Estremi cronologici: 1060 - 2000
Consistenza: Unità 6781: pergamene 2920, regg. 917, voll. 204, bb. 173, fascc. 2462, filze 105
Storia archivistica: La documentazione archivistica capitolare risulta piuttosto scarsa almeno fino agli anni Ottanta del XII secolo. Nel 1284 fu redatto un elenco che menziona centodieci documenti trovati “in saculis apud dominum scolasticum”; si tratta probabilmente del frutto di un’attività di ricognizione delle carte per fini eminentemente patrimoniali.
Fino all’inizio del XIV secolo si configura come un archivio “thesaurus”, in buona misura costituito da pergamene sciolte attestanti i diritti dell’istituzione. Col secondo decennio del Trecento comincia a essere prodotta, e conservata, anche documentazione in registro contenente imbreviature e, più spesso, rogiti in esteso redatti dai notai; venne dunque inaugurata la serie “Instrumenta capitularia”, che proseguirà fino al XVIII secolo.
Fra XIV e XV secolo la documentazione fu oggetto di alcune operazioni di censimento da parte di canonici e massari con lo scopo di attuare un riordino dei beni e dei diritti del Capitolo. I segni di tali operazioni si rilevano negli attergati delle pergamene; circa 550 documenti pergamenacei relativi al periodo 1309-1353, ad esempio, recano numeri progressivi attribuibili alla mano del canonico Iohannes Zeiss da Bopfingen che, all’incirca nel terzo decennio del XV secolo, intervenne nell’archivio capitolare, pur con intenti patrimoniali. L’intervento dello Zeiss risale peraltro agli anni in cui la città fu coinvolta in alcune rivolte contro l’autorità vescovile (1407-1409 e 1435-1437), in occasione delle quali una parte del materiale archivistico fu distrutto o sottratto dai depositi dei produttori.
Durante il Cinquecento si hanno due significativi interventi di sistemazione e censimento della documentazione che pare all’epoca già raggruppata in "capsae" che corrispondevano ai diversi cespiti d’entrata del Capitolo (prebende, colonelli, mensa comune ecc.). Il primo è quello attuato, fra il 1539 e il 1556, dal canonico e massaro Lucio Romolo Pincio che appose alcune brevi note di contenuto a un certo numero di pergamene, compilando altresì un urbario del Capitolo e redigendo una “tabula materiarum” per ciascun volume della serie “Instrumenta capitularia” con l’obiettivo di rimettere ordine ai diritti dell’istituzione. L’urbario è diviso in rubriche dedicate ciascuna a una ripartizione dell’amministrazione capitolare. Complementare all’opera del Pincio, ma più sistematica, fu quella del canonico e massaro Bartolomeo Bonetti, che annotò sul verso delle pergamene brevi regesti che stese anche su fascicoli, ciascuno dedicato a una partizione amministrativa del Capitolo. A corredo del lavoro di ricognizione massariale, il canonico compilò inoltre un urbario che elencava le rendite spettanti alla mensa comune e alle singole prebende. Gli interventi di Pincio e Bonetti cristallizzarono dunque, fissandolo per iscritto, un ordinamento dell’archivio che si era venuto formando gradualmente nei secoli precedenti; si tratta tuttavia di operazioni che ebbero effetti concreti anche sul piano puramente archivistico.
Per quanto concerne la collocazione fisica delle carte, almeno fino alla seconda metà del Quattrocento pare che l’archivio fosse posto nella sacrestia della cattedrale, e tale fu con ogni probabilità la sua posizione fino alla secolarizzazione del Principato a inizio Ottocento.
L’assetto cinquecentesco dell’archivio non subì significative variazioni almeno fino al Settecento. Durante la visita pastorale del vescovo Ludovico Madruzzo, nel 1579, si registrò la mancanza di armadi; contestualmente, si dispose lo spostamento della sacrestia, e con essa anche dell’archivio, nella cappella di San Biagio, ove già era depositata la “bibliotheca” capitolare. Il vescovo stabilì quindi che l’archivio venisse sistemato e non potesse essere aperto se non alla presenza di due canonici. I verbali della visita vescovile del 1596 descrivono un archivio in buono stato; in particolare, si menziona una “capsa nucis” contenente undici libri, probabilmente i primi volumi della serie “Instrumenta capitularia”.
