Sede: Bisceglie (Barletta-Andria-Trani)
Date di esistenza: sec. XIV ultimo quarto - , La confraternita è tuttora attiva
Intestazioni:
Congregazione dei Santissimi Martiri Protettori di Bisceglie, Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), sec. XIV ultimo quarto -, SIUSA
La confraternita, certamente la più antica della città, è sicuramente attiva dall'ottavo decennio del XIV secolo. Tuttavia, del sodalizio, non è possibile stabilire con esattezza la data di fondazione poiché quella del 1167, anno del ritrovamento delle ossa dei Santissimi Martiri Mauro, Sergio e Pantaleone, riportata dalla tradizione, non è suffragata da alcuna prova. Nel XV secolo la confraternita gestisce un ospedale "per comodità dei pellegrini che da tutte le parti concorrevano a venerare i Santi Martiri Protettori". Probabilmente, esso dovette cessare di esistere al momento della fondazione, nel 1562, del Monte di Pietà cui furono trasferite le competenze sull'ospedale. Menzione diretta della confraternita si ha, successivamente, dalle visite pastorali dei vescovi biscegliesi, Giovanni Andrea Signazio (1565-1575) e Giovan Battista Suriano (1576-1583) che, però, si limitano a segnalarla tra i sodalizi attivi in quel periodo. Notizie più precise sono, invece, rintracciabili dalle visite pastorali del vescovo Alessandro Cospi (1583-1609) che esaminò le confraternite presenti nella città nel corso della sua prima e della sua ultima visita generale, rispettivamente in data 1584 e 1595-96. Da esse risulta che la confraternita non possedeva beni stabili ed era governata da dodici "priori", rinnovati ogni anno a Pentecoste, che gestivano ogni affare del sodalizio. Nella rosa dei dodici erano eletti il cassiere e due razionali, per le entrate e per le uscite, con l'obbligo di dar conto al vescovo del loro mandato. Scopi del sodalizio erano: solennizzare le processioni e le esequie dei defunti, solennizzare ogni pontificale con la presenza di otto confratelli e custodire degnamente l'altare dei Santissimi Martiri in Cattedrale. Le rendite erano destinate totalmente alla festa patronale dei Santi. Col passare del tempo, però, la confraternita, ai cui membri lo stesso Cospi aveva ordinato di riformare il sodalizio, decadde fino quasi ad estinguersi, come asserisce il vescovo Sarnelli nell'appendice delle sue costituzioni sinodali, in data 26 novembre 1692. Pertanto, lo stesso Sarnelli (1692-17), volendo ricostituire il sodalizio, alla fine dell'anno 1692, procedette all'emanazione dello statuto, esortando il sodalizio ad aggregarsi a qualche arciconfraternita romana per lucrarne le indulgenze e concedendo, di sua iniziativa, quaranta giorni di indulgenze a ciascun aderente "in primo Confraternitatis ingressu" e altri quaranta in occasione delle festività dei Santissimi Martiri: il 10 maggio, il 27 luglio, il 30 luglio e il 20 ottobre. Tali regole rimasero sostanzialmente immutate sino all'ottavo decennio del '700, allorché, non potendo più dilazionare la richiesta di regio exsequatur previsto dal concordato del 1741, la confraternita dovette elaborare un nuovo statuto. In quest'occasione, la componente popolare decise di separarsi da quella nobiliare e diede vita ad una seconda congrega intitolata ai Santissimi Martiri, pur rimanendo quest'ultima sempre alle dipendenze della prima. Entrambe ottennero il regio assenso del re Ferdinando IV alle costituzioni presentate, rispettivamente nell'agosto del 1781 e nel luglio del 1782. Nelle regole della seconda confraternita si stabiliva che l'abito dovesse essere completato da una mozzetta rossa decorata nella parte anteriore dall'effigie dei Santissimi Martiri Protettori e da un cingolo dello stesso colore e che il numero degli ascritti non dovesse superare i sessanta componenti. Nello statuto della originaria confraternita era, invece, previsto che i confratelli dovessero essere in numero di ventiquattro e tutti appartenenti alle nobili famiglie della città e veniva sancito come unico obbligo quello di radunarsi ogni domenica nella confessione dei Santissimi Martiri e di provvedere con oblazioni volontarie a solennizzare le festività dei santi e, in particolar modo, quelle del 27 e del 30 luglio. A seguito del decreto del 1816 la congrega - nelle sue due componenti, l'originaria dei nobili e la seconda dei popolari - fu sottoposta al controllo del Consiglio generale degli ospizi, fino all'anno 1862. A causa del suo fine prevalente di culto, il sodalizio non fu soggetto alla trasformazione prevista dalla legge del 17 luglio 1890 e nel 1929 passò definitivamente alle dipendenze dell'autorità ecclesiastica per quanto riguarda il funzionamento e l'amministrazione, ai termini dell'art. 29 del Concordato tra Stato e Santa Sede. La confraternita ha sede nella Cattedrale e attualmente conta novantacinque iscritti di solo sesso maschile. L'abito della congrega è costituito da camice di colore bianco, nastro, cingolo e mozzetta rossi con scapolare con l'immagine dei tre santi.
Condizione giuridica:
privato
Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica
Profili istituzionali collegati:
Confraternita, sec. XII -
Complessi archivistici prodotti:
Congregazione dei Santissimi Martiri Protettori di Bisceglie (fondo)
Bibliografia:
Domenica Porcaro Massafra, "Per un censimento degli archivi confraternali pugliesi: quadro normativo ed istituzionale in età contemporanea", in "Le confraternite pugliesi in Età moderna. 2", a cura di Liana Bertoldi Lenoci, Fasano, Schena editore, 1990, pp. 645-673.
Giuseppe Di Molfetta, Confraternite e regime pastorale nella città-diocesi di Bisceglie nei secoli XVI-XVIII, in Le confraternite pugliesi in Età moderna 2, a cura di L. Bertoldi Lenoci, Fasano di Puglia, 1990, pp. 645-674
Giuseppe Di Molfetta, Confraternite parrocchiali e congregazioni gesuitiche a Bisceglie nel sec. XVI, in Le confraternite pugliesi in Età moderna. Atti del seminario internazionale di studi 28-29-30 aprile 1988, a cura di L. Bertoldi Lenoci, Fasano, Schena editore, 1988, pp. 355-373.
Redazione e revisione:
Chisena Adriana, 2006/06/03, prima redazione
D'Angella Rosanna, 2015/07/29, revisione
Pontrelli Maria Pia, 2006/06/03, supervisione della scheda
Pontrelli Maria Pia, 2015/07/29, supervisione della scheda

