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Comune di Camastra

Sede: Camastra (Agrigento)
Date di esistenza: 1816 - , L'esistenza del comune di Camastra risale al 1816. Nel 1929 divenne borgata del comune di Naro (AG) tornando ad essere comune autonomo nel 1946 con decreto del Ministero dell'Interno. La documentazione conservata risale al 1945 tranne che per lo Stato Civile che risale al 1873.

Intestazioni:
Comune di Camastra, Camastra (Agrigento), 1945 -, SIUSA
Comune di Camastra, Camastra (Agrigento), 1816 - 1929, SIUSA

Camastra è nota come masseria della comarca di Naro (AG) fin dalla seconda metà del XIII sec. perché una notizia storica ci informa che Federico II la concesse ad un certo Galeano Bonfiglio. Sconosciuta l'etimologia di Camastra sappiamo però che già dal 1115 fu una delle nobili famiglie di Naro che, tramite matrimonio, si imparentò con i Palagonia, ai quali porterà in dote il feudo omonimo e nel 1408 Matteo Palagonia d'Ayosa ne venne investito col titolo di barone. Nel 1528 divenne barone di Camastra Antonio Lucchese, essendogli stato venduto il feudo dal suocero Giovanni Antonio Palagonia, e a lui succedettero il figlio Bernardo nel 1562 e nel 1578 il nipote Matteo Lucchese della Damisa che sposò la nobildonna Vittoria Lo Porto Isfar Corilles. Da questo matrimonio nacquero tre figli uno dei quali, Giacomo, sarà il primo duca di Camastra. Giacomo Lucchese successe al padre Matteo nel 1592 e nel 1609 sposò Melchiorra, figlia di Antonia Palagonia Alliata e del maestro portulano del Regno Vincenzo Spinola. Nel 1619 Giacomo, già senatore del Regno, chiese la "licentia populandi" per la baronia di Camastra che verrà concessa e nel 1625 da re Filippo IV verrà addirittura elevata a ducato. La licenza in realtà andava a legalizzare una situazione di fatto già esistente. Nel 1632 alla morte di Giacomo, sepolto in un mausoleo di porfido nel Duomo di Naro, Giovanna Lucchese Spinola, sua unica figlia ne ereditò il ducato che portò in dote al marito Ottavio Lanza Barresi, principe di Trabia e conte di Mussomeli. A ciò si aggiunse anche la contea di Sommatino ereditata sempre da Giovanna alla morte dello zio Gaspare Lo Porto. Il principe Ottavio Lanza in virtù del matrimonio riunì nella sua persona tanti e tali titoli e feudi da essere considerato al reale Parlamento di Sicilia quale personaggio di dignità reale, trattato come consanguineo del Re. Nel 1635 dalla Corte Giuratoria di Naro ottenne, sulle sue terre, anche il diritto di mero e misto imperio con la giurisdizione civile e criminale. Nel 1662 Giuseppe, secondogenito dei principi Lanza di Trabia si investì del titolo di duca di Camastra mentre il possesso del feudo fu assegnato al primogenito Lorenzo, conte di Mussomeli e principe di Trabia. Anche se l'amministrazione dei feudi fu affidata a giurati e gabelloti, perché secondo il costume dell'epoca i signori preferivano abitare in città, la famiglia Lanza resse le sorti del paese fino alla caduta della feudalità e l'ultimo erede, Giuseppe Lanza Branciforte, con decreto del 14 ottobre 1816, vide ufficialmente trasformare il suo ducato in uno dei tanti nuovi comuni autonomi dell'Intendenza di Girgenti (Agrigento). In periodo fascista, dal 1929, Camastra divenne borgata di Naro ritornando ad essere comune autonomo nel 1946 con decreto del Ministero dell'Interno.

Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale

Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -

Complessi archivistici prodotti:
Comune di Camastra (fondo)
Stato civile del Comune di Camastra (fondo)


Bibliografia:
VITO AMICO, Dizionario topografico della Sicilia, Palermo, 1856, 2 voll., 221, vol 1°

Redazione e revisione:
Vinci Rosalia - direzione lavori Romano, 2006/07/18, prima redazione


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