Nel corso del Settecento toccò al canonico, poi vescovo, Francesco Felice Alberti d’Enno effettuare una nuova ricognizione delle carte. Questi produsse in tre copie (due vergate dalla mano dello stesso Alberti) il “Repertorium omnium documentorum quae in archivio cattedralis ecclesiae Tridentinae divi Vigilii custodienda asservantur ad reverendissimi Capituli commodum et ecclesiae predictae incrementum, opera ac studio Francisci Felicis comitis de Albertis canonici Tridentini, interiectis materiarum titulis”. Il repertorio Alberti, ancora oggi in uso, è costituito da 72 “Materiarum tituli” che descrivono la documentazione sciolta e i registri del Capitolo. Alcune rubriche, in particolare, si occupano degli “Instrumenta capitularia”, degli “Acta capitularia”, degli “Acta capitularia sede vacante”, dei processi, dei “libri rationum” e dei codici.
Durante le operazioni di sistemazione, la documentazione era stata temporaneamente trasferita dalla sacrestia della cattedrale alla casa del canonico Alberti, che frattanto era stato nominato archivista del Capitolo.
A inizio Ottocento la documentazione capitolare subì le stesse sorti di quella vescovile: nel luglio 1803 l’archivio fu posto sotto sequestro da Iohann von Strobl, commissario imperial-regio e rappresentante dell’imperatore Francesco II d’Austria. Nel 1807 le carte furono restituite ai canonici, ma parte dell’archivio prese la via di Innsbruck, presso il Gubernial-Archiv: si trattava, probabilmente, del 20% delle carte oltre che di un prelievo a campione da ogni partizione dell'archivio. La maggior parte dei documenti capitolari trasportati in Austria è stata restituita all’indomani della Prima guerra mondiale e oggi si trova presso l’Archivio di Stato di Trento nel fondo denominato “Capitolo del Duomo di Trento”. Nel corso della permanenza in Austria l’archivio era stato sottoposto a operazioni di ricognizione che evidenziarono l’assenza di alcuni registri capitolari (definiti “Kurrentakten”) che si trovavano presso l’abitazione del decano, all’epoca Sigismondo Manci, nipote di Alberti. Si trattava probabilmente di registri che, alla conclusione delle operazioni di riordino dell’archivio, Alberti non aveva restituito.
Nei primi due decenni del XIX secolo i documenti del Principato vescovile e del Capitolo furono trasferiti a Innsbruck e a Monaco di Baviera. Sebbene buona parte della documentazione sia stata restituita, alcuni pezzi provenienti in origine dall’archivio capitolare rimasero a Innsbruck e oggi sono conservati al Landesarchiv.
Va inoltre ricordato che in concomitanza con le vicende e i disordini di inizio Ottocento, l’archivio capitolare (e vescovile) fu oggetto di saccheggi e parte del materiale confluì nel mercato antiquario. Alcuni documenti sono stati recuperati e oggi si trovano presso la Biblioteca comunale di Trento; altri, in buona parte pergamene, sono conservati a Innsbruck presso il Landesmuseum Ferdinandeum.
Nel corso del XIX secolo l’archivio fu collocato in un locale posto al terzo piano del Castelletto, annesso alla cattedrale, in condizioni piuttosto precarie almeno fino all’inizio del Novecento.
Nel 1943 la documentazione fu posta presso il Seminario minore ove il sacerdote e professore del seminario Vigilio Zanolini creò ex novo alcune "capsae" (fra cui la c. Testamenti). Nel corso della Seconda guerra mondiale le carte furono spostate di nuovo in cattedrale, sotto il coro, e di seguito ancora nel Castelletto. All’epoca i documenti erano contenuti in tre grandi librerie in noce munite di vetrine atte a ospitare le "capsae" delle pergamene e circa 300 “volumi manoscritti e stampati”.
Nel 1967, dopo la morte di Zanolini, l’archivio fu affidato a don Giuseppe Abram che non modificò l’ordinamento, e che ne mantenne la custodia fino alla morte nel 1974. In seguito passò al sacerdote Giuseppe Zanol, fino al 1980, allorquando il complesso documentario fu unito all’Archivio di curia e affidato a don Livio Sparapani.
Pochi mesi dopo la documentazione capitolare fu staccata da quella prodotta dalla curia diocesana e trasferita nelle case del Capitolo in piazza d’Arogno 9; direttore dell’Archivio capitolare fu don Ivo Leonardi, il quale compilò uno schedario cronologico delle pergamene registrando sul verso di ciascuna l’anno di redazione del documento e il numero della "capsa! di provenienza. Le pergamene furono quindi suddivise, entro ciascuna "capsa" di pertinenza, sulla base della loro lunghezza, raggruppandole in mazzi di “corte”, “medie”, “lunghe” e in buste di “distese”. Negli anni Novanta si è proceduto inoltre alla ricognizione di alcune "capsae": in occasione di tali operazioni ciascun documento è stato posto in buste bianche corredate da brevi regesti.
