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Comune di Acquaviva Platani

Sede: Acquaviva Platani (Caltanissetta)
Date di esistenza: 1862 -
1816 - , Si evidenzia che, malgrado l'esistenza dell'Ente risalga al 1816, la documentazione risale al 1874.

Intestazioni:
Comune di Acqua Viva, Acqua Viva (Caltanissetta), 1816 - 1861, SIUSA
Comune di Acquaviva Platani, Acquaviva Platani (Caltanissetta), 1862 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Acqua Viva, 1816 - 1861

Il centro abitato di Acquaviva Platani è stato fondato nel 1635 dal principe Francesco Spadafora nell'area del feudo Michinese e in origine si chiamò Acqua Viva dall'abbondanza di sorgenti riscontrate nel suo territorio. Il feudo Michinese, da Miknas capitale dei Berberi, antico casale abitato già in epoca araba ( X sec. d. C.), ebbe vita ininterrotta seppure sotto diversi casati nobiliari. Fino agli inizi del XV sec. furono i De Loharia e i Castelli, di nobiltà messinese, a reggere le sorti del feudo, dal 1425 al 1680 invece la signoria su questo territorio passò alla famiglia Spadafora imparentata già con i Castelli. Nel 1634, come altri nobili di questo periodo, il principe Francesco Spadafora chiese all'autorità regia di poter popolare il feudo Michinese, autorizzazione che fu concessa nel 1635 e che fece nascere la nuova baronia di Acqua Viva. I territori di questa nuova baronia però erano talmente oberati da soggiogazioni che il principe fu costretto a venderne uno (Caccione) e ad aprire una nuova soggiogazione sull'altro. Alla morte del principe nel 1677 il feudo e il casale di Acqua Viva furono venduti all'asta e acquistati da una vecchia baronessa di origini spagnole, Francesca Abarca e Cordua. Nel 1687, alla sua morte, l'ingente eredità venne equamente suddivisa tra i due nipoti Michele Oliveri e la sorella Francesca che sposò Domenico Moncada, principe di Monforte e conte di Messina. Michele Oliveri dietro sostanziosi donativi ottenne da Carlo II di Spagna il titolo di duca di Acqua Viva e la trasmissibilità ai suoi eredi del titolo stesso. La famiglia Oliveri così per quasi due secoli resse le sorti del feudo attraverso ben quattro duchi, ultimo dei quali fu Pietro Oliveri e Migliaccio. Decaduti i diritti della feudalità in Sicilia e con i nuovi ordinamenti amministrativi del 1816-1817 Acqua Viva divenne comune autonomo. Negli anni a seguire la pronunzia corrente unificò le due parole e il comune continuò a chiamarsi semplicemente Acquaviva fino alla costituzione del Regno d'Italia quando per evitare confusioni con altri comuni omonimi esistenti nella penisola, con apposito decreto legislativo del 1862, venne aggiunto al toponimo la specificazione Platani, rilevata dal nome del vicino fiume.

Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale

Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -

Complessi archivistici prodotti:
Comune di Acquaviva Platani (fondo)
Stato civile del Comune di Acquaviva Platani (fondo)


Bibliografia:
ALFONSO GIANNINO, Acquaviva Platani nella storia di Sicilia e nella vita nazionale, Litgrafia Editrice Nocera, San Cataldo, 1982
VITO AMICO, Dizionario topografico della Sicilia, Palermo, 1856, 2 voll, 52, 1° vol

Redazione e revisione:
Vinci Rosalia - direzione lavori Romano, 2006/06/08, prima redazione


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