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Arciconfraternita dei Santi Martiri Giorgio e Caterina dei Genovesi di Cagliari

complesso di fondi / superfondo

Estremi cronologici: 1588 - sec. XX fine

Consistenza: Unità 300: regg. 108, fascc. 190, voll. 2

Storia archivistica: L'archivio è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza archivistica della Sardegna nel 1980.

Descrizione: L'archivio rappresenta una notevole fonte sia per lo studio del sodalizio, sia per le connessioni storico-sociali in esso contenute. Infatti i documenti che lo costituiscono rivestono una grande importanza specialmente per quanto riguarda l'attività commerciale della comunità genovese a Cagliari, la vita sociale dei confratelli e le loro relazioni con Genova, i rapporti con la società sarda. È inoltre fondamentale per lo studio della toponomastica e dello sviluppo urbanistico di alcuni rioni della città nell'arco di tre secoli.
Tra i documenti che lo costituiscono si distingue il bel volumetto in pergamena dove sono registrate, in italiano, le Costituzioni che i genovesi si diedero nel 1596, in sostituzione di precedenti, ormai superate.
Questo complesso normativo che stava alla base della vita dell'associazione, offre precise notizie sugli assetti organizzativi e gli scopi devozionali e assistenziali del sodalizio. Rimane in vigore per molti secoli finché, per il mutare dei tempi e delle situazioni, si rese necessario modificarlo, ma funse sempre da matrice per le elaborazioni dei nuovi testi statutari che si susseguono con ritmo frenetico nell'ottocento, il secolo delle più significative trasformazioni delle istituzioni confraternali. E proprio in questo archivio è possibile cogliere, attraverso le varie bozze e la corrispondenza con le autorità ecclesiastiche e civili, i lunghi travagli di revisione e aggiornamento che condussero alle stesure definitive di tutte le altre successive costituzioni.
Il costante impegno profuso per adeguare l'associazione confraternale nella struttura e nei fini alle esigenze di una realtà in continua evoluzione sono inoltre testimoniate con dovizia di particolari nella interessantissima serie dei Verbali di giunte generali e periodiche, dai quali ininterrottamente dal 1599 ad oggi traspare ogni aspetto dell'attività dell'Arciconfraternita: i rapporti interni, quelli con il mondo civile e religioso, i problemi e le scelte gestionali dell'ingente patrimonio.
Strettamente connesse a queste serie perché consequenziali a quei deliberati, sono altre due serie archivistiche: quella di fine Ottocento dei Copialettere e quella dei Mandati di pagamento.
A quello stesso periodo risale la serie delle Messe, costituita dai registri in cui i sacerdoti annotavano, per fini contabili, l'avvenuta celebrazione dei riti. L'Arciconfraternita, infatti, col tempo, aveva assunto l'obbligo di adempimento di numerosi legati per il soddisfacimento dei quali avrebbe dovuto far celebrare messe semplici, cantate, da requiem, rosari e altre diverse funzioni.
Notizie più dettagliate sui cosiddetti legati pro anima ma anche su quelli istituiti per la celebrazione di alcune feste particolari, come quella per le Madonne delle Grazie e del Rosario per le Vergini della Misericordia, di Adamo e della Rosa, sono riscontrabili nei registri dei legati che, sebbene compilati tra il XVIII e il XX secolo, contengono in sintesi ognuna di queste particolari disposizioni testamentarie, sin dalla più antica lasciata nel 1601 da Angelo e Antonio Giacheri, gli oneri, il capitale costituito e le forme del suo investimento.
Una particolare attenzione merita, inoltre, quella rilevante parte dell'archivio costituita da circa un migliaio di atti sciolti che datano dalla fine del Cinquecento a quella dell'Ottocento. Giunti fino a noi ancora ripiegati e racchiusi da fascette su cui spesso si ritrova la dicitura "Carte di poco interesse" sono in realtà, nel loro insieme, preziosissimi. Se, infatti, dai registri che sono stati illustrati ricaviamo l'immagine ufficiale del sodalizio, da queste carte emergono invece anche gli aspetti più umani, i rapporti sociali, la cultura, gli scorci di vita quotidiana dei confratelli e le loro relazioni.
Un fascino particolare promanano poi quei piccolissimi spezzoni degli archivi personali dei mercanti genovesi, pervenuti alla confraternita casualmente oppure perché strettamente connessi ai lasciti di cui essa fu beneficiata qui di seguito elencati:
- Guillelmus de Avinò
- Azienda ex Gesuitica
- Juan Andrè Barbera
- Giacomo Beltràm
- Famiglia Vione
- Luis Piria
- Pere Bullol
- Antiogo Pilurtis
Infine non si può ignorare, sebbene molto più recente, la documentazione che in virtù delle direttive degli organi di controllo governativi si trova ripartita in 19 categorie. Si tratta di corrispondenza e atti amministrativi e contabili utilissimi per conoscere l'evoluzione dell'istituto confraternale tra il XIX ed il XX secolo; da essi infatti si evincono le conseguenze della normativa statale che influenzò fortemente l'organizzazione, i fini, la consistenza e la gestione dei beni e delle rendite del sodalizio.


Ordinamento: Cronologico e per serie

Strumenti di ricerca:
Maura La Rocca, Arciconfraternita dei Santi Martiri Giorgio e Caterina dei Genovesi. Inventario

La documentazione è stata prodotta da:
Arciconfraternita dei Santi Martiri Giorgio e Caterina dei Genovesi

La documentazione è conservata da:
Arciconfraternita dei Santi Martiri Giorgio e Caterina dei Genovesi


Redazione e revisione:
Atzori Manuela, 2019/03/06, integrazione successiva
Costa Consuelo, 03/10/2008, prima redazione

Modalità di consultazione:
Su richiesta


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