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Cecchi De Rossi, famiglia

fondo

Estremi cronologici: 1203 - 1964

Note alla datazione: Le date più antiche, del 1203, 1223, 1314, 1366, 1398, riguardano atti in pergamena della famiglia Cecchi, la documentazione cartacea inizia con il XV secolo.

Consistenza: Unità 310: fra registri, pacchi e buste

Storia archivistica: La documentazione è stata raccolta dalla famiglia Cecchi, nel corso della sua attività e con il successivo apporto delle carte De Rossi, negli ambienti della Villa Guardatoia, loro residenza situata nei pressi di Pescia. Nell’anno 2018, dopo la redazione del primo elenco dei documenti, che ne fotografa la presenza all’interno dell’edificio, ne è stato notificato il notevole interesse storico da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana. I documenti sono stati trasferiti successivamente in deposito presso la Sezione di Pescia dell’Archivio di Stato di Pistoia.

Descrizione: Gran parte della documentazione è relativa alla famiglia Cecchi, con un nucleo di 36 pergamene di contratti, testamenti, nomine e diplomi dal 1203 al 1833. Sono presenti inoltre atti patrimoniali relativi all’acquisto e alla gestione dei beni Cecchi, in special modo la Villa Guardaiola con la fattoria di Marzalla (Pescia), la Villa del Botteghino e le proprietà di Campigliano (Uzzano); numerosi atti di cause e processi dei vari membri della famiglia con privati ed enti ecclesiastici, carte private, corrispondenze, raccolte genealogiche e ricordi. La gran quantità di documenti relativi a benefici ecclesiastici presente in archivio si giustifica con gli incarichi anche molto prestigiosi dei Cecchi a Pescia (dalla pievani alla prepositura del 1519 al vescovado del 1727) e altrove. Fra i documenti personali, sono presenti quelli dell’ingegnere Lorenzo che si occupò di miniere, strade e ferrovie e delle Terme di Montecatini. Non mancano libri di ricordi familiari, onorificenze e processi di nobiltà.
Circa 50 unità archivistiche (il 15% del totale) riguardano invece la famiglia De Rossi, il suo patrimonio nella città di Pistoia e nei dintorni, in special modo il palazzo De Rossi e la Fattoria di Candeglia, e i membri della famiglia, fra cui Giovan Battista, gonfaloniere di Pistoia alla metà dell’Ottocento, la coppia Giulio e Maddalena Pazzi, il fratello e cognato Francesco, che impiantò il giardino nella Villa di Collegigliato, per arrivare a Beatrice, Tecla e Maddalena.

Informazioni sulla numerazione: La numerazione di corda, da 1 a 310, è stata conferita alle unità dell’archivio durante la stesura dell’elenco di consistenza.

Strumenti di ricerca:
Chiara Benzoni, Claudia Borgia, Alida Caramagno, Luca Faldi, Archivio Cecchi de Rossi

Documentazione collegata:
Carte Cecchi, (18 buste dal 1601 al 1773). Conservata presso: in Archivio di Stato di Pistoia, sezione di Pescia
Conceria Cecchi di Pescia, (239 unità archivistiche dal 1926 al 1991). Conservata presso: Archivio di Stato di Pistoia, sezione di Pescia

La documentazione è stata prodotta da:
Cecchi De Rossi

La documentazione è conservata da:
Archivio di Stato di Pistoia. Sezione di Pescia


Bibliografia:
Andrea Ottanelli, “Le Ville Sbertoli. Da residenza signorili a casa di salute e ospedale neuropschiatrico provinciale”, in “Le dimore di Pistoia e della Valdinievole. L’arte dell’abitare tra ville e residenze urbane”, Firenze Alinea 2004 (vi viene citato per la prima volta l’archivio)

Redazione e revisione:
Borgia Claudia, 2020/10/02, supervisione della scheda
Morotti Laura, 2020/09, revisione
Romanelli Rita, 2020/06, prima redazione


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