Attrice
Intestazioni:
Proclemer, Anna, attrice, (Trento 1923 - Roma 2013), SIUSA
Figlia di un ingegnere trentino, a Roma all'inizio degli anni Quaranta - dopo una adolescenza agitata da letture, sogni e malinconie - chiarisce la sua vocazione di artista facendo le prime esperienze nel teatro universitario. Si fa notare - siamo nel 1942 - nella rappresentazione di "Minnie la candida" di Bontempelli, per la regia di Ruggero Jacobbi. Sulla scia di questo primo successo coglie l'opportunità di entrare a far parte della compagnia di Anton Giulio Bragaglia: la stagione 1942-43 passata con il maestro romano rimane, per ammissione dell'attrice, una delle esperienze più formative della sua carriera. Nel 1945, è a Catania per girare "Malìa" con una troupe cinematografica. Qui incontra di nuovo Vitaliano Brancati, che aveva conosciuto negli anni del teatro universitario e di cui aveva portato in scena alcuni testi. Lo scrittore siciliano aveva già dichiarato in precedenza il suo amore alla giovane attrice (per l'epistolario scambiato dai due si faccia riferimento a "Lettere da un matrimonio", Milano, Rizzoli, 1978, poi Firenze, Giunti, 1995), ma la coppia si formerà stabilmente solo da questo momento sposandosi l'anno successivo, nel luglio 1946. Nel maggio 1947 nasce Antonia, la loro figlia. In questo anno l'attrice accantona qualsiasi progetto teatrale e si dedica esclusivamente al lavoro di doppiaggio in studio. Nell'autunno 1947 riprende a calcare le scene e la passione per la vita teatrale si scontra con la solitudine, il malumore, l'infelicità del marito. Tra le varie interpretazioni recita nel 1948 nel "Gabbiano" di Čechov al Piccolo Teatro di Milano per la regia di Giorgio Strehler e viene scritturata da Orazio Costa (un incontro, quello con il regista, professionalmente determinante), che la dirige nella "Mirra" di Vittorio Alfieri (Silvio D'Amico scrive in questa occasione una celebre recensione in cui cesella Anna Proclemer come una "ideale interprete di altissima nobiltà e di soffocato tormento", una definizione che ha lasciato il segno). Nel 1953 è tra gli interpreti di "Viaggio in Italia" di Roberto Rossellini, con la sceneggiatura di Brancati (la sua filmografia, nonostante avesse esordito giovanissima nel cinema dei "telefoni bianchi", rimane peraltro stranamente povera di titoli in cartellone). Brancati, da cui si è ormai separata, muore nel 1954, Anna Proclemer lo assiste fino agli ultimi giorni passati in una clinica torinese.
Tra il 1952 e il 1955 sono gli anni della compagnia Teatro d'arte italiano, di Vittorio Gassman e Luigi Squarzina, tra i titoli in repertorio vale la pena segnalare due messe in scena dell'"Amleto", in cui l'attrice interpreta prima Ofelia e poi Gertrude. L'estate 1955 è in tournée in sud America, con una compagnia formidabile a cui, insieme a nomi già affermati come il suo (insieme a, tra gli altri, Tino Buazzelli), si aggrega Giorgio Albertazzi. Al ritorno in Italia Lucio Ardenzi, l'organizzatore della fortunatissima trasferta, ha già un nuovo programma da mettere in piedi per la stagione 1955-56: a ciascuno dei componenti del sodalizio, Anna Proclemer, Renzo Ricci, Eva Magni e Giorgio Albertazzi, propone uno spettacolo da protagonista, Anna sarà "La ragazza di campagna" di Clifford Odets. Per una quindicina di anni, i due prendono da questo momento una loro strada in comune nella "ditta" Proclemer-Albertazzi, il destino professionale di Anna Proclemer si unisce a quello di Giorgio Albertazzi. La loro storia privata si intreccerà, superandone la stagione, a quella del sodalizio artistico. Alcune delle rappresentazioni di questi anni hanno fatto scuola, sia che provengano da testi non ancora affermati sia che siano prese in prestito dal repertorio dei maggiori classici: tra tutte citiamo l'allestimento dannunziano della "Figlia di Jorio" (nel 1957 per la regia di Luigi Squarzina), "Anna dei miracoli" del 1960 (un grande successo dove esordisce una giovanissima Ottavia Piccolo) e la prima de "La governante" di Vitaliano Brancati, portata sul palcoscenico (con l'esordio alla regia di Giuseppe Patroni Griffi) nel 1965 dopo la pubblicazione del testo nel 1952, che a causa della censura non era stata fino ad allora messa in scena.
Dagli anni Settanta, fino alla fine della sua carriera, si è impegnata con determinazione e senza risparmio di energie nella riproposizione di titoli del suo repertorio e nell'allestimento di spettacoli almeno in parte inediti (da Genet, Beckett, Shaw, Strindberg ecc.); tra gli appuntamenti delle ultime stagioni segnaliamo i recital di "Viaggio attraverso Brancati" e "Anna dei pianoforti".
Dagli anni Settanta, fino alla fine della sua carriera, si è impegnata con determinazione e senza risparmio di energie nella riproposizione di titoli del suo repertorio e nell'allestimento di spettacoli almeno in parte inediti (da Genet, Beckett, Shaw, Strindberg ecc.); tra gli appuntamenti delle ultime stagioni segnaliamo i recital di "Viaggio attraverso Brancati" e "Anna dei pianoforti".
Per saperne di più:
Anna Proclemer
Complessi archivistici prodotti:
Proclemer Anna (fondo)
Bibliografia:
Vitaliano Brancati, Anna Proclemer, "Lettere da un matrimonio", Milano, Rizzoli, 1978 (poi Firenze, Giunti, 1995, con prefazione di Enzo Siciliano).
"Anna Proclemer. Vita e teatro", Firenze, Centro di Promozione Teatro della Pergola, Sala Oro, 20 febbraio-22 marzo 1998, mostra documentaria e catalogo a cura di Luca Scarlini, Firenze, Polistampa, 1998.
Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, vol. 85 (2016), p. 478-480, sub voce. (Dizionario biografico degli italiani)
"La tigre di carta: Anna Proclemer tra successi e fragilità", un film di Franco Delli Guanti, Officina Immagine, 2018.
Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Desideri Fabio, 10 agosto 2010, rielaborazione
Desideri Fabio, 3 gennaio 2017, integrazione successiva
Manghetti Gloria, 1996, prima redazione
Morotti Laura, 2009, revisione
Spaccasassi Ambra, 27 dicembre 2019, integrazione successiva

