fisico, botanico, geologo
Intestazioni:
Dini, Olinto senior, fisico, naturalista (Castelnuovo Garfagnana 1804 - Castelnuovo Garfagnana 1866), SIUSA
Olinto Dini nasce a Castelnuovo Garfagnana (Lucca) il 10 giugno del 1804, in una delle famiglie più importanti e conosciute del luogo (il nonno era il fattore ducale del duca di Modena). Compie i primi studi in casa con precettori privati e frequenta l'Università a Pisa dove si laurea con lode nelle discipline matematiche e fisiche il 25 giugno 1826. A Pisa frequenta e diviene intimo di alcune fra le personalità di spicco del mondo accademico: Gaetano Savi, Paolo Savi, Luigi Pacinotti, Giuseppe Branchi, Ranieri Gerbi e il medico Stefano Stagi. Il 23 marzo 1827, Olinto Dini viene chiamato a sostituire Giuseppe Gatteschi, che reggeva la cattedra di fisica sperimentale. Nel 1828 pubblica lo scritto "Sopra un curioso fatto fisico Lettera al sig.re Direttore del Giornale de' Letterati del Dottor Olinto Dini, Supplente alla Cattedra di fisica sperimentale nella R. Università di Pisa ('Moto di un corpo su di un piano inclinato')" (Pisa, Nistri, 15 febbraio 1828). Il 29 settembre 1828 gli viene assegnata, "motuproprio sovrano" del granduca di Toscana Leopoldo II, la cattedra di fisica sperimentale. Nel 1831, per volontà del padre, viene sollevato dall'incarico accademico dal granduca (che gli conferisce il titolo di professore emerito), e si ritira a Castelnuovo; il 31 agosto 1834 sposa la cugina Teresa Carli.
Nonostante gli affari di famiglia lo releghino a Castelnuovo, Dini diviene socio corrispondente della Reale accademia di scienze, lettere e arti di Modena (dal 1841), membro dell'Accademia fiorentina la Colombaria, della Società di agricoltura di Castelnuovo e della provincia di Reggio Emilia, e fa parte della Deputazione di storia patria per le provincie modenesi (dal 1848). Nel 1841 partecipa alla terza Riunione degli scienziati italiani, dove presenta una memoria "Sulla lignite e sulla serpentina dei nostri monti". La lignite era una risorsa a cui Dini era interessato poiché sperava potesse essere utilizzata per lo sviluppo industriale della valle e per la costruzione di una ferrovia.
Nelle "Memorie della R. Accademia di scienze lettere ed arti di Modena" (tomo II, Modena, Soliani, 1845) pubblica "Sulla influenza del calorico negli effetti dell'attrazione molecolare. Esperienze e considerazioni". Nel 1848 viene chiamato dall'Università di Pisa per assistere agli esami di fisica. Nel 1851, alla morte del padre, assume la direzione della Biblioteca cittadina di Castelnuovo (fondata dal padre nel 1816). Gli atti ufficiali conservati nel fondo documentano l'acquisto di testi scientifici per questa biblioteca, oggi andati dispersi. Nel settembre del 1843 partecipa a Lucca al quinto Congresso degli Scienziati, dove mostra alcuni fossili, e dove legge (Sezione di Geologia, 29 settembre) una memoria "Sulla Calcarea di Corfino e di Sassorosso nella Garfagnana e sui fossili che vi sono contenuti". Dal 1843 iniziano anche le osservazioni di Dini sulle acque termali di Pievefosciana, che continuano almeno fino al 1851, quando, su incarico del governo estense, redige una relazione sulle "Esalazioni miasmatiche delle acque stagnanti di Pra-di-Lama".
Oltre che di fisica, Olinto Dini si occupa soprattutto di botanica (come testimoniato dalla corrispondenza con Gaetano Savi e dall'ampio carteggio con l'amico Giovanni Brignoli di Brunnhoff), geologia, mineralogia, paleontologia (come testimoniato dai manoscritti e dal carteggio con - tra gli altri - Paolo Savi, Giuseppe Meneghini, Lorenzo Pareto, Pietro Doderlein, Targioni Tozzetti e Igino Cocchi). Allestisce un piccolo museo naturalistico con i campioni da lui raccolti e scambiati, che è andato distrutto nel 1943 durante il bombardamento di Castelnuovo. Collabora all'allestimento dei musei di storia naturale di Modena e Firenze, raccogliendo campioni geologici e botanici che invia rispettivamente a Pietro Doderlein e Igino Cocchi.
