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Gruppi di volontariato vincenziano - GVV - Associazione internazionale delle carità - AIC Italia, 1629 -

Denominazioni:
Compagnia delle Dame della Carità, 1629 - 1971

I Gruppi di volontariato vincenziano sono un'associazione di laici cattolici volontari che intendono vivere la solidarietà e la carità cristiana secondo il Vangelo. Il volontariato vincenziano si ispira al modello del proprio fondatore, il presbitero francese San Vincenzo de' Paoli (1581-1660), che nel 1617 istituì la prima "Carità", una confraternita caritativa laica le cui associate presero il nome di "Serve della Carità", impegnate ad assistere a turno gli ammalati bisognosi della parrocchia di campagna di Chatillon-le-Dombez. Predicando nelle zone rurali San Vincenzo fondò Carità in numerosi villaggi, cercando di coinvolgere anche gli uomini ma senza successo a causa della mentalità dell'epoca. A Parigi nel 1629, confluendo nelle Carità anche le nobildonne, le "Serve dei poveri" presero il nome di "Dame della Carità". Centinaia le associate che aiutarono concretamente nelle attività caritative nei confronti di malati, trovatelli, galeotti, schiavi, popolazioni affamate ecc. Le Carità infatti, a cui San Vincenzo de' Paoli diede regole comuni basate sull'imitazione di Gesù Cristo, da una iniziale assistenza ai malati poveri e più abbandonati, si dedicarono più in generale al soccorso dei bisognosi, mantenendo comunque lo stile vincenziano che richiedeva l'incontro nell'ambiente di vita dei poveri. Le prime "Carità" vincenziane in Italia sorsero a Roma (1652), Genova (1654) e Torino (1656). Dopo la morte di San Vincenzo de' Paoli le Carità, grazie all'operato dei sacerdoti della Congregazione della Missione (Lazzaristi) e alle religiose della Compagnia delle Figlie della Carità, si diffusero in numerosi paesi come strumenti di lotta contro la povertà materiale e spirituale e contro ogni forma di ingiustizia sociale. Nacquero così le associazioni, parrocchiali o diocesane, giuridicamente dipendente dal Superiore generale della Congregazione delle Missioni. Collegate tra di loro attraverso la collaborazione, le associazioni nazionali erano in ogni Paese dirette da un Consiglio nazionale e coordinate dalla presidente dell'associazione francese. Negli anni Sessanta del '900, le varie associazioni nazionali "Dame della Carità" prendendo atto dei cambiamenti intervenuti nella società e nella Chiesa postconciliare, cominciarono a sentire il bisogno di aggiornarsi, a partire dal nome evocatore di un assistenzialismo pietoso, e di modificare metodi e strutture adottando uno statuto internazionale più conforme alle esigenze dei tempi pur mantenendosi fedeli all'insegnamento del loro fondatore. Nel 1971, le delegate di 22 associazioni hanno votato il nuovo statuto, adottando il nome Associazione internazionale delle carità (AIC) e prefiggendosi come linea operativa di muoversi sui tre piani della carità - azione individuale, azione collettiva, azione sulle strutture - mantenendo come specifico e fondamentale l'incontro con i poveri nel loro domicilio. L'AIC internazionale, che coordina e forma le varie associazioni AIC del mondo, ha sede in Belgio ed è formata da tutte le associazioni nazionali, oltre 50, dislocate in Europa, America del Nord, America Latina, Asia e Africa. Attraverso le loro rappresentanti, viene eletto il Presidente internazionale e il suo Consiglio, e vengono votate le linee programmatiche dell'Associazione. Riflessioni successive, soprattutto sulla inefficacia della semplice assistenza, hanno portato a perseguire nuovi obiettivi, per così dire più politici, quali la promozione delle persone e delle famiglie in situazione di disagio, la lotta contro le povertà materiali e spirituali e contro le cause che la determinano, la denuncia delle ingiustizie subite dai poveri, pur mantenendo come fondamentale l'incontro personale con il fratello bisognoso nel suo ambiente di vita con interventi immediati di aiuto quando necessario. Attualmente l'AIC internazionale, in rappresentanza delle AIC nazionali, è presente in organismi governativi e non governativi, gode di uno statuto consultativo presso l'UNESCO, l'ECOSOC (United nations economic and social council) e il Parlamento Europeo, fa parte del CIAS (Comitato internazionale d'azione sociale), della Conferenza dell'OIC (Organizzazioni internazionali cattoliche) e dell'UMOFC (Unione mondiale delle organizzazioni cattoliche femminili).
In Italia molte associazioni hanno scelto di abbandonare il nome di Compagnia delle Dame della Carità preferendo denominarsi Gruppi di volontariato vincenziano (GVV). Il Volontariato vincenziano opera attraverso la realizzazione di strutture specifiche di accoglienza e aiuto rivolte ai giovani, alle donne in difficoltà, agli anziani, ai disabili, ai detenuti, ai tossicodipendenti; promuove il recupero scolastico e l'inserimento nel mondo del lavoro di giovani italiani e stranieri anche attraverso corsi di lingua italiana; organizza servizi di mensa e collabora con il Banco alimentare per la distribuzione dei generi alimentari; è presente con i propri gruppi negli ospedali, nelle case di riposo e nelle carceri; partecipa ai lavori dell'Osservatorio nazionale per il volontariato ed è membro della Conferenza dei Presidenti delle associazioni nazionali di volontariato (CONVOL). Nell'agosto 2008 ha rinnovato con il Ministero della Giustizia - Dipartimento della giustizia minorile il protocollo d'intesa volto al reinserimento sociale dei minori sottoposti a provvedimenti dell'Autorità giudiziaria minorile.
In base al più recente Statuto, approvato nel maggio 2007, l'Associazione ha sede a Roma ed è articolata sul territorio in sezioni regionali, provinciali o diocesane, cittadine, svolgendo il servizio caritativo soprattutto nei territori parrocchiali (che è lo specifico dell'Associazione) o interparrocchiali.
Organi del GVV a livello nazionale sono l'Assemblea nazionale, organo di indirizzo dell'Associazione, costituita dai presidenti regionali, provinciali e cittadini e dai rappresentanti legali dei gruppi dotati di autonomia, in via ordinaria si riunisce una volta; il Consiglio nazionale, formato dai Presidenti regionali, dai membri del Comitato di presidenza nazionale, dal Segretario e dal Tesoriere, in via ordinaria si riunisce almeno due volte; il Comitato di presidenza nazionale, eletto dal Consiglio con compiti di pianificazione e programmazione dei lavori sulla base delle linee di indirizzo approvate dall'Assemblea, composto dal Presidente nazionale, dai Vicepresidenti nazionali, dal Segretario e dal Tesoriere si riunisce almeno ogni due mesi; il Presidente nazionale, eletto dal Consiglio a scrutinio segreto a maggioranza assoluta dei voti (nella stessa riunione vengono eletti con le stesse modalità i Vicepresidenti), rappresenta legalmente l'Associazione a livello nazionale e internazionale e cura i rapporti di carattere nazionale ed internazionale con altri gruppi, movimenti ed associazioni. Il Presidente è coadiuvato dal Segretario e dal Tesoriere. Tutte le cariche sociali sono gratuite ed elettive, hanno durata di quattro anni e possono essere rielette per un ulteriore quadriennio.
In ogni regione d'Italia sono costituite sezioni regionali dotate di autonomia organizzativa e amministrativa, formate dai Gruppi operanti nel territorio della regione, sono strutturate in conformità con il modello nazionale (Assemblea regionale, Consiglio regionale e Presidente regionale).
Nucleo fondamentale dell'Associazione sono i Gruppi, le articolazioni operanti a livello locale, costituiti da volontari che operano insieme per il perseguimento delle finalità associative. I Gruppi godono di autonomia organizzativa e amministrativa quando, in seguito ad autorizzazione del Consiglio regionale, si costituiscono con proprio atto costitutivo, si dotano di codice fiscale, gestiscono la propria attività attraverso l'organo assembleare nella duplice forma ordinaria e straordinaria, eleggono gli organi sociali e il proprio rappresentante legale, approvano il proprio bilancio annuale. In caso contrario rappresentano un'articolazione locale delle sezioni regionali, di cui fanno parte integrante. Se in una città operano quattro o più gruppi viene costituito un Consiglio cittadino composto dai Presidenti dei gruppi stessi. Le medesime disposizioni si applicano a livello provinciale o diocesano qualora siano operanti quattro o più gruppi, al di fuori della città. Ogni persona che si riconosca nello spirito e nella prassi del volontariato vincenziano, così come indicato nello Statuto, può chiedere di aderire presentando domanda ad un Gruppo che provvederà alla sua formazione iniziale.


