Date di esistenza: 1960 - 2000
Intestazioni:
Bruno Piattelli spa, Roma, 1960 -, SIUSA
Bruno Piattelli nasce a Roma nel 1927, erede di una storica famiglia di origini romane fortemente legata all'Urbe, che muove i primi passi nella prima metà del XIX secolo. Nel rione Campo Marzio, luogo di commerci e di artisti, nasce nel 1850 la prima "bottega", il primo punto vendita ad opera del bisnonno, Alberto, in cui si vendeva un po' di tutto, dalla merceria alla camiceria.
Nel 1900 la bottega è trasferita nella via di San Silvestro, gestita dal nonno di Bruno, Pacifico. Nel 1926 nasce un nuovo punto vendita in Via Nazionale ad opera di Cesare Piattelli (padre di Bruno), diventando "fornitore ufficiale" della Casa Reale, del Corpo Diplomatico e dei funzionari della Banca d'Italia (ubicata di fronte al negozio): iniziava l'era del vestire all'italiana. Nel 1936-37, a causa della demolizione del palazzo in cui era situato, il negozio è trasferito nel Palazzo Marignoli di Via delle Convertite 19, gestito dallo zio Bruno: è il primo negozio di Roma a proporre gli "slip" da uomo (prodotti da un'azienda veneta).
Nel 1959 il fratello di Bruno, Renzo, apre l'atelier per donna in Via Condotti. Nel 1960 Bruno, dopo gli studi di diritto portati avanti congiuntamente all'attività stilistica, inaugura in Via del Corso 184 l'Atelier di Alta Moda. Nasce la "Bruno Piattelli Spa" e il marchio "Bruno Piattelli". Comincia quindi a puntare sullo stilismo per le grandi industrie: ne nascono i contratti con Ellesse, Lebole, Lanerossi, SanRemo, D'Avenza, Petronius, Chador-Lewis-Tricot, Contir, Alexander Cashmere, Bresciani.
Nel 1967 partecipa con una sfilata di sue creazioni agli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento. Nel 1969 aprono i primi "Piattelli" Corner nei grandi magazzini "Barney's" (accordo con Fred Pressman siglato da una stretta di mano) a New York, "Louis" a Boston, "The Excutive" a Johannesburg e "Takashimaya" a Tokyo; i prodotti Piattelli vengono distribuiti in Europa, Benelux, Francia, Germania e Inghilterra. In collaborazione con Missoni, Piattelli riesce a fare aprire a bordo degli aerei dell'Alitalia punti vendita di manufatti made in Italy, "Boutique Alitalia"; in cambio, l'Alitalia diventa il motore ufficiale dell'Alta Moda italiana. Negli anni '70 partecipa alla manifestazione "Mare Moda Capri" e nel 1972 interviene con gli altri protagonisti della moda maschile romana (Datti, Litrico, Brioni, Palazzi, Testa) alla I Edizione di Pitti Uomo.
Lavora anche per il teatro e il cinema, intessendo una stretta relazione con il mondo del cinema e con attori come Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi. E' il creatore degli abiti di Marcello Mastroianni in "Casanova '70" (1965) di Mario Monicelli, "La decima vittima" (1965) di Elio Petri, "Lo straniero " (1967) di Luchino Visconti, "Amanti" (1968) di Vittorio De Sica, "La città delle donne" (1980) di Federico Fellini, "Oci ciornie" (1987) di Nikita Michalkov; degli abiti di Ugo Tognazzi in "La tragedia di un uomo ridicolo" (1981) di Bernando Bertolucci. Tra i clienti famosi si annoverano: Leonard Bernstein, i Presidenti della Repubblica Giovanni Gronchi, Francesco Cossiga e Sandro Pertini; molti anche i suoi clienti stranieri come John Huston, Michael Caine e Orson Wells.
Negli anni '70 firma anche una linea di biancheria per la casa e di tessuti per l'arredamento. Accanto alla moda e allo spettacolo, Piattelli si interessa d'arte e di "grafica", dirigendo una galleria d'arte e creando cataloghi e inviti. Firma il look degli Azzurri nei Giochi della XIX e XXVI Olimpiade che si sono svolti rispettivamente nel 1968 a Mexico City e nel 1996 ad Atlanta. Nel 1998 disegna le maglie degli astronauti della spedizione STS-90 Neurolab della NASA.