Nel 1860 è eletto consigliere comunale di Castelnuovo Garfagnana; nel 1861, con la speranza di favorire gli interessi locali, invia una raccolta di marmi della Garfagnana e delle Apuane, sia grezzi che lucidati a sue spese, alla Esposizione nazionale di Firenze; della raccolta è rimasto l'elenco dettagliato, conservato nel fondo. Il 20 agosto 1864 viene insignito dell'ordine dei Cavalieri dei SS. Maurizio e Lazzaro. Il 1° febbraio 1864 i sindaci del Circondario di Garfagnana lo nominano direttore del Ginnasio.
Muore a Castelnuovo il 5 settembre 1866. Le sue ceneri riposano dietro una lapide nel muro dell'oratorio di San Carlo Borromeo, situato su di un'altura nei dintorni di Castelnuovo.
Nelle "Memorie della R. Accademia di scienze lettere ed arti di Modena" (tomo II, Modena, Soliani, 1845) pubblica "Sulla influenza del calorico negli effetti dell'attrazione molecolare. Esperienze e considerazioni". Nel 1848 viene chiamato dall'Università di Pisa per assistere agli esami di fisica. Nel 1851, alla morte del padre, assume la direzione della Biblioteca cittadina di Castelnuovo (fondata dal padre nel 1816). Gli atti ufficiali conservati nel fondo documentano l'acquisto di testi scientifici per questa biblioteca, oggi andati dispersi. Nel settembre del 1843 partecipa a Lucca al quinto Congresso degli Scienziati, dove mostra alcuni fossili, e dove legge (Sezione di Geologia, 29 settembre) una memoria "Sulla Calcarea di Corfino e di Sassorosso nella Garfagnana e sui fossili che vi sono contenuti". Dal 1843 iniziano anche le osservazioni di Dini sulle acque termali di Pievefosciana, che continuano almeno fino al 1851, quando, su incarico del governo estense, redige una relazione sulle "Esalazioni miasmatiche delle acque stagnanti di Pra-di-Lama".
Oltre che di fisica, Olinto Dini si occupa soprattutto di botanica (come testimoniato dalla corrispondenza con Gaetano Savi e dall'ampio carteggio con l'amico Giovanni Brignoli di Brunnhoff), geologia, mineralogia, paleontologia (come testimoniato dai manoscritti e dal carteggio con - tra gli altri - Paolo Savi, Giuseppe Meneghini, Lorenzo Pareto, Pietro Doderlein, Targioni Tozzetti e Igino Cocchi). Allestisce un piccolo museo naturalistico con i campioni da lui raccolti e scambiati, che è andato distrutto nel 1943 durante il bombardamento di Castelnuovo. Collabora all'allestimento dei musei di storia naturale di Modena e Firenze, raccogliendo campioni geologici e botanici che invia rispettivamente a Pietro Doderlein e Igino Cocchi.
Nel 1860 è eletto consigliere comunale di Castelnuovo Garfagnana; nel 1861, con la speranza di favorire gli interessi locali, invia una raccolta di marmi della Garfagnana e delle Apuane, sia grezzi che lucidati a sue spese, alla Esposizione nazionale di Firenze; della raccolta è rimasto l'elenco dettagliato, conservato nel fondo. Il 20 agosto 1864 viene insignito dell'ordine dei Cavalieri dei SS. Maurizio e Lazzaro. Il 1° febbraio 1864 i sindaci del Circondario di Garfagnana lo nominano direttore del Ginnasio.
Muore a Castelnuovo il 5 settembre 1866. Le sue ceneri riposano dietro una lapide nel muro dell'oratorio di San Carlo Borromeo, situato su di un'altura nei dintorni di Castelnuovo.
Complessi archivistici prodotti:
Dini Olinto (fondo)
Dini Olinto (fondo)
Bibliografia:
L. Coli, "Cenni su la vita di Olinto Dini", Castelnuovo Garfagnana, Tip. Morelli, 1874
I. Cerbai, "Olinto Dini (Castelnuovo Garfagnana 1804-1866). Un naturalista in Garfagnana", Conferenza tenuta in occasione della Settimana del Libro Antico il 22 maggio 1997, Comune di Castelnuovo Garfagnana, 1997
I. Cerbai, "I Manoscritti di Olinto Dini. Vita ed attività di uno scienziato nella Castelnuovo della prima metà del XIX sec.", Conferenza tenuta il 23 marzo 1998 e Mostra allestita in occasione della Settimana della Cultura Scientifica (23-28 marzo 1998), Comune di Castelnuovo di Garfagnana, 1998
Guida agli archivi delle personalità della cultura in Toscana tra '800 e '900. L’area pisana, a cura di E. CAPANNELLI - E. INSABATO, Firenze, Olschki, 2000, pp. 122-126
Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Cerbai Ilaria, prima redazione
Lenzi Marco, revisione
Morotti Laura, 2017/10, revisione
Moscardini Sara, 2017/10, revisione