Nel 1996 l’Archivio del Capitolo è stato unito all’Archivio diocesano tridentino, nato tre anni prima e sotto la direzione di don Livio Sparapani, e depositato nei locali del seminterrato di Palazzo Ceschi, in piazza Fiera. Insieme all'Archivio del Capitolo e alla sua Biblioteca si trova anche l'Archivio della Prepositura, dignità capitolare istituita nel 1425 dal vescovo Alessandro di Masovia.
In seguito alla costruzione del nuovo polo culturale “Vigilianum” nel dicembre del 2015, la documentazione dell’archivio diocesano, e con essa quella capitolare, è stata trasferita in via Endrici 14.
I dati per la redazione della presente scheda sono stati rilevati in occasione del progetto realizzato nel 2020, in collaborazione tra l'Istituto Centrale per gli Archivi - ICAR e la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, volto a promuovere iniziative e strumenti che valorizzino l’attività di censimento e ricerca condotta in archivi pubblici e privati italiani e stranieri, al fine di reperire la corrispondenza da includere nell’Edizione nazionale dell’Epistolario di Alcide De Gasperi (qui presente con circa cinque lettere).
Per quanto concerne la collocazione fisica delle carte, almeno fino alla seconda metà del Quattrocento pare che l’archivio fosse posto nella sacrestia della cattedrale, e tale fu con ogni probabilità la sua posizione fino alla secolarizzazione del Principato a inizio Ottocento.
L’assetto cinquecentesco dell’archivio non subì significative variazioni almeno fino al Settecento. Durante la visita pastorale del vescovo Ludovico Madruzzo, nel 1579, si registrò la mancanza di armadi; contestualmente, si dispose lo spostamento della sacrestia, e con essa anche dell’archivio, nella cappella di San Biagio, ove già era depositata la “bibliotheca” capitolare. Il vescovo stabilì quindi che l’archivio venisse sistemato e non potesse essere aperto se non alla presenza di due canonici. I verbali della visita vescovile del 1596 descrivono un archivio in buono stato; in particolare, si menziona una “capsa nucis” contenente undici libri, probabilmente i primi volumi della serie “Instrumenta capitularia”.
Nel corso del Settecento toccò al canonico, poi vescovo, Francesco Felice Alberti d’Enno effettuare una nuova ricognizione delle carte. Questi produsse in tre copie (due vergate dalla mano dello stesso Alberti) il “Repertorium omnium documentorum quae in archivio cattedralis ecclesiae Tridentinae divi Vigilii custodienda asservantur ad reverendissimi Capituli commodum et ecclesiae predictae incrementum, opera ac studio Francisci Felicis comitis de Albertis canonici Tridentini, interiectis materiarum titulis”. Il repertorio Alberti, ancora oggi in uso, è costituito da 72 “Materiarum tituli” che descrivono la documentazione sciolta e i registri del Capitolo. Alcune rubriche, in particolare, si occupano degli “Instrumenta capitularia”, degli “Acta capitularia”, degli “Acta capitularia sede vacante”, dei processi, dei “libri rationum” e dei codici.
Durante le operazioni di sistemazione, la documentazione era stata temporaneamente trasferita dalla sacrestia della cattedrale alla casa del canonico Alberti, che frattanto era stato nominato archivista del Capitolo.
A inizio Ottocento la documentazione capitolare subì le stesse sorti di quella vescovile: nel luglio 1803 l’archivio fu posto sotto sequestro da Iohann von Strobl, commissario imperial-regio e rappresentante dell’imperatore Francesco II d’Austria. Nel 1807 le carte furono restituite ai canonici, ma parte dell’archivio prese la via di Innsbruck, presso il Gubernial-Archiv: si trattava, probabilmente, del 20% delle carte oltre che di un prelievo a campione da ogni partizione dell'archivio. La maggior parte dei documenti capitolari trasportati in Austria è stata restituita all’indomani della Prima guerra mondiale e oggi si trova presso l’Archivio di Stato di Trento nel fondo denominato “Capitolo del Duomo di Trento”. Nel corso della permanenza in Austria l’archivio era stato sottoposto a operazioni di ricognizione che evidenziarono l’assenza di alcuni registri capitolari (definiti “Kurrentakten”) che si trovavano presso l’abitazione del decano, all’epoca Sigismondo Manci, nipote di Alberti. Si trattava probabilmente di registri che, alla conclusione delle operazioni di riordino dell’archivio, Alberti non aveva restituito.
