisio, i santi festeggiati sono i Santi Cosma e Damiano il 26 settembre. La sua divisa si compone di "sacco", "buffa" e "guanti" bianchi; "cingolo", "nastro" e "mozzetta" celeste .
Il gonfalone è costituito da un drappo color avorio dove è inserita l'immagine della Madonna del Rosario, e in cima le piume sono bianche e celesti.
(Daniela Di Pinto)
Condizione giuridica:
enti di culto (1570 - 2014)
Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica
Profili istituzionali collegati:
Confraternita, sec. XII -
Per saperne di più:
Confraternita di Santa Maria di Dionisio, Trani
Complessi archivistici prodotti:
Confraternita di Santa Maria di Dionisio di Trani (fondo)
Libri di preghiere (collezione / raccolta)
Bibliografia:
AA. VV., 'Gli statuti confraternali in Terra di Bari (XVI-XIX)', a cura di LIANA BERTOLDI LENOCI, Edizioni Pugliesi, in corso di allestimento.
P. DI BIASE, "Appunti per una storia delle Confraternite della Diocesi di Trani (secoli XV-XVIII)", in Le confraternite, segno e presenza cristiana nella Chiesa locale, Roma, Vivere in, 1989., 119 - 134
P. DI BIASE, "Aspetti evolutivi ed involutivi della realtà confraternale della diocesi di Trani nel Settecento", in Le Confraternite Pugliesi in Età Moderna. Atti del Seminario internazionale di studi, 28-29-30 aprile 1988, a cura di LIANA BERTOLDI LENOCI, Fasano, Schena, 1988., 304 - 331
P. DI BIASE, "Le confraternite laicali della Diocesi di Trani in età moderna", in Uomini e donne nella Chiesa. Atti della VII Primavera di Santa Chiara 1987, a cura di SALVATORE SPERA, Roma, Vivere in, 1988., 155 - 244
P. DI BIASE, 'Vescovi, clero e popolo: lineamenti di storia dell'arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie', Barletta, Rotas, 2013.
P. DI BIASE, 'Vescovi, disciplinamento religioso e controllo sociale: l'Arcidiocesi di Trani fra Medioevo ed età moderna: atti del Convegno di studi', Trinitapoli, Auditorium dell'Assunta, 20-21 ottobre 2000, Bari Società di storia patria per la Puglia, 2001.
'Le confraternite: segno e presenza cristiana nella Chiesa locale, Atti del primo congresso delle confraternite', Trani 26-28-29 marzo 1987, Roma, Vivere in, 1989.
G. MAIORANO, 'Il Consiglio Generale degli ospizi di Terra di Bari: fonte per la storia delle Confraternite', in 'Le Confraternite Pugliesi in Età Moderna 2. Atti del Seminario internazionale di studi, 27-28-29 aprile 1989', a cura di L. BERTOLDI LENOCI, Fasano, Schena, 1990, pp. 237-311.
F. PAGANO, 'Le confraternite tranesi, storia e colore delle tradizioni popolari', Trani, 2000.
F. SPACCUCCI, 'Prodromi assicurativi nelle antiche confraternite di Trani', Napoli, Laurenziana, 1978.
'Statuto per le confraternite delle Archidiocesi di Trani e Barletta e della Diocesi di Bisceglie', Trani, Paganelli, 1940.
D. DI PINTO, '100 anni di storia e devozione dei SS. Medici Cosma e Damiano: 1910-2010', Trani, General stampa, 2010.
D. DI PINTO - D. NATALICCHIO, 'L'ipogeo della chiesa Santa Maria di Dionisio di Trani', Trani, Artigrapfh, 2014.
Redazione e revisione:
Di Pinto Daniela
Mincuzzi Antonella, 2019/10/16, revisione
Paparella Angelica, 2019/01/18, revisione

