Sede: Geraci Siculo (Palermo)
Date di esistenza: 1812 - , Il documento più antico risale al 1789.
Intestazioni:
Comune di Geraci, Geraci (Palermo), 1812 - 1818, SIUSA
Comune di Geraci Siculo, Geraci Siculo (Palermo), 1818 -, SIUSA
Altre denominazioni:
Comune di Geraci, 1812 - 1818
Le prime notizie certe su Geraci risalgono al periodo arabo. A Jerax, infatti sorgeva un castello che venne conquistato e che i saraceni ingrandirono e fortificarono. La fortezza venne poi conquistata dai Normanni che ne fecero un punto militare strategico. Ruggero I concesse Jerax, in feudo al nobile normanno Serlone ed elevò Geraci a contea nel 1072 per ripagarlo della fedeltà nella battaglia di Cerami. Serlone venne assassinato dai saraceni in un'imboscata e la contea fu concessa alla moglie Aldruda. Nel 1252 Isabella discendente di Serlone sposò Enrico Ventimiglia. Enrico ricevette l'investitura della contea di Geraci nel 1258, dando così inizio all'ascesa del potere dei Ventimiglia. Nel 1338 il feudo di Geraci venne confiscato a causa della ribellione di Francesco I contro re Pietro II d'Aragona. La storia narra che nel 1337, il re avesse accusato Francesco I Ventimiglia di tradimento per essersi rifiutato di prendere parte ai Parlamenti indetti dal sovrano. Il re, aizzato dai Chiaramonte e dai Palizzi, due nobili famiglie siciliane acerrime nemiche dei Ventimiglia, decise di assediare Geraci. I Geracesi, spaventati dall'assedio, aprirono le porte alle truppe regie e si inginocchiarono di fronte al re quando questi entrò a Geraci. Si narra che, Francesco I Ventimiglia per non cadere prigioniero di Pietro II, avesse bendato il proprio cavallo e lanciatosi al galoppo si fosse buttato in uno strapiombo. Questa in realtà è più una leggenda, sembra infatti che Francesco I Ventimiglia fosse stato trovato ancora vivo sebbene ferito dal conte Valguarnera, il quale lo consegnò ai soldati che lo uccisero. Dopo i tremendi fatti dell'assedio i Ventimiglia, riuscirono a riprendere i propri feudi grazie a Francesco II che riuscì a rientrare nelle grazie del re. I Ventimiglia divennero dopo il 1371 sempre più potenti e persino Papa Gregorio XI invocava l'intervento dei Ventimiglia nelle questioni più delicate del regno di Sicilia. Nel 1377 alla morte di re Federico Francesco Ventimiglia divenne uno dei quattro vicari che governarono l'isola. Il potere dei Ventimiglia raggiunse il culmine quando Giovanni I conte e marchese di Geraci divenne Vicerè di Napoli e di Sicilia nel 1422. La contea di Geraci divenne uno stato nello stato poichè i Ventimiglia avevano il potere di amministrare la giustizia penale e di coniare monete. Nel 1500 il potere dei Ventimiglia cominciò a decadere e con questo anche la contea di Geraci. I Ventimiglia furono investiti da una forte crisi finanziaria e cominciarono a vendere i propri possedimenti. Nel 1600 la contea di Geraci, poichè onerata da numerosi debiti, venne tolta alla famiglia Ventimiglia e data alla Deputazione degli Stati, un'istituto sorto per amministrare i feudi dissestati economicamente. La contea venne venduta nel 1625 alla famiglia Graffeo. I Ventimiglia riuscirono poi a ricomprare parte dei loro feudi tra cui anche Geraci. Nel 1812 Geraci fu elevato a Comune e nel 1818 con una delibera del Decurionato venne aggiunto il nome Siculo. Sebbene il Parlamento siciliano avesse dichiarato estinti i diritti feudali nel 1812, Geraci continuò ad essere amministrata come un feudo dai Ventimiglia fino al 1905, anno della morte dell'ultima legittima erede donna Giovanna Ventimiglia.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale
Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Geraci Siculo (fondo)
Stato civile del Comune di Geraci Siculo (fondo)
Bibliografia:
V. AMICO, Dizionario topografico della Sicilia, Palermo, s. e., 1855
F. SAN MARTINO DE SPUCCHES, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, Palermo s.e. 1925
Redazione e revisione:
Ippati Dorotea - direzione lavori Romano, 2006/06/22, prima redazione