Tra le innovazioni di Piattelli si ricorda la prima giacca destrutturata e la cravatta double face (brevetto, 1960). Ha partecipato a manifestazioni con Laura Biagiotti, Renato Balestra e Roberto Capucci, con cui ha anche condiviso un defilé in Sud Africa, a Johannesburg e Cape Town. È stato stilista anche di moda femminile; tra le attrici ha vestito Virna Lisi, Mireille Darc e Gina Lollobrigida. Sono conservati modelli firmati Piattelli sia nel Metropolitan Museum di New York sia nel Victoria & Albert Museum di Londra. Dal 1994 al 2000 si trasferisce a Palazzo Torlonia e nel 2000 la ditta cessa l'attività.
Nel 1967 partecipa con una sfilata di sue creazioni agli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento. Nel 1969 aprono i primi "Piattelli" Corner nei grandi magazzini "Barney's" (accordo con Fred Pressman siglato da una stretta di mano) a New York, "Louis" a Boston, "The Excutive" a Johannesburg e "Takashimaya" a Tokyo; i prodotti Piattelli vengono distribuiti in Europa, Benelux, Francia, Germania e Inghilterra. In collaborazione con Missoni, Piattelli riesce a fare aprire a bordo degli aerei dell'Alitalia punti vendita di manufatti made in Italy, "Boutique Alitalia"; in cambio, l'Alitalia diventa il motore ufficiale dell'Alta Moda italiana. Negli anni '70 partecipa alla manifestazione "Mare Moda Capri" e nel 1972 interviene con gli altri protagonisti della moda maschile romana (Datti, Litrico, Brioni, Palazzi, Testa) alla I Edizione di Pitti Uomo.
Lavora anche per il teatro e il cinema, intessendo una stretta relazione con il mondo del cinema e con attori come Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi. E' il creatore degli abiti di Marcello Mastroianni in "Casanova '70" (1965) di Mario Monicelli, "La decima vittima" (1965) di Elio Petri, "Lo straniero " (1967) di Luchino Visconti, "Amanti" (1968) di Vittorio De Sica, "La città delle donne" (1980) di Federico Fellini, "Oci ciornie" (1987) di Nikita Michalkov; degli abiti di Ugo Tognazzi in "La tragedia di un uomo ridicolo" (1981) di Bernando Bertolucci. Tra i clienti famosi si annoverano: Leonard Bernstein, i Presidenti della Repubblica Giovanni Gronchi, Francesco Cossiga e Sandro Pertini; molti anche i suoi clienti stranieri come John Huston, Michael Caine e Orson Wells.
Negli anni '70 firma anche una linea di biancheria per la casa e di tessuti per l'arredamento. Accanto alla moda e allo spettacolo, Piattelli si interessa d'arte e di "grafica", dirigendo una galleria d'arte e creando cataloghi e inviti. Firma il look degli Azzurri nei Giochi della XIX e XXVI Olimpiade che si sono svolti rispettivamente nel 1968 a Mexico City e nel 1996 ad Atlanta. Nel 1998 disegna le maglie degli astronauti della spedizione STS-90 Neurolab della NASA.
Tra le innovazioni di Piattelli si ricorda la prima giacca destrutturata e la cravatta double face (brevetto, 1960). Ha partecipato a manifestazioni con Laura Biagiotti, Renato Balestra e Roberto Capucci, con cui ha anche condiviso un defilé in Sud Africa, a Johannesburg e Cape Town. È stato stilista anche di moda femminile; tra le attrici ha vestito Virna Lisi, Mireille Darc e Gina Lollobrigida. Sono conservati modelli firmati Piattelli sia nel Metropolitan Museum di New York sia nel Victoria & Albert Museum di Londra. Dal 1994 al 2000 si trasferisce a Palazzo Torlonia e nel 2000 la ditta cessa l'attività.
Condizione giuridica:
privato
Tipologia del soggetto produttore:
ente economico/impresa (1960 - )
Complessi archivistici prodotti:
Bruno Piattelli spa (fondo)
Bruno Piattelli spa (1963 - 2000) (fondo)
Bibliografia:
A. Mulassano - A. Castaldi, I mass-moda. Fatti e personaggi dell'Italian look, Firenze, G. Spinelli & C., 1979
M. Garofoli - B. Giordani Aragno, Le fibre intelligenti: un secolo di storia e cinquant'anni di moda, Milano, Electa Mondadori, 1992, 8.
A. Zito, Moda italiana. I protagonisti: ritratti di grandi firme, Roma, Il Ventaglio, 1993
A. Folio, Il marketing della moda. Politiche e strategie di fashion marketing, Milano, Franco Angeli, 2007, 54.
Redazione e revisione:
Trivisano Maria Natalina, prima redazione

