Date di esistenza: sec. XII -
Intestazioni:
Comune di Aulla, Aulla (Massa Carrara), sec. XII -, SIUSA
Altre denominazioni:
Comunità di Aulla, 1304-1797
Comunità di Aulla, 1815-1863
Notizie intorno alla Comunità di Aulla si hanno a partire dal sec. XII. Nel 1304 Tobia Spinola Malaspina concesse alle comunità comprese o dipendenti dal capofeudo di Villafranca quegli statuti, denominati "Statuti dell'Aulla", che, pur con alcune modifiche e integrazioni, rimarranno in vigore fino all'avvento napoleonico. La Comunità si radunava ogni anno, alla presenza del Console e di un Consiglio costituito da sei membri, nella Casa o Palazzo delle Logge, per provvedere all'elezione degli ufficiali e per procedere all'incanto dei beni. Il Console aveva il compito di amministrare la giustizia civile. Ufficiali minori erano i Soprastanti, i Sopra l'Acqua, i Sopra la strada, il Borsero, i Sindici, i Montisti, i Saltari ed il Cancelliere. Quest'ultimo aveva il compito di provvedere alla conservazione degli atti comuitativi, di rogare alcuni documenti di non grande rilevanza e di copiare su di un apposito registro il rendiconto annuale delle entrate e delle uscite. Per gli atti di una certa importanza si ricorreva invece al notaio pubblico. Alla metà del Cinquecento i Centurione di Genova divennero marchesi dell'Aulla, conservando il potere su qesto territorio fino ai primi anni del Settecento. Ai Centurione succedettero i signori di Podenzana che rimasero ad Aulla fino al 1797, quando le truppe napoleoniche del generale Chabot occuparono la Lunigiana e i feudi vennero dichiarati decaduti.
Dopo la caduta di Napoleone, giunse in Lunigiana il tenente colonnello Werklein, plenipotenziario austriaco degli ex feudi imperiali di Lunigiana, che vi istituì un governo provvisiorio residente ad Aulla e capeggiato da Luigi Malaspina ex feudatario di Milazzo. Il Congresso di Vienna stabilì il passaggio di questo territorio a Maria Beatrice d'Este, che a sua volta li cedette al figlio Francesco IV duca di Modena. Il nuovo sovrano inviò quale suo delegato straordinario il marchese Giuseppe Nolza, che riordinò amministrativamente tutto il territorio dividendolo in nove comunità. La Comunità di Aulla divenne capoluogo della provincia della Lunigiana estense, sede della Delegazione Governativa, della Deputazione di Finanza e dell'archivio notarile, subalterno a quello di Castelnuovo Garfagnana. Con decreto del 26 febbraio 1816 si stabilì che ciascuna comunità della Lunigiana estense fosse guidata da un sindaco e da due anziani, il sindaco era nominato direttamente dal delegato di Governo ed aveva compiti di polizia. Sindaco e anziani erano affiancati dai consigli comunali che erano tenuti a riunirsi almeno una volta all'anno, entro il 15 marzo, per il rendiconto dell'anno precedente e per la presentazione del bilancio preventivo. La comunità di Aulla venne soppressa all'indomani dell'Unità d'Italia.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
preunitario
ente pubblico territoriale
Profili istituzionali collegati:
Mairie (Impero francese), 1805 - 1814
Comunità (Granducato di Toscana), 1814 - 1865
Comune, 1859 -
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Aulla (fondo)
Stato civile del comune di Aulla (fondo)
Redazione e revisione:
Pagliai Ilaria, 2005/12/28, prima redazione