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Comune di Città di Castello

Sede: Città di Castello (Perugia)
Date di esistenza: sec. XII -

Intestazioni:
Comune di Città di Castello, Città di Castello (Perugia), 1860 -, SIUSA
Comunità di Città di Castello, Città di Castello (Perugia), sec. XII - 1860, SIUSA

Altre denominazioni:
Comunità di Città di Castello, sec. XII - 1860

Tra il IX e l’VIII secolo a. C. l’insediamento di Città di Castello, città italica di stirpe umbro sabellica e sannita, rimase quasi estraneo alla penetrazione etrusca. A partire dal VII sec. a.C. la vallata era collegata con le regioni adriatiche attraverso i valichi appenninici e con l’Etruria costiera, attraverso le direttrici di traffico che giungevano, per scopi essenzialmente commerciali, sino al centro d’Europa.
Venne federata a Roma nel III secolo a. C. con il nome di Tifernum Tiberinum. Con l’ordinamento augusteo venne inclusa nella VI Regio umbra. Fu municipio fiorente sin dalla fine del I secolo. Tifernum estendeva il suo territorio alla sinistra del Tevere, sin quasi, forse alle sorgenti dello stesso Tevere, oltreché del Savio e del Marecchia. L’economia della città era basata su agricoltura, viticoltura, allevamento, raccolta di legname, commercio, caccia e pesca. Con la riforma di Diocleziano il territorio venne incluso nella provincia “Tuscia et Umbria” sotto la diretta amministrazione romana. In questo momento si diffuse il Cristianesimo, con il primo vescovo tifernate Eubodio, cui seguì Florido, oggi Santo patrono della città. La diocesi estese la sua giurisdizione su un vastissimo territorio tra la fine del VI sec. e l’inizio del VII, anche sulle terre alla destra del Tevere, sino a Pieve Santo Stefano e Monte Coronaro, Anghiari, Pieve di Sant’Antimo. Alla fine del VI sec., faceva parte della Regio Castellorum dei bizantini. La dominazione longobarda durò sessant’anni durante i quali venne elevata a contea da re Liutprando. Successivamente la città passò ai franchi e per qualche tempo alla Chiesa, che fece nominare il marchese Arimberto del Monte quale vicario della città. La città fu ora filo guelfa, ora filo ghibellina e subì alternativamente la sovranità dei due grandi poteri, con brevi intervalli di libertà. Dopo il regno di Federico II, la città si legò a Firenze e tornò definitivamente allo Stato della Chiesa e, nel 1230, venne denominata Civitas Castelli. Raggiunse un significativo sviluppo economico tale da assegnargli una considerevole importanza nel periodo medievale e, soprattutto, durante il Rinascimento. Dopo la sottomissione a Braccio Fortebraccio (1422 - 1424), Città di Castello fu teatro di violenti scontri tra famiglie sulle quali ebbe supremazia la famiglia Vitelli. Con Vitellozzo prima e con Niccolò poi, i Vitelli raggiunsero l’egemonia assoluta. La loro signoria portò alla città non solo vantaggi politici ma anche prestigio culturale grazie al loro mecenatismo che vide impegnati in numerose commissioni artisti quali Raffaello, Luca Signorelli, Vasari, Parmigianino, Gentile da Fabriano, Rosso Fiorentino, Cristoforo Gherardi, Ghirlandaio. Nel frattempo attecchisce fortemente l’arte della stampa. Nel Cinquecento continua a essere governata dai Vitelli sebbene ormai sotto il dominio dello Stato della Chiesa, che, nel Seicento, frena gli scambi commerciali e grava il territorio di dazi e gabelle doganali. Alla fine del Settecento fu la prima città umbra ad adottare gli statuti della rivoluzione giacobina con l’ingresso delle truppe cisalpine cui seguirono i francesi e l’annessione all’Impero napoleonico. Dopo la breve parentesi della Repubblica romana, Città di Castello fu occupata dalle truppe austro aretine che ristabilirono il potere pontificio. Liberatasi dal dominio pontificio l’11 settembre 1860 aderì con il plebiscito al Regno d’Italia.

Testo tratto dal sito ufficiale del Comune di Città di Castello, alla pagina Città di Castello. Rinascimento e contemporaneità (www.cittadicastelloturismo.it/storia/cenni-storici).

Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
preunitario (sec. XII - 1860)
ente pubblico territoriale (1860 - )

Soggetti produttori:
Direzione didattica 1° circolo San Filippo di Città di Castello, collegato
Nocchi Venanzio, collegato
Pannacci Giuseppe, collegato
Ruggieri Enrico, collegato, 1935 - 1937

Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -

Per saperne di più:
Comune di Città di Castello. Cenni storici - Si tratta della pagina CittàdiCastelloTurismo realizzata all'interno del sito ufficiale del Comune.

Complessi archivistici prodotti:
Comune di Città di Castello (fondo)
Direzione didattica 1° circolo San Filippo di Città di Castello (complesso di fondi / superfondo)
Stato civile del Comune di Città di Castello (fondo)


Redazione e revisione:
Robustelli Giovanna, 2023/06/30, integrazione successiva
Santolamazza Rossella, 2023/08/17, supervisione della scheda


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