Sede: Santo Stefano di Cadore (Belluno)
Date di esistenza: sec. XIII - sec. XIX
Intestazioni:
Comunità di Santo Stefano di Cadore, Santo Stefano di Cadore (Belluno), sec. XIII -, SIUSA
Altre denominazioni:
Regola di Santo Stefano di Cadore
La Comunità di Santo Stefano di Cadore, documentata dal XIII secolo, nel corso dell'età medievale si diede propri strumenti organizzativi che, come in altre località cadorine, presero lentamente forma nell'ordinamento delle Regole, i cui primi Laudi, documenti che sovrintendevano e regolamentavano lo svolgimento della vita comunitaria, datano al 1444 e sono relativi a Santo Stefano e Casada.
La Regola era governata da un "marigo" eletto nell'assemblea annuale dei capi-famiglia, nella quale venivano eletti anche altre cariche minori in suo affiancamento. La Regola aveva diritto di proprietà sui beni comuni destinati ad utilizzi diversi e in parte concessi alle famiglie che, terminato l'utilizzo, li restituivano.
Fino alla riorganizzazione napoleonica dei primi anni dell'Ottocento, Santo Stefano con le antiche Comunità di Campolongo, Casada e Costalissoio, fece parte del Centenaro di Comelico Inferiore, che comprendeva anche parte di Danta, Costalta, Presenaio, San Pietro e Valle, distribuite tra le parrocchie di Santo Stefano e San Pietro. Il Centenaro di Comelico Inferiore, di cui Santo Stefano fu capoluogo, era una delle dieci aggregazioni locali che formavano la Magnifica Comunità del Cadore. L'istituto amministrativo delle Regole sopravvisse in epoca veneziana e successivamente fino all'età contemporanea, tanto che le Regole cadorine, vista la loro importanza funzionale nel mantenere il legame tra uomo e ambiente montano, sono state riconosciute in forma giuridica moderna dal d.lgs. n. 1104 del 3 maggio 1948 che ne ha sancito la personalità giuridica di diritto pubblico. Attualmente le Regole attive, inquadrate come persone giuridiche di diritto privato con finalità pubbliche, sono limitate alla zona del Comelico e se ne contano 51, ufficialmente riconosciute dalla Regione del Veneto attraverso la Legge regionale 26/1996.
La Magnifica Comunità di Cadore è oggi un ente a personalità giuridica pubblica costituito dall'unione dei 22 Comuni del Cadore, tra i quali Lorenzago, con sede a Pieve di Cadore nel palazzo di sua proprietà denominato, appunto, della Magnifica Comunità. L'ente concorre a conservare l'identità culturale e le risorse ambientali e a promuovere la formazione e lo sviluppo morale ed economico delle comunità locali.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale
Soggetti produttori:
Comune di Santo Stefano di Cadore, collegato
Profili istituzionali collegati:
Regola (Area alpina), sec. XI -
Complessi archivistici prodotti:
Comunità di Santo Stefano di Cadore (fondo)
Bibliografia:
G. ZANDERIGO ROSOLO, Appunti per la storia delle Regole del Cadore nei secoli XIII-XIV, Belluno, Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, 1982
G. RICHEBUONO, Antichi Laudi delle Regole, fino alla fine del 1400, Cortina d'Ampezzo-Belluno, Tipografia Piave, 1972
G. ANDRICH, Due importanti laudi del Comelico (S. Stfeano, Casada e Chiarades), in "Nuovo Archivio Veneto", n.s., 33, 1917
Statuti della Communità di Cadore, in Venetia, 1693 (rist. anast. s.l., 1983)
Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2018/06/01, supervisione della scheda
Pavan Laura, 2014/02/04, prima redazione

