Date di esistenza: sec. XII -
Intestazioni:
Comune di Lajatico, Lajatico (Pisa), sec. XII -, SIUSA
Altre denominazioni:
Comunità di Lajatico, 1565 - 1776
Mairie di Lajatico, 1808 - 1814
Comunità di Lajatico, 1814 - 1865
Antico possedimento dei conti Pannocchieschi d'Elci, passò sotto il dominio dei vescovi di Volterra che, dopo la battaglia della Meloria, lo cedettero alla Repubblica Fiorentina. Questa tuttavia ne entrò in possesso definitivamente solo nel 1405, quando gli abitanti del distretto di Lajatico giurarono fedeltà al Comune di Firenze, che vi invio un podestà.
Lajatico fu sede di podesteria fino al 1423, quando la sede di questa magistratura venne spostata a Peccioli, ove ebbe sede, a partire dal XVI sec., anche il cancelliere. Tale situazione restò immutata fino al 1644, quando i castelli di Lajatico e Orciatico vennero concessi in feudo, con il titolo di marchesato a Bartolomeo Corsini e ai suoi discendenti. Per l'amministrazione della giustizia venne perciò nominato dallo stesso Corsini un vicario feudale. Nel 1749, in seguito alle leggi finalizzate alla limitazione delle prerogative delle famiglie feudatarie, fu tolta ai Corsini la gestione delle entrate comunitative, la competenza del vicario feudale fu limitata alle cause civili e la durata della carica fu fissata a due anni. Nel 1773, le quattro famiglie fiorentine che possedevano feudi in queste zone (Corsini, Ricciardi, Niccolini e Lorenzi), si accordarono per l'elezione e per l'avvicendamento dei vicari nei rispettivi feudi e i Corsini rimasero legittimi feudatari di Lajatico fino e Orciatico fino ai provvedimenti per l'abolizione della feudalità durante il periodo francese.
La comunità di Lajatico, comprendente anche i territori di Orciatico, fu istituita con il regolamento del 17 giugno 1776 e venne inserita nella cancelleria di Peccioli. Gli statuti e le leggi comunali nonché tutte le magistrature locali di epoca precedente vennero di fatto aboliti. Il governo della nuova comunità, eletto per sorteggio fra i possidenti locali, era costituito dal Magistrato composto da un Gonfaloniere e da alcuni priori ed in carica per un anno. Il Magistrato, affiancato da un consigliere per ciascun popolo della comunità, andava a formare il Consiglio Generale. Il vecchio sistema fiscale venne riformato e razionalizzato: tutte le imposizioni vennero abolite ed al loro posto venne istituita la "tassa di redenzione". Si trattava di un'unica tassa annuale fissa assegnata a ciascuna da versarsi in tre rate alla Cassa della Camera delle Comunità. Se non fosse riuscita a pagare la tassa di redenzione, la comunità era autorizzata a distribuire un'imposta sui possidenti, chiamata "dazio". Di tutte le questioni finanziarie si occupava un camarlingo o depositario, estratto dalle borse approntate per il magistrato ed in carica da uno ad un massimo di tre anni consecutivi. Un altro importante ufficio, da porsi all'incanto, era quello di "provveditore di strade e fabbriche" di durata triennale. La Comunità venne soppressa nel 1808 con l'annessione della Toscana all'Impero francese.
Con l'annessione all'Impero francese nel 1808 il territorio toscano venne diviso nei tre dipartimenti dell'Arno, dell'Ombrone e del Mediterraneo, ognuno retto da un prefetto. I dipartimenti furono a loro volta divisi in circondari (retti da un sottoprefetto) che comprendevano varie mairies, eredi delle soppresse comunità. A capo di ogni mairie era un maire, eletto direttamente per decreto imperiale nei comuni con oltre 5000 abitanti e per decisione del prefetto in tutti gli altri. Il maire, coadiuvato da alcuni "aggiunti", impersonava un potere governativo dai caratteri marcatamente accentrati ed autoritari, svolgendo un ampio ventaglio di funzioni politiche, finanziarie ed amministrative che andavano dal controllo delle entrate comunali all'iniziativa dei lavori pubblici, dalle registrazioni dello stato civile alle operazioni di arruolamento comunale. ad esso era sottoposto un Consiglio comunale, che si riuniva una volta all'anno, il 15 maggio, per un periodo non superiore ai quindici giorni, soprattutto per discutere il rendiconto finanziario. La superficie territoriale del Comune di Lajatico non ha subito variazioni rispetto all'antica circoscrizione.
Con l'annessione all'Impero francese nel 1808 il territorio toscano venne diviso nei tre dipartimenti dell'Arno, dell'Ombrone e del Mediterraneo, ognuno retto da un prefetto. I dipartimenti furono a loro volta divisi in circondari (retti da un sottoprefetto) che comprendevano varie mairies, eredi delle soppresse comunità. A capo di ogni mairie era un maire, eletto direttamente per decreto imperiale nei comuni con oltre 5000 abitanti e per decisione del prefetto in tutti gli altri. Il maire, coadiuvato da alcuni "aggiunti", impersonava un potere governativo dai caratteri marcatamente accentrati ed autoritari, svolgendo un ampio ventaglio di funzioni politiche, finanziarie ed amministrative che andavano dal controllo delle entrate comunali all'iniziativa dei lavori pubblici, dalle registrazioni dello stato civile alle operazioni di arruolamento comunale. ad esso era sottoposto un Consiglio comunale, che si riuniva una volta all'anno, il 15 maggio, per un periodo non superiore ai quindici giorni, soprattutto per discutere il rendiconto finanziario. La superficie territoriale del Comune di Lajatico non ha subito variazioni rispetto all'antica circoscrizione.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
preunitario
ente pubblico territoriale
Profili istituzionali collegati:
Mairie (Impero francese), 1805 - 1814
Comunità (Granducato di Toscana), 1814 - 1865
Comune, 1859 -
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Lajatico (fondo)
Comunità di Lajatico (1774 - 1776) (fondo)
Stato civile del Comune di Lajatico (fondo)
Redazione e revisione:
Gelli Simona, 2005/08/01, prima redazione