fondo
Estremi cronologici: 1936 - 2010
Consistenza: Unità 35: cartelle 21, bb. 4, modelli 5, raccoglitori 1, volumi 1
Storia archivistica: La storia dell'archivio deve aver avuto inizio nell'immediato dopoguerra a Torino, quando Michelangelo Perghem Gelmi entra nello studio di architettura di Bartolomeo Gallo e intraprende la carriera di libero professionista. Per quanto il fondo conservi materiali più antichi, risalenti al periodo della formazione e all'esperienza di prigionia, la produzione e la raccolta delle carte appare pressoché costante solo a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta. Un primo nucleo di carte viene sottoposto a una selezione nel momento in cui Michelangelo Perghem Gelmi si appresta a partire per l'Argentina, nel 1947. Un'operazione di ordinamento dei materiali dell'archivio risale certamente al periodo compreso tra il novembre del 1954 e il 1955 e riguarda i progetti di architettura più importanti realizzati dall'ingegnere, organizzati in forma di "rassegna": si tratta di una sorta di curriculum funzionale alla convalida della laurea italiana in Argentina e alla conseguente partecipazione al concorso per la cattedra di "Architettura I", bandito dalla Facoltà di Ingegneria dell'ateneo di Cuyo. Tra il 1955 e il 1956 la famiglia Perghem Gelmi rientra definitivamente in Italia e così il primo nucleo dell'archivio viene trasferito a Trento, nella casa di via Giovanni a Prato, 11. Le numerose commissioni ottenute sia come consulente regionale che come titolare dello studio tecnico condiviso con Enrico Azzali, socio dell'ingegnere dal 1961 al 1970, fanno emergere la necessità di organizzare il complesso documentario che si andava costituendo. Le vicende storiche dell'archivio professionale sono poi connesse agli spostamenti dello studio in diverse sedi nella città di Trento. Quando nel 1973 Michelangelo Perghem Gelmi abbandona la professione, l'archivio viene trasferito nello studio di pittura al civico n° 9 di Piazza Venezia, sempre a Trento, dove rimane per circa un ventennio. Da questo studio provengono i materiali della prima donazione al Mart, perfezionata con atto dell'8 febbraio 1995 ed avvenuta grazie all'interessamento di Massimo Martignoni, studioso dell'architettura trentina del XX secolo. Nel frattempo, i materiali legati all'attività di Michelangelo come pittore, la documentazione familiare e personale risalente sia al periodo di guerra che al soggiorno argentino e agli anni di studio e lavoro a Torino rimangono in possesso degli eredi Perghem Gelmi, che nel corso degli anni rinvengono altri documenti, alcuni dei quali legati agli incarichi professionali. Una seconda donazione è avvenuta in diversi momenti tra l'estate e l'autunno 2011 (con una coda risalente al maggio 2011 per il ritrovamento fortuito di cinque camicie originali in casa di Mario Perghem Gelmi).
Descrizione: Il fondo e le sue partizioni illustrano le molteplici attività di Michelangelo Perghem Gelmi ed in particolare la sua opera di ingegnere a partire dagli anni Quaranta al 1991, anno che precede la sua morte, ma anche alcuni aspetti della sua vicenda biografica, legati principalmente al periodo della seconda guerra mondiale. La parte più consistente del fondo riflette il suo ruolo di libero professionista nella ricostruzione della città argentina di San Juan (colpita da un terremoto nel 1944) durante il soggiorno degli anni 1948-1956 e poi, dopo il rientro in Italia, l'impegno profuso nella soluzione di problemi abitativi e dei servizi che toccano una città in continua espansione quale fu Trento negli anni Sessanta e Settanta. Gli ambiti operativi ai quali si dedica maggiormente sono l'edilizia abitativa e scolastica, gli stabilimenti termali, la pianificazione urbanistica connessa al tema della viabilità e l'edilizia legata al fenomeno del turismo di montagna. Numerosi sono anche gli studi per edifici religiosi. Buona parte dei progetti di architettura è documentata da elaborati grafici (in forma di schizzo e tavole tecniche), da fotografie e documentazione allegata (come corrispondenza, preventivi e documenti catastali in copia). Ma il fondo testimonia anche l'attività di Perghem nel campo della pittura, della grafica pubblicitaria, del design, dell'insegnamento. Alcune carte risalgono al periodo di guerra (corrispondenza, scritti, schizzi, un agenda ed il menabò del volume Da Cannes a Tarnopol edito nel 1973).
Sono state individuate sette serie (Fascicoli ordinati da Michelangelo Perghem Gelmi, Progetti di architettura, Studi di design, Studi pubblicitari, Documentazione allegata ai progetti, Fotografie, Altra documentazione personale e professionale); le serie dei Progetti di architettura e dell'altra documentazione personale e professionale sono articolate in sottoserie.
Strumenti di ricerca:
Federica Dallaporta, L'archivio di Michelangelo Perghem Gelmi conservato al Mart (1936 - 1992). Inventario analitico
La documentazione è stata prodotta da:
Perghem Gelmi Michelangelo
La documentazione è conservata da:
Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto - MART. Archivio del '900
Bibliografia:
E. Staudacher e M. Scudiero (a cura di), Michelangelo Perghem-Gelmi, Provincia Autonoma di Trento, Consiglio, Trento 2003
F. Degasperi e E. Staudacher (a cura di), Artisti trentini nelle due Guerre: sofferenza e creatività, Provincia Autonoma di Trento, Trento 2005
Da Cannes a Tarnopol: diario di viaggio e prigionia, Tecnostampa, Sondrio 2008
Redazione e revisione:
Dallaporta Federica, 2011, prima redazione
Modalità di consultazione:
La consultazione è libera negli orari e secondo le modalità stabilite dal Regolamento dell'Archivio del '900

