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Provincia di Viterbo

Sede: Viterbo
Date di esistenza: 1927 -

Intestazioni:
Provincia di Viterbo, Viterbo, 1927 -, SIUSA

La provincia di Viterbo venne istituita con rdl 2 gennaio 1927, n. 1, nel quadro del riordinamento delle circoscrizioni provinciali dello Stato.
L'estensione del territorio coincideva con quello che fino ad allora era stato il circondario dipendente dalla sottoprefettura di Viterbo al quale, con legge 2 dicembre 1928, n. 2735, vennero aggiunti i comuni di Tarquinia, Montalto di Castro, Oriolo, Nepi, Monterosi e S. Oreste (quest'ultimo tornò a far parte della provincia di Roma dopo dieci anni). L'istituzione della nuova provincia non costituiva in realtà la creazione ex novo di una circoscrizione amministrativa, ma rappresentava la ricostituzione di un entità territoriale storica che attendeva di essere riconosciuta da più di mezzo secolo. Per tutta la durata dello Stato pontificio, infatti, Viterbo aveva mantenuto il ruolo di capoluogo del Patrimonio di San Pietro in Tuscia, ruolo che le venne confermato anche dopo la breve parentesi dell'occupazione napoleonica. La situazione cambiò nel 1870, con l'annessione degli ultimi territori pontifici al Regno d'Italia, e la successiva creazione della Provincia di Roma (R. D. 15/10/1870) comprendente quasi tutto il Lazio, diviso in 5 circondari retti da un sottoprefetto. Nel 1927 la nuova provincia di Viterbo venne formata con tutto il territorio dell'ex circondario di Viterbo (60 comuni, ridotti per successive aggregazioni interne a 53) e per effetto della legge 31 marzo 1927, n. 468, le venne poi aggregato il comune di Monteromano dell'ex circondario di Civitavecchia. Secondo il censimento del 1921 essa possedeva una popolazione di 200.074 abitanti, compresa in un territorio di 302.328 ettari di superficie.
Appena un anno dopo la sua nascita, la neo provincia fu inserita nel sistema di riforma delle autonomie locali voluto dal Regime fascista mirante a sostituire al sistema dell'elettività, della molteplicità e della distinzione formale degli organi locali, quello della designazione dall'alto e della concentrazione di tutti i poteri in un organo unico. La legge 27 dicembre 1928, n. 2962 affidava la guida delle province a un preside affiancato da un organo collegiale, il rettorato provinciale composto dallo stesso preside e da un numero di rettori variabile da 4 a 8 in base alla popolazione della provincia. Entrambi gli organi erano di nomina governativa. Al preside erano attribuite le funzioni che precedentemente spettavano, secondo la legge comunale e provinciale, al presidente della deputazione provinciale e alla deputazione, al rettorato quelle che spettavano al consiglio provinciale. Il mandato durava 4 anni; all'attività della neo Amministrazione Provinciale venne preposto con decreto prefettizio del 10 gennaio 1927 l'ingegnere Filippo Ascenzi; dopo 6 mesi di gestione commissariale, finalizzata prevalentemente a risolvere l'urgente necessità del reperimento e dell'adattamento dei locali per gli uffici, seguì l'istituzione di una Commissione straordinaria composta di 5 membri e presieduta dallo stesso Ascenzi. La commissione venne ufficialmente nominata con decreto prefettizio 6 luglio 1927 (a decorrere dal 15 luglio) e lavorò per quasi due anni, fino al momento della nomina del preside e del rettorato provinciale, avvenuta con r.d. 18 aprile 1929. Nominato preside fu Giulio Menicozzi, affiancato dal vice preside Enrico Rispoli, da quattro rettori ordinari e da due rettori supplenti. Le prime due cariche sarebbero state espletate gratuitamente. La prima Amministrazione provinciale durò in carica fino al 1934. E' noto l'accentramento nelle mani degli organi governativi, realizzato dallo Stato fascista e il graduale controllo dall'alto di ogni potere periferico, realizzato attraverso la figura del prefetto, massima autorità della Stato in periferia, cui anche le Amministrazioni provinciali cedettero gran parte delle loro facoltà decisionali.
Dopo la caduta del Regime, l'Amministrazione provinciale di Viterbo continuò ad essere retta da una Deputazione di nomina prefettizia fino al dopoguerra; la prima ricostituzione del Consiglio Provinciale su base elettiva avvenne con le elezioni amministrative del 1951 che videro la vittoria delle sinistre e la costituzione, il 30 giugno 1951, della Giunta presieduta dal comunista Leto Morvidi. L'Amministrazione venne quasi ininterrottamente guidata dai democristiani per vent'anni, dal luglio 1956 al luglio 1976, e per tre volte in questo arco di tempo gestita da un Commissario, a causa delle crisi provocate dall'esigua differenza di voti tra maggioranza e opposizione.
Le competenze delle Amministrazioni provinciali sono attualmente regolate dal Testo Unico sull'ordinamento degli enti locali, approvato con dl 18 agosto 2000, n. 267, che sostituisce la legge 142 del 1990. Alle Amministrazioni Provinciali spettano le funzioni amministrative di interesse provinciale relative a vaste zone intercomunali o all'intero territorio provinciale nei seguenti settori:
- difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità;
- tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche;
- valorizzazione dei beni culturali;
- viabilità e trasporti;
- protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali;
- caccia e pesca nelle acque interne;
- organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento,
disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e
sonore;
- servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica attribuiti dalla legislazione
statale e regionale;
- compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed
alla formazione professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla
legislazione statale e regionale;
- raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico- amministrativa agli enti
locali (art. 19, comma 1).
La Provincia in collaborazione con i comuni e sulla base di programmi da essa proposti, promuove e coordina attività, nonché realizza opere di rilevante interesse provinciale sia nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo. (art. 19, comma 2); essa ha inoltre compiti di programmazione (art. 20).


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale

Soggetti produttori:
Comitato antimalarico della provincia di Viterbo, collegato
Comitato provinciale della caccia di Viterbo, collegato
Consorzio per la ferrovia Roma - Viterbo, collegato
Consorzio provinciale antitubercolare di Viterbo, collegato

Per saperne di più:
Provincia di Viterbo

Complessi archivistici prodotti:
Provincia di Viterbo (fondo)


Bibliografia:
G. Amendola, La Provincia e l'Amministrazione Provinciale, Roma, Società Editrice Romana, 1914
G. Signorelli, La Provincia di Viterbo, Viterbo, Agnesotti, 1970.
Viterbo 50 anni. Numero speciale per il cinquantenario dell'istituzione della provincia, supplemento a «Il Tempo», Roma 1977
B. BARBINI - A. CAROSI, Viterbo e la Tuscia. Dall'istituzione della provincia al decentramento regionale (1927- 1970), Cassa di Risparmio della provincia di Viterbo, Associazione della stampa viterbese, Viterbo, Agnesotti, 1988

Redazione e revisione:
Barbafieri Adriana, 2008/05/11, prima redazione


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