compositore
Intestazioni:
Casella, Alfredo, compositore, (Torino 1883 - Roma 1947), SIUSA
Ricevette la prima formazione musicale in famiglia, con il padre, violoncellista e insegnante al Conservatorio di musica G. Verdi di Torino, e con la madre, Maria Bordino, che lo iniziò allo studio del pianoforte. Nel 1896 si iscrisse al Conservatorio di musica di Parigi, nella classe di pianoforte e successivamente ai corsi di armonia e contrappunto per seguire poi, dal 1901, le lezioni di composizione tenute da G. Fauré. In quegli anni vinse alcuni concorsi di pianoforte, armonia, composizione. Iniziata la carriera di pianista, tenne numerosi concerti come clavicembalista e, saltuariamente, come direttore d'orchestra, attività che nel tempo si sarebbe intensificata.
Dopo il lungo periodo vissuto in Francia, tornò in Italia e nel 1915 ottenne la cattedra di pianoforte al conservatorio di Santa Cecilia di Roma, incarico che mantenne fino al '22; nel 1917 fondò (insieme con Respighi, Pizzetti, Malipiero, C. Perinello, V. Gui, V. Tommasini e altri), la Società nazionale di musica (poi denominata Società italiana di musica moderna), cui si affiancava la rivista musicale Ars nova; entrambe attive fino al 1919.
Fondò in seguito la Corporazione delle nuove musiche divenuta poi sezione italiana della Società internazionale per la musica contemporanea. C. ebbe ilmerito,fra l'altro, di introdurre l'esecuzione in molte città italiane del Pierrot Lunaire di Schoenberg e nello stesso anno di aver diretto personalmente, per la prima volta in Italia, L'Histoire du Soldat di Stravinskij.
Divenne uno dei più conosciuti pianisti della sua generazione; nel 1930, fondò il "Trio Italiano", (con Arturo Bonucci e Alberto Poltronieri) che ebbe una grandissima notorietà in tutto il mondo.
Vinse numerosi premi nell'arco della sua molteplice attività, e gli vennero conferite numerose onorificenze
Nel settembre 1930 organizzò il primo Festival internazionale di musica contemporanea a Venezia, che suscitò vivaci polemiche nella stampa di quello come degli anni successivi; nel 1937 ne assunse la presidenza.
Ricoprì ancora numerosi incarichi e diresse per alcuni anni le Settimane senesi, grazie alle quali riuscì a promuovere la conoscenza di un patrimonio musicale italiano prodotto da autori in parte dimenticati: Vivaldi; Alessandro e Domenico Scarlatti (ma anche Pietro, Francesco e Giuseppe); i musicisti veneziani dei secc. XVI-XVIII (i Gabrieli, Monteverdi, Cavalli, Torelli, Bassani, Steffani, ecc.); Pergolesi.
Nel 1942 una grave malattia lo costrinse a rinunciare al corso estivo di perfezionamento in pianoforte in programma a Siena, e ad abbandonare le consuete attività didattiche e concertistiche. Pur gravemente provato, continuò a dare lezioni di pianoforte nella sua casa, a comporre alcune opere, proseguendo nella revisione ed edizione critica di grandi musicisti del passato (Bach, Mozart, Chopin, ecc.). L'ultim apparizione in pubblico, come pianista, ebbe luogo al teatro Eliseo di Roma l'11 febbraio del 1947. La sua morte sarebbe avvenuta il 5 marzo successivo, a poche settimane di distanza.
Divenne uno dei più conosciuti pianisti della sua generazione; nel 1930, fondò il "Trio Italiano", (con Arturo Bonucci e Alberto Poltronieri) che ebbe una grandissima notorietà in tutto il mondo.
Vinse numerosi premi nell'arco della sua molteplice attività, e gli vennero conferite numerose onorificenze
Nel settembre 1930 organizzò il primo Festival internazionale di musica contemporanea a Venezia, che suscitò vivaci polemiche nella stampa di quello come degli anni successivi; nel 1937 ne assunse la presidenza.
Ricoprì ancora numerosi incarichi e diresse per alcuni anni le Settimane senesi, grazie alle quali riuscì a promuovere la conoscenza di un patrimonio musicale italiano prodotto da autori in parte dimenticati: Vivaldi; Alessandro e Domenico Scarlatti (ma anche Pietro, Francesco e Giuseppe); i musicisti veneziani dei secc. XVI-XVIII (i Gabrieli, Monteverdi, Cavalli, Torelli, Bassani, Steffani, ecc.); Pergolesi.
Nel 1942 una grave malattia lo costrinse a rinunciare al corso estivo di perfezionamento in pianoforte in programma a Siena, e ad abbandonare le consuete attività didattiche e concertistiche. Pur gravemente provato, continuò a dare lezioni di pianoforte nella sua casa, a comporre alcune opere, proseguendo nella revisione ed edizione critica di grandi musicisti del passato (Bach, Mozart, Chopin, ecc.). L'ultim apparizione in pubblico, come pianista, ebbe luogo al teatro Eliseo di Roma l'11 febbraio del 1947. La sua morte sarebbe avvenuta il 5 marzo successivo, a poche settimane di distanza.
Per saperne di più:
Fondazione Giorgio Cini onlus Istituto per la Musica
Complessi archivistici prodotti:
Casella Alfredo (fondo)
Bibliografia:
G. M. GATTI, Musicisti moderni d'Italia e di fuori, F. Bongiovanni, Bologna 1925
A.COLAIANNI, F.R. CONTI, M. DE SANTIS, L. MAZZONE, Studi di musica veneta. Archivio Alfredo Casella, Olschki, Firenze 2001
F. D'AMICO, G.M. GATTI, Alfredo Casella, Ricordi, Milano 1958
G. MORELLI, Alfredo Casella negli anni di apprendistato a Parigi, atti del convegno internazionale di studi (Venezia 13-15 maggio 1992), Olschki, Firenze 1994
M. DE SANTIS, Alfredo Casella e l'Europa, atti del convegno internazionale di studi (Siena, 7-9 giugno 2001), Olschki, Firenze 2003
Redazione e revisione:
Salmini Claudia, 2012/06/15, integrazione successiva
Volpato Maria, 2012/06/12, prima redazione

