Intestazioni:
Coceani, Bruno, politico, storico, (Monfalcone, 1893 - Trieste, 1978), SIUSA
Altre denominazioni:
Coceancig Bruno
Di idee e sentimenti irredentisti, nel maggio 1915 si arruola volontario come ufficiale nell'esercito italiano. Partecipa a numerose azioni belliche in Trentino e nel Carso, ricevendo una croce di guerra e i gradi di capitano. Dal 1920 al 1923 è presidente della sede di Trieste dell' Associazione nazionalista. Tra il 1923 e il 1924 è segretario politico del Partito fascista di Trieste. Nel 1927 è nominato podestà di Monfalcone, carica che mantiene fino al 1934, quando è eletto deputato (XXIX legislatura). Nel 1939 diviene Consigliere nazionale della Camera dei fasci e delle corporazioni, incarico che cumula a quello di presidente dell'Istituto nazionale di cultura fascista per la sezione di Trieste e di vicepresidente dell'Unione industriali della Venezia Giulia.
Dopo l'8 settembre 1943 Trieste è occupata dalle truppe tedesche e posta, insieme alla Venezia Giulia, alla provincia di Udine e alla Slovenia ex-italiana, sotto il diretto controllo del gauleiter di Carinzia Friedrich Rainer. Questi, il 23 ottobre 1943, nomina Coceani prefetto della provincia di Trieste con autorità sugli altri prefetti della regione. Da prefetto riesce a ottenere dalle autorità germaniche una limitazione delle concessioni agli slovenofoli, l'arruolamento di una guardia civica formata esclusivamente da italiani, e il permesso di costituire un reparto della Guardia di finanza operativo in tutta la provincia di Trieste. Nei confronti dell'allestimento del lager della Risiera di San Sabba, dei rastrellamenti e delle decimazioni compiute dai tedeschi Coceani ha invece un atteggiamento di acquiescenza. Nei giorni precedenti la sollevazione di Trieste contro i nazisti, Coceani cerca invano un accordo con il CLN locale per unire i partiti italiani in funzione antislava e cercare di arginare con le armi l'avanzata di Tito. Il 30 aprile 1945, all'arrivo dell'esercito jugoslavo in città, Coceani abbandona Trieste. E' contumace quando, nel 1946, viene condannato per collaborazionismo, ma nel 1947 la Corte di assise di Trieste lo scagiona da tale accusa. Tra il 1955 e il 1963 è direttore amministrativo del quotidiano economico «Il Sole». Negli ultimi anni di vita si dedica interamente agli studi storici, alla memorialistica e al giornalismo.
Soggetti produttori:
Operationszone Adriatisches Küstenland - OZAK, collegato
Redazione e revisione:
Bonsanti Marta, 2011/04/06, prima redazione

