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Arciconfraternita dei Santi Martiri Giorgio e Caterina dei Genovesi

Sede: Cagliari
Date di esistenza: 1591 -

Intestazioni:
Arciconfraternita dei Santi Martiri Giorgio e Caterina dei Genovesi, Cagliari, 1591 -, SIUSA

L'Arciconfraternita dei gloriosi martiri San Giorgio e Santa Caterina "de nazionali genovesi in Cagliari" nacque nella Cagliari spagnola e nel "periodo d'oro" dell'espansione genovese in Sardegna. Nel 1588 un'associazione laica a scopo di culto riuniva i mercanti genovesi che costituivano una fiorente comunità dominante nei settori più produttivi. L'associazione fu dedita alle opere religiose e assistenziali ma fu rappresentativa degli scopi corporativi tipici delle organizzazioni gremiali del periodo. Essa fu un "apparato protettivo organizzato" che assicurava ai mercanti liguri difesa in un ambiente sociale estraneo e sostegno ai loro interessi, mantenendo saldo il legame con la madre patria. Nel 1590, l'associazione fu trasformata in Confraternita con decreto capitolare dell'Arcivescovo di Cagliari e fu innalzata a Arciconfraternita con bolla del 26 gennaio 1591, in seguito all'aggregazione con quella della Consolazione dei genovesi di Roma. Nel 1592 Clemente VIII confermò tale insignazione, convalidando i privilegi concessi. Le prime prerogative consistettero nell'autorizzazione alla "redemptione de' captivi", cioè il riscatto dei cristiani prigionieri dei turchi e dei barbareschi, e la facoltà di redigere statuti e regolamenti. Il primo corpo normativo giunto sino a noi fu approvato nel 1596. Chiunque poteva divenire membro della società, anche se nella prassi la partecipazione fu ristretta ai soli cittadini liguri sino al 1798, quando fu accordato l'ingresso anche ai discendenti in linea maschile. Gli aderenti erano denominati confratelli, pagavano una quota associativa obbligatoria e dovevano garantire la partecipazione alle iniziative collettive; così accedevano al sistema di garanzie assistenziali, morali e materiali che la comunità garantiva. Tra i benefici più notevoli, oltre il sostegno nell'attività mercantile, erano la concessione di sussidi, l'organizzazione del funerale e la sepoltura, l'istituzione di cappellanie a titolo di patrimoni ecclesiastici, l'assegnazione di doti maritali alle ragazze povere. La struttura organizzativa prevedeva un'assemblea dei confratelli che aveva potere deliberativo. L'organo di governo e di indirizzo, denominato Banca, era costituito da un priore e da due guardiani. Due ufficiali erano incaricati della "redemptione de' captivi", un segretario curava gli atti e un cappellano maggiore aveva il compito di regolare l'attività e le funzioni celebrate dai cappellani minori. Gli obrieri di sacrestia si occupavano della gestione amministrativa e dei beni della chiesa. Il Procuratore generale curava l'amministrazione della società, provvedendo alla riscossione delle rendite e ai pagamenti. Alla fine del '700 la confraternita iniziò una lenta decadenza. Solcata da divisioni interne, la comunità cessò il funzionamento nel 1807 e fu ricostituita nel 1826. Il 10 febbraio 1826 Leone XII concesse in perpetuum l'Indulgenza plenaria. Nuove Costituzioni furono ratificate con deliberazione di Giunta generale del 25-26 luglio 1894. Alla fine dell'800, l'istituto fu riconosciuto Ente pubblico di beneficenza ed incardinato nel sistema amministrativo previsto per le Opere Pie. La confraternita non si uniformò alle limitazioni disposte dal provvedimento e nel 1907 incorse nelle sanzioni previste per i trasgressori. Il Decreto reale 20 ottobre 1907 dichiarò sciolta l'amministrazione dell'ente, che fu sottoposta ad un Commissario straordinario per la temporanea amministrazione. Nel 1908 fu nominata la nuova Banca. Gli accordi tra Stato e Chiesa dell'11 febbraio 1929, prevedevano il passaggio delle congregazioni al regime del diritto canonico, ma l'istituto confraternale fu dichiarato ente ecclesiastico civilmente riconosciuto solo con decreto del Presidente della Repubblica il 12 gennaio 1958. Gli ultimi statuti risalgono al 1970 e al 1974.

Condizione giuridica:
enti di culto

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica

Profili istituzionali collegati:
Confraternita, sec. XII -

Complessi archivistici prodotti:
Arciconfraternita dei Santi Martiri Giorgio e Caterina dei Genovesi di Cagliari (complesso di fondi / superfondo)


Bibliografia:
A.A.V.V., Genova in Sardegna, studi sui genovesi in Sardegna fra medioevo ed età contemporanea, a cura di Anna Saiu Deidda, Cagliari 2000
Università degli studi di Cagliari, Facoltà di lettere e filosofia, L'Arciconfraternita de genovesi in Cagliari nel XVIII secolo, tesi di laurea di Roberto Moro, anno accademico 1995-1996

Redazione e revisione:
Atzori Manuela, 2019/03/06, integrazione successiva
Castellino Anna, supervisione della scheda
Costa Consuelo, 03/10/2008, prima redazione


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