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Comunità di Valle di Cadore

Sede: Valle di Cadore (Belluno)
Date di esistenza: sec. XIV - sec. XIX

Intestazioni:
Comunità di Valle di Cadore, Valle di Cadore (Belluno), sec. XIV - sec. XIX, SIUSA

Altre denominazioni:
Regola di Valle

La Comunità di Valle di Cadore, località citata per la prima volta in un documento del 1370, si organizzò nel corso del Medioevo nelle forme della Regola, istituto amministrativo autonomo tipico dell'area bellunese e cadorina in particolare. La regola si basava sull'assemblea dei capifamiglia che governava in ogni villaggio la vita comunitaria e gestiva i beni comuni. Valle fu capoluogo di uno dei dieci Centenari, ovvero di una delle dieci circoscrizioni territoriali formate da più Regole, che costituivano la Magnifica Comunità di Cadore. Il Centenaro di Valle nel XIV secolo comprendeva le Regole di Valle, Nebbiù, Vissà e Tai, Caralte, Perarolo, Ospitale e Termine con Davestra. I documenti scritti che sovrintendevano e regolamentavano lo svolgimento della vita comunitaria erano detti laudi; il laudo più antico pervenutoci della Regola di Valle è della seconda metà del secolo XIV, quelli delle altre Regole del centenaro risalgono ad epoche diverse comprese tra il 1349 e il 1794. La Regola di Valle partecipava, insieme a quelle di Nebbiù e Tai, a un consorzio, detto Comun dei monti, per lo sfruttamento collettivo dei prati e dei pascoli sulle montagne circostanti; del consorzio si conservano il laudo del 1426 e altre molteplici attestazioni documentarie. Dal punto di vista ecclesiatico, la pieve di San Martino di Valle, staccatasi dalla matrice di Pieve di Cadore nel 1208, estendeva la sua giurisdizione anche sulle filiali di Cibiana e Venas, mentre le chiese di Tai e Termine dipendevano da Pieve di Cadore.
L'istituto delle Regole sopravvisse in epoca veneziana e successivamente fino all'età contemporanea, tanto che le Regole cadorine, vista la loro importanza funzionale nel mantenere il legame tra uomo e ambiente montano, sono state riconosciute in forma giuridica moderna dal Decreto Legislativo n. 1104 del 3 maggio 1948 che ne ha sancito la personalità giuridica di diritto pubblico.
Attualmente le Regole attive, inquadrate come persone giuridiche di diritto privato con finalità pubbliche, sono limitate alla zona del Comelico; se ne contano 51 ufficialmente riconosciute in Regione Veneto (L. R. 26/1996).

Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale

Soggetti produttori:
Comune di Valle di Cadore, collegato

Profili istituzionali collegati:
Regola (Area alpina), sec. XI -

Complessi archivistici prodotti:
Comunità di Valle di Cadore (fondo)
Pergamene (collezione / raccolta)


Bibliografia:
S. DE LORENZO, Il centenaro di Valle di Cadore con le regole di Valle San Martino, Nebiù, Tai, Caralte, Perarolo, Ospitale, Termine e Davestra, edito dal Comune di Valle di Cadore, s.l., 1998
G. FABBIANI, Breve storia del Cadore, Pieve di Cadore, Magnifica Comunità di Cadore editore, 1992 (5^ ed.)
G. ZANDERIGO ROSOLO, Appunti per la storia delle Regole del Cadore nei secoli XIII-XIV, Belluno, Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, 1982

Redazione e revisione:
Pavan Laura, 2014/03/04, prima redazione


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