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Padri del Comune

Sede: Genova
Date di esistenza: sec. XIII - 1797

Intestazioni:
Padri del Comune, Genova, sec. XIII - 1797, SIUSA

Antica magistratura propria della città di Genova, i Padri del Comune traevano la loro origine dai "Salvatores portus et moduli" già esistenti nel XIII secolo con il compito di sovrintendere alla gestione e manutenzione del porto e del molo che ne costituiva il principale elemento. Col tempo, la magistratura assunse anche la competenza delle strade, dell'acquedotto, delle fognature e di tutta la materia relativa all'arredo urbano, prendendo la nuova denominazione di "Padri del Comune" (in uso anche in altre località della Liguria) a partire dai primi anni del Quattrocento. L'ufficio si componeva originariamente di tre soggetti, progressivamente aumentati fino a dieci, quanti furono stabiliti con l'ultima riforma del 1588 che divise la magistratura in due commissioni: i cinque Conservatori del porto e molo ed i cinque Conservatori del Patrimonio, pur continuando nelle pubbliche funzioni a far corpo unico. In carica dapprima per quattro anni e dal 1572 per diciotto mesi, i Padri del Comune erano eletti dai Collegi e dal Minor Consiglio e nelle materie di loro competenza avevano piena giurisdizione criminale, estesa in alcuni casi fino alla pena capitale. Gli ambiti d'intervento della magistratura, come detto, crebbero nel corso del tempo. Dall'inizio del secolo XV, data a partire dalla quale risale la documentazione conservata presso l'Archivio Storico Comunale, i Padri del Comune ebbero la cura della pulizia e della manutenzione delle strade cittadine, la vigilanza sugli edifici pericolanti, sulle demolizioni e sulle occupazioni abusive di suolo pubblico (scale esterne, grondaie e cornicioni troppo sporgenti, "mostre" delle botteghe) che rischiavano di rendere impraticabili le vie già strettissime e carenti d'aria e di luce. In seguito all'ufficio fu delegata la soprintendenza sull'attività dei collegi dei medici e dei farmacisti e, dal 1529, su tutte le arti cittadine, ereditando le competenze dei "viceduci" esistenti anteriormente alla grande riforma istituzionale del 1528. Sempre per quanto concerneva le arti, nel 1596 furono incaricati dell'approvazione delle nomine dei rispettivi Consoli e nel 1643 ereditarono anche le funzioni del Magistrato delle Nuove Mura. I Padri del Comune avevano notevoli entrate, in parte provenienti dalle condanne pecuniarie inflitte ai trasgressori ai loro ordini, ma soprattutto derivanti dai proventi dell'acquedotto pubblico. Con esse ebbero modo di finanziare importanti opere pubbliche quali il Molo vecchio con la porta dell'Alessi (Porta del Molo) e il Molo nuovo, la Loggia della Mercanzia, il Portofranco, l'ampliamento della Cattedrale di San Lorenzo e gli interventi urbanistici nel cuore della città medievale che portarono all'apertura nel Cinquecento di Strada Nuova, chiamata per il fasto dei suoi palazzi Via Aurea (ora via Garibaldi), nel Seicento di Strada Balbi e nel Settecento della via Nuovissima (ora via Cairoli).

Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
preunitario

Complessi archivistici prodotti:
Padri del Comune (fondo)


Redazione e revisione:
Frassinelli Antonella, 2008/01/16, prima redazione
Frassinelli Antonella, 2010/09/10, revisione


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