Siti web:
AIC - Association internationale des charites
Gruppi di Volontariato Vincenziano - AIC Italia

Soggetti produttori collegati:
Conferenza femminile di San Vincenzo de' Paoli della Parrocchia di San Vittore
Conferenza San Vincenzo de' Paoli della Parrocchia di San Zeno
Conferenza San Vincenzo della Parrocchia della conversione di San Paolo apostolo
Gruppi di volontariato vincenziano di Foligno
Gruppi di volontariato vincenziano Emilia Romagna - Associazione Internazionale delle Carità - AIC Italia
Gruppo di volontariato vincenziano Maria Regina Mundi di Bologna
Gruppo di volontariato vincenziano Santa Luisa de Marillac di Bologna
Società di San Vincenzo De Paoli. Conferenza della Parrocchia di San Quirino di San Quirino


Bibliografia:
GRUPPI DI VOLONTARIATO VINCENZIANO - AIC ITALIA, Statuto, pubblicato sul sito web dell'Associazione, [Roma], 2007 (Statuto GVV on line - Statuto dei Gruppi di volontariato vincenziano - AIC Italia pubblicato sul sito web dell'associazione.)

Redazione e revisione:
Casale Mara, 2011/06/15, prima redazione
Menghi Sartorio Barbara - a cura di Sa-ERo, 2016/03/23, integrazione successiva
Xerri Maria Lucia - a cura di Sa-ERo, 2015/10/05, revisione


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