Nei primi due decenni del XIX secolo i documenti del Principato vescovile e del Capitolo furono trasferiti a Innsbruck e a Monaco di Baviera. Sebbene buona parte della documentazione sia stata restituita, alcuni pezzi provenienti in origine dall’archivio capitolare rimasero a Innsbruck e oggi sono conservati al Landesarchiv.
Va inoltre ricordato che in concomitanza con le vicende e i disordini di inizio Ottocento, l’archivio capitolare (e vescovile) fu oggetto di saccheggi e parte del materiale confluì nel mercato antiquario. Alcuni documenti sono stati recuperati e oggi si trovano presso la Biblioteca comunale di Trento; altri, in buona parte pergamene, sono conservati a Innsbruck presso il Landesmuseum Ferdinandeum.
Nel corso del XIX secolo l’archivio fu collocato in un locale posto al terzo piano del Castelletto, annesso alla cattedrale, in condizioni piuttosto precarie almeno fino all’inizio del Novecento.
Nel 1943 la documentazione fu posta presso il Seminario minore ove il sacerdote e professore del seminario Vigilio Zanolini creò ex novo alcune "capsae" (fra cui la c. Testamenti). Nel corso della Seconda guerra mondiale le carte furono spostate di nuovo in cattedrale, sotto il coro, e di seguito ancora nel Castelletto. All’epoca i documenti erano contenuti in tre grandi librerie in noce munite di vetrine atte a ospitare le "capsae" delle pergamene e circa 300 “volumi manoscritti e stampati”.
Nel 1967, dopo la morte di Zanolini, l’archivio fu affidato a don Giuseppe Abram che non modificò l’ordinamento, e che ne mantenne la custodia fino alla morte nel 1974. In seguito passò al sacerdote Giuseppe Zanol, fino al 1980, allorquando il complesso documentario fu unito all’Archivio di curia e affidato a don Livio Sparapani.
Pochi mesi dopo la documentazione capitolare fu staccata da quella prodotta dalla curia diocesana e trasferita nelle case del Capitolo in piazza d’Arogno 9; direttore dell’Archivio capitolare fu don Ivo Leonardi, il quale compilò uno schedario cronologico delle pergamene registrando sul verso di ciascuna l’anno di redazione del documento e il numero della "capsa! di provenienza. Le pergamene furono quindi suddivise, entro ciascuna "capsa" di pertinenza, sulla base della loro lunghezza, raggruppandole in mazzi di “corte”, “medie”, “lunghe” e in buste di “distese”. Negli anni Novanta si è proceduto inoltre alla ricognizione di alcune "capsae": in occasione di tali operazioni ciascun documento è stato posto in buste bianche corredate da brevi regesti.
Nel 1996 l’Archivio del Capitolo è stato unito all’Archivio diocesano tridentino, nato tre anni prima e sotto la direzione di don Livio Sparapani, e depositato nei locali del seminterrato di Palazzo Ceschi, in piazza Fiera. Insieme all'Archivio del Capitolo e alla sua Biblioteca si trova anche l'Archivio della Prepositura, dignità capitolare istituita nel 1425 dal vescovo Alessandro di Masovia.
In seguito alla costruzione del nuovo polo culturale “Vigilianum” nel dicembre del 2015, la documentazione dell’archivio diocesano, e con essa quella capitolare, è stata trasferita in via Endrici 14.
I dati per la redazione della presente scheda sono stati rilevati in occasione del progetto realizzato nel 2020, in collaborazione tra l'Istituto Centrale per gli Archivi - ICAR e la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, volto a promuovere iniziative e strumenti che valorizzino l’attività di censimento e ricerca condotta in archivi pubblici e privati italiani e stranieri, al fine di reperire la corrispondenza da includere nell’Edizione nazionale dell’Epistolario di Alcide De Gasperi (qui presente con circa cinque lettere).
