Estremi cronologici: 1948 - 2000
Consistenza: Unità 104: bb. 70, film 34
Storia archivistica: La parte più consistente del fondo è stata depositata presso la Cineteca di Bologna nel 2005 dalla stessa Mangini, già organizzata in partizioni tematiche e, all'interno di esse, per produzione filmica; nel 2014 è stato aggiunto un ulteriore piccolo nucleo documentario.
Tra il 2014 e il 2015 è stato redatto un elenco di consistenza a cura di personale interno della Cineteca.
Nel 2012 il fondo è stato oggetto di rilevamento nell'ambito del progetto "Censimento degli archivi femminili della provincia di Bologna".
Il fondo è compreso nella dichiarazione di interesse storico particolarmente importante relativa al patrimonio documentario della Fondazione Cineteca di Bologna emessa con provvedimento della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna n. 33 del 6 marzo 2013.
Descrizione: Il materiale è costituito da documentazione cartacea e fotografica, legata alla sua attività di regista e sceneggiatrice e a quella del marito Lino Del Fra, e da un consistente numero di pellicole cinematografiche realizzate sia dalla Mangini che da Del Fra e copre un arco cronologico dalla fine degli anni Quaranta fino all'inizio del XXI secolo. La documentazione cartacea è costituita da soggetti, trattamenti e documentazione di film realizzati, materiale relativo al lavoro di preparazione di film mai prodotti e realizzati, recensioni e articoli di critici cinematografici, alcune monografie sulle sue opere, oltre a documentazione diversa legata alle collaborazioni che la Mangini aveva con altri registi. Al materiale cartaceo si affianca documentazione fotografica relativa a buona parte della sua attività di regista.
La produzione filmica realizzata verte prevalentemente su alcuni aspetti della vita del Paese e delle condizioni di vita degli italiani, indagati e raccontati con partecipazione e passione civile e con l'intento di descrivere e riportare alla luce la realtà che la circonda. Tra i film conservati vanno segnalati: "Ignoti alla città" (1958), ispirato al romanzo di Pasolini "Ragazzi di vita" con il commento dello stesso Pier Paolo Pasolini; "Vecchio regno" (1959), film sul Risorgimento costruito attraverso il montaggio di materiale cinematografico d'epoca e commento sonoro di contestualizzazione; "Stendalì" (1960), che ricostruisce l'antichissimo rito di lamentazione funebre officiato dalle donne, che sopravviveva ancora, all'epoca, nei paesi di lingua grika del Salento (Puglia); "Maria e i giorni" (1960), centrato su una giornata qualsiasi di una donna, Maria, figura carismatica della civiltà contadina del Meridione; "La canta delle marane" (1961) sui momenti di svago dei 'ragazzi di vita' negli stagni delle periferie urbane; "All'armi siam fascisti" (1962), in co-regia con Lino Del Frà e Lino Micciché, e il testo di Franco Fortini, lungometraggio di montaggio che analizza la genesi storica del fascismo denunciandone con forza la struttura economico-sociale e le sopravvivenze nel dopoguerra; "Felice Natale" (1963), in cui si mostra in che modo il consumismo stia deformando il rito sacro del Natale; "O Trieste del mio cuore" (1964), sulla città che sembra essere stata dimenticata dopo la Liberazione; "Essere donne" (1965), tra le prime indagini cinematografiche sulla condizione femminile in Italia, affrontata sia dal punto di vista economico e sociologico, che da quello psicologico e di costume; "Tommaso" (1965), sulla costruzione dello stabilimento petrolchimico Monteshell di Brindisi e sulle aspettative generate nei giovani del luogo; "Brindisi '65" (1966), reportage cinematografico che racconta l'arrivo della grande industria nella cittadina pugliese e il suo impatto sul costume e sull'economia di tutta la provincia; "Firenze di Pratolini" (1968) incentrato sulla Firenze popolare e antifascista dei protagonisti dei romanzi di Pratolini; "Domani vincerò" (1969), inchiesta televisiva sui ragazzi che inseguono il mito della boxe per emanciparsi e uscire dalla povertà; "La Briglia sul collo" (1972) dedicato a Fabio, un bambino cosiddetto caratteriale di un quartiere periferico di Roma 'segregato' nelle classi differenziali.
Ordinamento: Il materiale è stato oggetto di una ricognizione che ha consolidato la struttura ad esso assegnata dall'autrice: opere realizzate, opere non realizzate, collaborazioni con altri registi. All'interno di queste partizioni è organizzato secondo criteri cronologici e di regia.
Siti web:
Soprintendenza archivistica e bibliografica Emilia Romagna. Censimento degli archivi femminili - Pagina dedicata ai progetti, in corso o conclusi, della Soprintendenza archivistica nel sito istituzionale alla sezione Attività e progetti.
La documentazione è stata prodotta da:
Mangini Cecilia
La documentazione è conservata da:
Fondazione Cineteca di Bologna. Biblioteca Renzo Renzi. Cinema e fotografia
Redazione e revisione:
Fiorini Karianne, 2013/04/05, prima redazione
Menghi Sartorio Barbara**, 2015/10/03, supervisione della scheda
Xerri Maria Lucia, 2015/09/23, revisione

