Sede: San Vito di Cadore (Belluno)
Date di esistenza: sec. XIII - sec. XIX
Intestazioni:
Comunità di San Vito di Cadore, San Vito di Cadore (Belluno), sec. XIII - sec. XIX, SIUSA
Altre denominazioni:
Regola di San Vito di Cadore
Il paese di San Vito di Cadore è nominato per la prima volta in un documento del 1208 che riconosce l'indipendenza della sua chiesa dalla matrice di Pieve di Cadore. Dall'età medievale, la comunità locale si amministrava autonomamente attraverso l'istituto della Regola, tipico dell'area bellunese e cadorina in particolare, basato sull'assemblea dei capifamiglia che governava in ogni villaggio la vita comunitaria e gestiva i beni comuni. San Vito fu capoluogo di uno dei dieci Centenari, ovvero di una delle dieci circoscrizioni territoriali formate da più Regole, che costituivano la Magnifica Comunità di Cadore. Il Centenaro di San Vito comprendeva, oltre all'attuale territorio comunale, le località di Selva e Pescul (fino al 1511), oltre alle frazioni di Borca, Taulén e Marceana; le ultime due sparirono nel 1814 sotto una frana caduta dal monte Antelao. Le riunioni della Regola si svolgevano, secondo la tradizione, nella piazza di San Vito, dove si trovava il tiglio, simbolo della democraticità dell'organizzazione regoliera. Frequenti furono le dispute tra le Comunità del sanvitese e quelle dell'ampezzano per lo sfruttamento dei pascoli di Giau: il primo documento che ne parla data al 1331 e le controversie si trascinarono fino al 1752, quando i sanvitesi costruirono a tempo di record la cosiddetta muraglia di Giau per evitare gli sconfinamenti e delimitare i pascoli tra San Vito e Ampezzo. L'istituto delle Regole fu riconosciuto dalla Repubblica di Venezia durante il periodo della sua dominazione sul Cadore (1420-1797), fino alla riorganizzazione amministrativa di età napoleonica.
Le Regole cadorine, vista la loro importanza funzionale nel mantenere il legame tra uomo e ambiente montano, sono state riconosciute in forma giuridica moderna dal Decreto Legislativo n. 1104 del 3 maggio 1948 che ne ha sancito la personalità giuridica di diritto pubblico. Attualmente le Regole attive, inquadrate come persone giuridiche di diritto privato con finalità pubbliche, sono limitate alla zona del Comelico e se ne contano 51, ufficialmente riconosciute dalla Regione Veneto attraverso la L. R. 26 del 1996.
La Magnifica Comunità di Cadore è oggi un ente a personalità giuridica pubblica costituito dall'unione dei ventidue comuni del Cadore, tra i quali Lorenzago, con sede a Pieve di Cadore nel palazzo di proprietà denominato, appunto, della Magnifica Comunità. L'ente concorre a conservare l'identità culturale e le risorse ambientali e a promuovere la formazione e lo sviluppo morale ed economico delle comunità locali.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale
Soggetti produttori:
Comune di San Vito di Cadore, collegato
Profili istituzionali collegati:
Regola (Area alpina), sec. XI -
Complessi archivistici prodotti:
Comunità di San Vito di Cadore (fondo)
Bibliografia:
Archivi nella Provincia di Belluno. Indagine conoscitiva per la ricerca storica. Archivi comunali a cura di G. MIGLIARDI 0RIORDAN e D. TESTA BENZONI, con la collaborazione di M. DE BONA e S. MISCELLANEO, Archivi delle IPAB a cura di S. MISCELLANEO, Belluno, Provincia di Belluno Editore, 2003, 166-167
A. GERMANO', Riordino e tutela delle Regole e delle organizzazioni montane per la gestione dei beni agro-silvo-pastorali. Il caso della Regione Veneto, in "Il diritto dell'agricoltura", 1995, 1, pp. 59-70
G. ZANDERIGO ROSOLO, Appunti per la storia delle Regole del Cadore nei secoli XIII-XIV, Belluno, Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, 1982
Redazione e revisione:
Pavan Laura, 2014/02/06, prima redazione