Descrizione: Il fondo si articola nelle seguenti serie:
- Pergamene Capitolo (1060-1773), unità 2603
- Indici e repertori (1746-1934), regg. 34
- Statuti, (1336 [in copia]-1994), regg. 6
- Protocolli degli esibiti (1826-1963), regg. 24
- Atti degli esibiti (1603-1894), reg. 1, bb. 8
- Instrumenta capitularia (1323-1764), voll. 102
- Acta capitularia (1564-1945), voll. 32, fascc. 95, filze 76, bb. 30
- Acta capitularia sede vacante (1660-1824), fasc. 1, filze 6, regg. 7
- Urbari (1531-1973), regg. 33
- Amministrazione (1727-1984), bb. 14, regg. 174
- Resoconti e quietanze (1777-1917), regg. 116, fascc. 64, filze 6
- Dieta di Innsbruck (1718-1778), voll. 70, bb. 3
- Cause civili e criminali (1353-1795), fascc. 1044
- Benefici (1884-1974), regg. 35
- Benefici corali (1507 [copia]-1933), fascc. 66, bb. 4
- Massa degli anniversari (1530 [copia]-1944), fascc. 8, bb. 11
- Diari delle messe (1725-1988), regg. 94
- Carteggio (1703-1989), bb. 73, fascc. 264
- Varia (1238-1974), fascc. 118, regg. 261, bb. 7, filze 7
- Prepositura (1414 [copia]-1867), regg. 97, fascc. 30, bb. 18
- Pergamene Prepositura (1154-1773), unità 371
- Confraternità del SS. Sacramento (1693-1946), regg. 35, bb. 5
Ordinamento: Nel corso dei lavori per l'inventariazione del fondo si sono descritte le serie fino al livello delle unità, mantenendo, in buona parte l'ordinamento preesistente.
Strumenti di ricerca:
Judith Boschi, Emanuele Curzel, Novella Forner, Michela Tamanini, Barbara Tomasi, Capitolo della cattedrale di San Vigilio di Trento. Inventario
Katia Pizzini, Archivio diocesano tridentino. Guida
Siti web:
Edizione Nazionale Epistolario Alcide De Gasperi - Nel portale viene pubblicata la corrispondenza di e a Alcide De Gasperi censita nel presente complesso archivistico; ciascuna immagine è affiancata da informazioni di contesto, abstract e relativa trascrizione.
Strumenti di ricerca interni al fondo: - Repertorio di Francesco Felice Alberti d'Enno: “Repertorium omnium documentorum quae in archivio cattedralis ecclesiae Tridentinae divi Vigilii custodienda asservantur ad reverendissimi Capituli commodum et ecclesiae predictae incrementum, opera ac studio Francisci Felicis comitis de Albertis canonici Tridentini, interiectis materiarum titulis”, in due versioni del 1746 e del 1748 depositate presso l'Archivio capitolare all'Archivio diocesano tridentino.
Documentazione collegata:
Capitolo del Duomo di Trento, Unità 1409 relative agli anni 1182-1808 (con documenti in copia dal 1027). La descrizione del fondo e la schedatura della documentazione è stata effettuata da Marco Stenico. Conservata presso: Archivio di Stato di Trento
La documentazione è stata prodotta da:
Capitolo della cattedrale di San Vigilio di Trento
La documentazione è conservata da:
Archivio diocesano tridentino
Bibliografia:
S. MALFATTI, Instrumenta capitularia. Notariato e nascita delle serie documentarie negli archivi dei capitoli cattedrali dell’Italia settentrionale fra XIII e XIV secolo, in «Reti Medievali. Rivista», 21, 2020, 1, 145-181
B. TOMASI, L'archivio del Capitolo della cattedrale di Trento: produzione e conservazione documentaria (secoli XIII-XX). Con un'edizione delle più antiche pergamene (1147-1250), tesi di dottorato di ricerca (XXV ciclo), Università degli Studi di Trento, a.a. 2011-2012.
E. CURZEL, Il capitolo della cattedrale di Trento, in Dom- und Kollegiatstifte in der Region Tirol - Südtirol - Trentino in Mittelalter und Neuzeit. Collegialità ecclesiastica nella regione trentino-tirolese dal medioevo all’età moderna, a cura di H. OBERMAIR - K. BRANDSTÄTTER - E. CURZEL, Innsbruck, Universitätsverlag Wagner, 2006, 169-170
I documenti del Capitolo della cattedrale di Trento: regesti 1147-1303, a cura di E. CURZEL, Trento, Società di Studi trentini di scienze storiche, 2000
Guida generale dell'Archivio capitolare di Trento, in Guida degli Archivi capitolari d'Italia, I, Città del Vaticano, Libreria editrice Vaticana, 2000, 309-314
E. CURZEL, Per la storia del capitolo della cattedrale di Trento nel Trecento e nel Quattrocento: la serie degli instrumenta capitularia, in «Studi trentini di scienze storiche. Sezione prima», 71, 1992, 2, 223-259
Redazione e revisione:
Malfatti Stefano, 2020/10/08, prima redazione
Santolamazza Rossella, SIUSA nazionale, 2020/10/26, supervisione della scheda
Modalità di consultazione:
Secondo gli orari di apertura dell'Archivio.

