Torino 1898 set. 19 - Roma 1988 giu. 11
Eletto alla Costituente divenendone presidente, 1946 giu. 2 - 1947 gen.
Senatore a vita, nel 1975 assunse la presidenza del PSDI e la segreteria fino alla nomina a quest'ultima carica dell'on. Romita, nelle successive legislature fu membro delle Commissioni interni, affari esteri e giustizia, 1971 dic. 29 -
Ministro senza portafoglio nel gabinetto Bonomi, 1944 -
Membro del PSU di Turati e Matteotti, 1922 -
Presidente della Repubblica, 1964 dic. 28 - 1971 dic. 29
Deputato eletto al Parlamento Italiano, 1948 - 1963
Ambasciatore a Parigi, 1945 - 1946
Vicepresidente del Consiglio nei ministeri presieduti da Mario Scelba e Antonio Segni, 1954 - 1957
Presidente della Commissione esteri della Camera dei Deputati, 1963 giu. -
Vicepresidente del Consiglio nel IV e V gabinetto De Gasperi, 1947 - 1949
Presidente del PSDI e Segretario fino alla nomina dell'on. Romita, 1975 -
Ministro degli Affari Esteri dei governi di centrosinistra Moro I e Moro II, 1963 - 1964 dic. 28
Fondatore del PSLI, poi PSDI, di cui diviene Segretario, 1947 -
Ministro della Marina Mercantile nel V governo De Gasperi, 1947 - 1949
Uomo politico, Presidente della Repubblica
Intestazioni:
Saragat, Giuseppe, antifascista, politico, parlamentare, senatore, ministro, presidente della Repubblica, (Torino 1898 - Roma 1988), SIUSA
G.S. nacque a Torino il 19 settembre 1898 da una famiglia di origine sarda appartenente alla media borghesia. Laureato in Economia e commercio all'Università di Torino, entrò nell'Ufficio studi della Banca commerciale italiana. Volontario nella Prima guerra mondiale divenne ufficiale di artiglieria. Nel 1922 entrò nel PSU di Turati e Matteotti e nel 1925 trovò posto nella direzione del partito, scrisse per «La Giustizia» e per «Quarto Stato». Già nel 1926 G.S., a causa delle persecuzioni fasciste, fu costretto ad espatriare, prima in Austria e poi in Francia dove collaborò con i massimi esponenti dell'antifascismo in esilio. Nel periodo dei fronti popolari (1934-1938) approvò il patto d'unità d'azione fra socialisti e comunisti, che sostenne anche durante la guerra e la Resistenza. Dopo la caduta del fascismo G.S., nell'agosto del 1943, rientrò a Roma e si adoperò alla rifondazione del Partito socialista. Nel novembre dello stesso anno fu arrestato dai tedeschi, rinchiuso a Regina Coeli riuscì a fuggire. G.S. riprese l'attività clandestina nelle file del PSIUP, che lo elesse membro dell'esecutivo. Dopo la liberazione di Roma, G.S. iniziò la sua attività di governo, nel 1944 fu nominato ministro senza portafoglio nel gabinetto Bonomi. Nel 1945-1946 fu ambasciatore a Parigi ed intervenne alla Conferenza per la pace. Il 2 giugno 1946 fu eletto alla Costituente divenendone presidente, carica che lasciò nel gennaio 1947 quando uscì dal PSI per fondare il PSLI, poi PSDI. Segretario del nuovo partito per molti anni, lo allineò alle posizioni dell'Internazionale Socialista. Fu vicepresidente del Consiglio nel IV e V gabinetto De Gasperi (1947-1949) e nei ministeri presieduti da Mario Scelba e Antonio Segni (1954-1957). Nel V governo De Gasperi fu anche ministro della Marina mercantile. Fu eletto deputato in tutte le legislature dal 1948 al 1963. Nel giugno del 1963 divenne presidente della Commissione esteri della Camera dei deputati. Dal 1963 G.S. fu ministro degli Affari esteri dei governi di centrosinistra Moro I e Moro II, fino al 28 dicembre del 1964 quando, al ventunesimo scrutinio, divenne presidente della Repubblica. Terminato il settennato presidenziale, senatore a vita dal 29 dicembre 1971, continuò la sua militanza politica: nel 1975 assunse la presidenza del PSDI e la segreteria fino alla nomina a quest'ultima carica dell'on. Romita, nelle successive legislature fu membro delle Commissioni interni, affari esteri e giustizia. Morì a Roma l'11 giugno 1988.
Complessi archivistici prodotti:
Saragat Giuseppe (fondo)
Bibliografia:
Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, Milano, La Pietra, 1968-1989, Vol. V, sub voce
U. Indrio, "La presidenza Saragat", Milano, Mondadori, 1971
Dizionario biografico del movimento operaio italiano (1848-1943), a cura di F. ANDREUCCI e T. DETTI, Roma, Editori Riuniti, 1973-1975, Sub voce
"Il Parlamento italiano", Milano, Nuova CEI, 1988 -, vol. XV, pp. 405-432
M. Ferri, "Giuseppe Saragat: l'uomo, il socialista, lo statista", in "Giuseppe Saragat: 1898-1988. Atti del convegno organizzato dalle Fondazioni Brodolini, Matteotti, Modigliani, Nenni, Turati (Roma, 11-12 novembre 1998)", Manduria, Lacaita, 1999, 13-37
F. Fornaro, "Giuseppe Saragat", Venezia, Marsilio, 2003
M. Donno, "Socialisti democratici. Giuseppe Saragat e il Psli, 1945-1952", Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009.
Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, 2007/07/10, revisione
Porciatti Gianna, prima redazione

